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Referendum nucleare in Sardegna: il 98% dei sardi dice no

I sardi (quasi tutti) hanno detto no. Il quorum è stato facilmente raggiunto già nella prima giornata. Poi la conta delle schede del referendum regionale per fermare l’installazione di centrali nucleari nell’isola. Un successo incredibile.

Referendum nucleare in Sardegna: il 98% dei sardi dice no

Chiara la maggioranza degli isolani che hanno rifiutato l’atomo: quasi il 100%, con un si che vale no che si avvicina al 98%. Un successo previsto vista la grande mobilitazione di partiti, comitati e singoli. Bastava andare a vedere su Facebook le migliaia di profili di utenti con il simbolo No Nuke. Tanti sulla rete e poi nelle strade e nelle piazze dell’isola a organizzare banchetti, feste, raduni, gazebo, comitati. Tutti No Nukes. Una vera rivolta popolare per un’isola che dopo carceri speciali, servitù militari, industrie inquinanti non ne vuole più sapere di essere una pattumiera. Per difendere il turismo, l’agricoltura e soprattutto la popolazione della popolazione.

Affluenza record: il referendum consultivo ha visto una partecipazione record che sfiora il 60%. Tradotto in numeri:  877.982 mila sardi, pari al 59,34% degli aventi diritto, si sono infatti recati a votare. Si tratta della più alta affluenza ad un referendum regionale.

Scontata la soddisfazione del mondo ambientalista, della sinistra ma pure il centro destra sardo, con in testa il Presidente della Regione Ugo Cappellacci hanno esultato per il risultato. Insomma se il centro destra nazionale ha scommesso sul nucleare, poi nei territori gli amministratori hanno preso una direzione diversa. Anche sul referendum nazionale ma come ha detto chiaramente Berlusconi, per non andare alle urne sull’onda del disastro giapponese. Alla faccia della democrazia…

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