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Referendum: l’analisi della vittoria del SI

Ai referendum popolari del 12 e 13 giugno ha votato il 57% degli Italiani aventi diritto al voto, anche se il dato si assesta ufficialmente intorno ad una media del 54,8%, considerando i voti degli italiani residenti all’estero (1279 comunicazioni pervenute).
Oltre ad avere raggiunto e superato ben oltre le aspettative il quorum, fatto già di per sé straordinario, visto che non accadeva dal 1995, dalle sezioni degli 8092 comuni italiani il coro dei votanti leva una voce unanime: il successo dei SI’, secondo i dati ufficiali del Viminale (consultabili nel dettaglio on-line all’indirizzo: http://referendum.interno.it/), sfiora la soglia insperata, anche se vagamente intuita, del 95%.
Un vero plebiscito, insomma.

Referendum: l’analisi della vittoria del SI

Anche perchè il SI’ avrebbe vinto in ogni caso: calcolando, infatti, un’affluenza ipotetica del 100% alle urne e supponendo che la totalità degli astenuti avrebbe votato NO, il SI’ avrebbe comunque trionfato con circa il 52% dei consensi.

I quesiti che hanno incontrato maggior partecipazione sono stati quelli legati alla gestione e alla determinazione delle tariffe dell’acqua, che hanno superato il 57%.
A pochissima distanza, con uno scarto nell’ordine di pochi decimali, gli altri due quesiti relativi al nucleare e al legittimo impedimento, che fissano il risultato appena sotto la soglia del 57%.

Tra le regioni con l’affluenza più alta alle urne, trionfa il Trentino Alto Adige, che arriva a sfiorare un notevole 65% per il quesito numero due; fanalino di coda, invece, la Calabria, con il 50,33% dei voti registrato per il quesito numero quattro.

Anche i dati relativi alle province e ai capoluoghi confermano la ‘spaccatura’ tra nord e sud Italia: Reggio Emilia e Livorno ottengono in record di voti sul quesito relativo al nucleare, con una percentuale che supera l’88%, mentre Crotone e Catania registrano addirittura dati al di sotto dello sbarramento del quorum.

In controtendenza, invece, la Sicilia, laddove si votava anche per i ballottaggi delle amministrative e dove si è registrato perfino un forte sbilanciamento a favore dei referendum: a Capo d’Orlando, per esempio, ha votato l’80,62% ai referendum e il 70,51% per il ballottaggio, e così a Favara, dove il dato si è assestato al 73,37% di voti per i referendum contro il 57,06% per le amministrative.

Interessante, infine, il dato diffuso nella tarda serata di ieri dall’agenzia di stampa ADN Kronos, a proposito del quesito relativo alle centrali nucleari: secondo i dati raccolti dal Viminale, infatti, in tutti i Comuni che hanno ospitato in passato i siti nucleari italiani si e’ superato il quorum per i referendum e, in particolare, lo si è superato proprio per il terzo quesito. La percentuale piu’ alta di votanti si e’ registrata a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, con il 66,4%. Alta la percentuale di votanti anche a Trino, in provincia di Vercelli, con il 58,8%, a Latina con il 57,5% e a Caorso, in provincia di Piacenza, con il 55,2%. Quorum superato con il 53,3% anche a Scanzano Jonico, in provincia di Matera, sito particolarmente ‘caldo’ poiché al centro di polemiche per i depositi di scorie nucleari.

Prime ad esultare dello storico risultato sono le associazioni ambientaliste, da sempre in prima linea per la promozione del SI’, in particolare contro la reintroduzione dell’energia nucleare in Italia: milioni di italiani hanno raccolto questo appello e, con un voto responsabile e di coscienza, hanno bloccato definitivamente il piano di far tornare l’energia nucleare in Italia, spalancando le porte ad un futuro che, a maggior ragione, da oggi, dovrà necessariamente essere basato sulle energie rinnovabili e sull’incremento dell’efficienza energetica.

 

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