Retenergie: le energie rinnovabili in cooperativa

di Alessandra Mambri del 22 novembre 2011

Dall’iniziativa del proprietario di un’azienda agricola produttrice di fagioli, Marco Mariano e dalla sua tenacia nel trovare persone da coinvolgere per la costruzione del primo impianto fotovoltaico ad azione popolare, nasce nel 2008 la cooperativa Retenergie: quattrocento soci governati dalle regole contenute in un codice etico redatto dagli stessi, tutte persone provenienti da diverse esperienze professionali e da diverse regioni d’Italia legate dall’intenzione di realizzare la filiera dell’energia pulita, investendo sull’azione popolare e, sul riuscire a venderla liberamente sul mercato.

Retenergie: le energie rinnovabili in cooperativa

Un’iniziativa chiamata «Adotta un kilowatt di energia pulita» che in breve tempo ha raccolto un consenso così ampio da riuscire a realizzare a Mondovì, in provincia di Cuneo un impianto fotovoltaico sopra il tetto di un’impresa di rifiuti e gestione del verde pubblico, e scatenando una vera e propria azione energetica collettiva.

La cooperativa in 3 anni ha raggiunto un capitale sociale di 450 mila euro e conta già tra le sue proprietà cinque impianti fotovoltaici allacciati alla rete di Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia per un totale di un centinaio di kW di potenza installata. Senza contare il mini-idroelettrico: 170 mila kwh che si andranno a sommare tra sei mesi quando gli impianti entreranno in attività.

L’obiettivo è quello di riuscire a produrre, entro la fine del 2012, almeno 500 mila kwh e, nel giro di 4 anni, diventare anche fornitori dell’energia che producono senza essere costretti a venderla allo Stato e appoggiarsi ad aziende esterne per la fornitura domestica, come avviene attualmente.

Si tratta di un progetto di energia “democratica” in cui il “sistema cooperativo è una formula valida per mobilitare il necessario cambiamento energetico, imposto dalla limitatezza di quello attuale che si basa sui sistemi fossili come gas, carbonio e petrolio. Risorse», spiega il socio Stefano Caserini docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici del Politecnico di Milano «non solo altamente inquinanti, ma anche destinate a esaurirsi nel corso del tempo. Per questa ragione, mi sembrava un buon investimento affidarsi a una cooperativa seria e trasparente come quella messa in piedi da Mariano, perfettamente in linea con lo spirito sul risparmio energetico delle macropolitiche economiche».

Diversi i modi per entrare a far parte di Retenergie. Le sottoscrizioni si possono fare direttamente sul sito diventando parte dell’azionariato popolare proposto dalla cooperativa.

Contribuendo con una quota sociale minima per i sovventori di 550 euro intoccabile per almeno dieci anni, se non si hanno le possibilità per costruirsi un impianto proprio, si diventa comproprietario di quelli della cooperativa e si partecipa alla divisione degli utili a fine anno. Infine, con un’adesione di 50 euro i soci possono usufruire di diversi servizi energetici tra cui la consulenza per le certificazioni energetiche e la riqualificazione degli edifici. Retenergie rappresenta un’ottima opportunità che offre enormi potenzialità e viene e si rivolge a chi è attento a problemi ambientali e sociali come l’inquinamento, la limitatezza delle risorse, l’equità nella loro distribuzione, la valutazione dell’impronta ecologica, la partecipazione collettiva e democratica.

Per saperne di più: http://www.retenergie.it/

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