Rinnovabili: sempre più energia da biomasse

di Claudio Riccardi del 16 maggio 2012

Parliamo di biomasse, termine che raggruppa tutti materiali di origine biologica che possono essere riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica. Si tratta generalmente di scarti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’industria: legname da ardere, residui agricoli e forestali, scarti dell’industria agroalimentare, reflui degli allevamenti, rifiuti urbani e specie vegetali coltivate per lo scopo.

Rinnovabili: sempre più energia da biomasse

I vantaggi sono sotto gli occhi di tutti. Trarre energia dalle biomasse consente di eliminare rifiuti prodotti dalle attività umane, produrre energia elettrica e ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio. Una fonte di energia pulita su cui l’Unione Europea ha deciso di investire al pari dell’eolico.

Come emerge dallo studio realizzato da EurObserv’ER, la produzione di energia primaria da biomassa solida, nei paesi membri dell’UE tra il 2009 e il 2010 è cresciuta di ben oltre 8 punti percentuali, pari 79,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio grezzo. Merito di un processo di strutturazione che a Bruxelles si intende sempre più potenziare.

Tra gli Stati membri, la Finlandia rappresenta l’esempio più calzante per descrivere l’importanza di queste risorse e le possibilità di utilizzo. Gran parte degli scarti della lavorazione della carta e del legno dell’industria finlandese sono destinati alle centrali termiche per produrre energia dalle biomasse. Evitando in questo modo di dover stoccare gli scarti in discariche o pagare per il loro incenerimento.

Dai rifiuti organici si possono poi ricavare calore per gli impianti di riscaldamento e biocombustibili, che liberano nell’ambiente le sole quantità di carbonio che hanno assimilato le piante durante la loro formazione ed una quantità di zolfo e di ossidi di azoto nettamente inferiore a quella rilasciata dai combustibili fossili.

E così, quello che un tempo era un costo da sostenere si è oggi trasformato in un’opportunità da non perdere e da sfruttare per produrre preziosa energia elettrica.

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