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Re–Cycle, strategie per l’architettura, la città e il pianeta: Il riciclo come arte in mostra al Maxxi di Roma

C’è tempo ancora fino al 29 aprile per visitare “Re–Cycle, strategie per l’architettura, la città e ilpianeta”. La mostra interamente dedicata al riciclo è stata allestita nei locali del MAXXI Architettura diRoma, il museo nazionale delle arti contemporanee.

Re–Cycle, strategie per l’architettura, la città e il pianeta: Il riciclo come arte in mostra al Maxxi di Roma

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Il tema, com’è chiaro, è il riciclo inteso come nuova ed utile espressione della creatività umana. Lo scopo è esplorare le possibilità delle frontiere green in ambitiassai lontani dall’ecosostenibilità. Come può infatti un’opera architettonica che, per principio, potrebbe danneggiare l’ambiente, integrarsi perfettamente con esso addirittura rispettandolo in un’ottica assolutamente ecosostenibile?
Gironzolando per le sale del MAXXI vi imbatterete in una collezione di disegni, modelli, video, fotografie eprodotti multimediali interamente dedicati al tema. Le circa 80 opere esposte però sono anche casi esemplariin fatto di riciclo nel campo dell’architettura.

Vi segnaliamo a tal proposito le due installazioni site specific, “Maloca” e “officinaroma”, entrambe realizzate in estemporanea il giorno primadell’inaugurazione. La prima è opera dei designers brasiliani Fernando e Humberto Campana.

  • Interamente realizzata in legno e rafia sintetica come le architetture della tradizione amazzonica, Maloca è stata collocataall’ingresso del MAXXI per accogliere il pubblico in uno spazio “intermedio”. Infatti l’installazionerappresenta concettualmente e materialmente l’integrazione tra passato e presente: un esempio di architetturarudimentale si affianca armoniosamente alle forme moderne del MAXXI realizzato da Zaha Hadid.
  • Stesso discorso vale per l’intero padiglione “officina roma”, opera del collettivo tedesco raumlaborberlin.Realizzato interamente durante un workshop con gli studenti voluto dal MIUR usando scarti di materialiedilizi e arredi recuperati, il padiglione è un esempio di architettura green all’interno dell’architettura.

Ma non finisce qui. Non dovete assolutamente perdervi “Permanent Error” di Pieter Hugo. Nella salaCarlo Scarpa, al piano terra, è possibile visitare questa mostra fotografica in cui in soli 27 scatti, valsil’importante World Press Photo 2006 all’artista, si racconta di un’immensa discarica in Ghana in cui apparecchi elettronici dismessi provenienti dall’occidente vengono accumulati e selvaggiamente smaltiti.

Il paesaggio ritratto da Hugo è apocalittico: tra i fumi e le montagne di rifiuti della discarica siaggirano animali e persone come spettri di un mondo dimenticato.
Dulcis in fundo, ma non tanto in fundo, a voi una serie di altre attrattive degne di nota: la High Line newyorchese di James Corner e DS+R e i dischi di Jimi Hendrix incisi sulla lastra di un cranio fratturato nella Russia della Guerra Fredda, il progetto di rinnovamento del Palais de Tokyo a Parigi di Lacaton& Vassal e i filmati del nostrano Blob realizzati riutilizzando spezzoni di materiale televisivo, i progettidi rinaturalizzazione di Harvard University per le shrinking cities in America e in Europa e l’Alvéole14 a Sainte Nazaire del gruppo LIN, il disegno di Peter Eisenman per Cannaregio a Venezia e quelli diSuperstudio sulla sopraelevazione del Colosseo e per finire la parete di bottiglie riciclate in PET con cuiMiniwiz ha rivestito l’intero padiglione EcoARK a Taipei.

Re-cycle al Maxxi di Roma
Re-cycle al Maxxi di Roma

Re-cycle nasce quindi sotto la stella del dialogo tra le arti e questo spiega anche il motivo per cui le forme d’arte coinvolte spaziano dal classico disegno ai lavori di video maker e designers.

L’arte, colsuo linguaggio universale e sempre attuale è in grado di comunicare al meglio i mutamenti dellacontemporaneità. Il MAXXI ospita quindi in primo luogo un esempio di come l’arte possa istituire unponte dialettico tra mondi e generazioni tutt’altro che vicini. Pippo Ciorra, curatore della mostra, sottolineatra l’altro il ruolo didattico dell’evento definendolo un momento di “… ricerca espressiva d’avanguardia,prossima all’arte … non dimenticando temi cari anche al mondo dei designer e degli architetti quali lasostenibilità … una presa di posizione sulle tecniche e sulle modalità di recupero dei nostri paesaggi e lenostre città, alla luce della scarsa efficienza di piani, programmi e altri approcci tradizionali.”.
Alla base di Re-cycle c’è quindi anche un lungo lavoro di ricerca sui temi della ecosostenibilità ed inparticolare un occhio di riguardo è stato riservato all’analisi del modo in cui paesaggi naturali ed artificiumani possono integrarsi e coesistere.

La mostra, a parere della direttrice del museo Margherita Guccione, è soltanto il punto d’arrivo, certamente degno di nota, di un progetto di più ampio respiro che aveva giàavuto inizio tempo fa con alcune mostre monografiche e progetti site-specific realizzati dallo stesso MAXXI.Ora, con questa esposizione, “il museo completa un primo giro di sguardo complessivo sul paesaggio architettonico contemporaneo”.

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