Quinto Conto Energia: tutte le novità

di Eryeffe del 31 agosto 2012

Come anticipato ai primi di agosto, il Quinto Conto per l’Energia è operativo e con esso il nuovo meccanismo di tariffazione e assegnazione degli incentivi dedicato ad aziende e privati che decidono di investire nel fotovoltaico.

Nell’articolo precedente (Quinto Conto Energia: in arrivo per settembre) abbiamo già visto le principali novità introdotte dal testo del decreto, diventato legge con la delibera n°292/2012/R/efr dell’Autorità per l’Energia che ha ufficializzato il tetto massimo di incentivi portandolo a 6,7 miliardi di euro, in parte destinati a chi è già entrato nel quarto conto. Quindi i restanti 700 milioni non sembrano destinati a durare più di qualche mese.

Non molto, a detta di esperti e operatori, che sottolineano come superato questo plafond – già molto vicino – i nuovi impianti non avranno più accesso ad alcun contributo.

Mentre i costi di installazione per i piccoli impianti domestici non hanno subito sostanziali variazioni (circa 3.500 euro per kW installato), il tempo di rientro economico dell’investimento tra nord e sud è aumentato di circa 2-4 anni. Questo vuol dire che un impianto medio installato sul tetto di un’abitazione milanese (che produce circa 2.200 kWh all’anno), avrà un conseguente ritorno economico previsto in 19 anni, contro i 14 per un impianto in funzione sotto al sole di Napoli, che di kWh ne produce 2.800 (Fonte: Ansa).

E se da una parte il nuovo provvedimento appare ‘avaro’ per quanto riguarda la quantità di incentivi previsti, dall’altra è senz’altro ‘riqualificante’ per quel che concerne la qualità dei contributi stessi, premiando con 0,02 euro al kWh gli impianti made in Europe.

Il nuovo conto, inoltre, prevede 2 tariffe incentivanti: una applicata all’energia immessa in rete (tariffa omnicomprensiva) e l’altra a quella consumata (premio autoconsumo) che, mediamente, per un consumatore domestico con impianto sotto i 3 kWcorrisponde al 30% di quella prodotta. Ciò vuol dire che la massima convenienza consiste nel consumare quanta più possibile energia autoprodotta.

Ma il nodo più intricato che resta da sciogliere è, tanto per cambiare, quello burocratico, che rischia di condizionare negativamente il mercato per le complicatissime procedure necessarie all’iscrizione sull’apposito Registro. Si tratta di una iscrizione obbligatoria anche per gli impianti medio-piccoli.

Intanto il Gestore dei Servizi Energetici ha attivato sul proprio portale applicativo un’apposita sezione dedicata alla presentazione delle richieste (da far pervenire esclusivamente on line) di riconoscimento delle tariffe incentivanti per gli impianti entrati in funzione dal 27 agosto 2012. Sullo stesso sito è disponibile una guida all’utilizzo dell’applicazione web e un vademecum relativo ai criteri e le regole per l’iscrizione stessa.

Speriamo che questi strumenti siano sufficienti ad ottenere la tanto agognata ‘semplificazione’

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