Risshū, lo skincare d’autunno per una pelle perfetta che arriva dal Giappone
Il rituale giapponese che accompagna il cambio di stagione: più idratazione, barriera cutanea protetta e una routine più delicata per preparare la pelle ai primi freddi

In Giappone l’autunno non comincia necessariamente quando cadono le prime foglie. Nel calendario tradizionale esiste infatti il Risshū, uno dei 24 sekki, i periodi solari che scandiscono il passaggio delle stagioni. Cade intorno al 7-8 agosto e indica letteralmente l’inizio dell’autunno, anche se fuori può fare ancora molto caldo.

È proprio questa idea di transizione graduale a offrire uno spunto interessante anche per la skincare: non aspettare che freddo e riscaldamento rendano la pelle secca e spenta, ma iniziare prima a modificare la routine estiva.
Attenzione però: Risshū non è il nome di uno specifico rituale cosmetico giapponese codificato. È un riferimento stagionale della cultura nipponica. Parlare di “skincare Risshū” significa quindi ispirarsi alla filosofia giapponese del cambio di stagione e adattare progressivamente la cura della pelle all’arrivo dell’autunno.
Sommario
- Cos’è il Risshū
- Perché la pelle cambia con l’arrivo dell’autunno
- 1. Pulire la pelle senza aggredirla
- 2. Riportare l’idratazione al centro della routine
- 3. L’idea giapponese del layering
- 4. È il momento di prendersi cura della barriera cutanea
- 5. Non mettere via la protezione solare
- 6. Autunno significa anche recuperare dagli eccessi dell’estate
- 7. Anche labbra e mani entrano nella routine Risshū
- La routine Risshū in 5 mosse
- Cosa possiamo imparare dal Giappone
Cos’è il Risshū
Il calendario tradizionale giapponese divide l’anno in 24 termini solari, ognuno della durata di circa 2 settimane. Il Risshū segna il passaggio simbolico dall’estate all’autunno e cade generalmente nei primi giorni di agosto.
Le temperature possono essere ancora elevate, ma nella tradizione giapponese iniziano già a essere osservati i primi piccoli segnali della stagione che cambia: giornate progressivamente più corte, mutamenti nella vegetazione e nell’aria.
La stessa logica può essere applicata alla pelle: non cambiare tutto da un giorno all’altro, ma osservare come reagisce e accompagnarla verso condizioni climatiche diverse.
Perché la pelle cambia con l’arrivo dell’autunno
Dopo mesi di sole, caldo, sudore, mare e aria condizionata, la pelle può arrivare a settembre più sensibile, disidratata o irregolare.
Poi iniziano a diminuire temperatura e umidità. In autunno e inverno l’aria più secca e il riscaldamento degli ambienti favoriscono la perdita di acqua dallo strato superficiale della pelle e possono indebolire la barriera cutanea.
Il risultato può essere una pelle che appare:
- più secca e ruvida
- meno luminosa
- più sensibile
- soggetta a rossori
- con una maggiore sensazione di “pelle che tira”.
È quindi questo il momento ideale per passare gradualmente dalla routine leggera dell’estate a una skincare più protettiva.
1. Pulire la pelle senza aggredirla
Il primo principio della skincare autunnale dovrebbe essere semplice: pulire senza impoverire la barriera cutanea.
Se durante l’estate abbiamo utilizzato detergenti molto leggeri o pensati per contrastare sudore e sebo, con l’arrivo dell’autunno possono risultare troppo sgrassanti.
Meglio preferire un detergente delicato e usare acqua tiepida anziché molto calda.
Nella beauty routine giapponese è molto diffusa anche la doppia detersione serale: prima un prodotto oleoso per eliminare trucco, filtri solari e impurità liposolubili, poi un detergente delicato a base acquosa.
Non è però un passaggio obbligatorio: se la pelle è secca o particolarmente sensibile, una detersione più semplice può essere sufficiente.
2. Riportare l’idratazione al centro della routine
Con il cambio di stagione può essere utile sostituire progressivamente le texture gel tipicamente estive con prodotti leggermente più ricchi. Non significa necessariamente scegliere creme molto pesanti. L’obiettivo è aiutare la pelle a trattenere meglio l’acqua attraverso sostanze umettanti e lipidi capaci di sostenere la barriera cutanea.
Tra gli ingredienti comunemente utilizzati nei cosmetici idratanti troviamo:
- acido ialuronico, che contribuisce a trattenere acqua negli strati superficiali della pelle;
- glicerina, uno degli umettanti più utilizzati;
- ceramidi, lipidi naturalmente presenti nello strato corneo e importanti per la funzione di barriera.
La diminuzione dell’umidità atmosferica tra autunno e inverno rende la fase di idratazione particolarmente importante.
3. L’idea giapponese del layering
Uno dei concetti più interessanti della skincare asiatica è applicare più strati sottili di prodotto anziché un unico cosmetico molto ricco. Una routine autunnale semplice può essere:
detergente → lozione o essenza idratante → siero → crema.
Non occorre necessariamente utilizzare tutti i passaggi.
Il vantaggio del layering è poter adattare facilmente la routine alle condizioni della giornata: più leggera quando fa ancora caldo, più nutriente quando arrivano vento e freddo.
È una filosofia perfettamente coerente con il Risshū: passare gradualmente da una stagione all’altra invece di cambiare improvvisamente abitudini.
4. È il momento di prendersi cura della barriera cutanea
Durante l’estate la pelle deve fare i conti con raggi UV, sudore, salsedine, cloro e aria condizionata.
All’inizio dell’autunno può quindi essere utile semplificare la routine e concentrarsi maggiormente sulla barriera cutanea.
Ceramidi e altri lipidi presenti nelle creme emollienti possono aiutare a contrastare la perdita d’acqua e la sensazione di secchezza. Le fonti dermatologiche giapponesi sottolineano proprio l’importanza dei lipidi dello strato corneo nel mantenimento dell’idratazione della pelle. Saiseikai
Se la pelle appare irritata, questo può essere anche il momento di ridurre temporaneamente prodotti esfolianti o routine particolarmente aggressive.
5. Non mettere via la protezione solare
Uno degli errori più frequenti con l’arrivo dell’autunno è pensare che la protezione solare non serva più. Le giornate diventano più corte e l’intensità della radiazione solare diminuisce rispetto all’estate, ma l’esposizione agli ultravioletti continua. Per questo la protezione solare resta un passaggio utile soprattutto sul viso e nelle giornate trascorse a lungo all’aperto.
È particolarmente importante se si utilizzano cosmetici esfolianti o trattamenti contro le macchie.
6. Autunno significa anche recuperare dagli eccessi dell’estate
Settembre e ottobre sono spesso il periodo in cui diventano più evidenti alcuni effetti dell’estate: pelle disidratata, colorito non uniforme e macchie che sembrano più visibili dopo l’abbronzatura.
Piuttosto che cercare risultati immediati con peeling aggressivi, l’approccio più prudente consiste nel ripristinare prima idratazione e barriera cutanea. Una volta stabilizzata la pelle, si possono eventualmente introdurre prodotti specifici in modo graduale.
La transizione stagionale dovrebbe essere soprattutto un momento di riequilibrio.
7. Anche labbra e mani entrano nella routine Risshū
Il cambio di stagione non riguarda soltanto il viso. Mani e labbra sono tra le zone che reagiscono più rapidamente al calo dell’umidità e alle temperature più basse. Può essere utile anticipare il problema iniziando già all’inizio dell’autunno a utilizzare:
- balsamo labbra
- crema mani
- crema corpo dopo la doccia
- prodotti emollienti sulle zone più secche.
È molto più facile mantenere una buona barriera cutanea che recuperarla quando la pelle è già screpolata.
La routine Risshū in 5 mosse
Per trasformare il concetto in una routine quotidiana semplice bastano pochi passaggi:
- Mattina: detergente delicato, idratante leggero e protezione solare.
- Sera: detersione accurata, prodotto idratante e una crema leggermente più ricca rispetto a quella utilizzata in estate.
Poi si può osservare la pelle per qualche settimana e aumentare gradualmente il livello di nutrimento se compaiono secchezza o sensazione di tensione. È probabilmente questo l’aspetto più interessante del Risshū applicato alla skincare: non seguire il calendario alla lettera, ma imparare a riconoscere i piccoli segnali che anticipano il cambio di stagione.
Cosa possiamo imparare dal Giappone
La cultura giapponese dedica da secoli grande attenzione ai passaggi stagionali. I 24 sekki nacquero come un modo per seguire i cicli della natura e sono ancora oggi utilizzati come riferimento culturale per osservare i cambiamenti dell’ambiente.
Applicata alla cura della pelle, questa filosofia suggerisce qualcosa di molto semplice: non aspettare che la pelle diventi secca per occuparsene.
L’autunno può diventare così il momento per ridurre gli eccessi, aumentare gradualmente l’idratazione e preparare la barriera cutanea ai mesi più freddi.
Più che un nuovo rituale beauty da seguire rigidamente, il vero segreto del “Risshū skincare” è proprio questo: osservare la pelle e cambiare con lei, una stagione alla volta.
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