Roma: strategie anti-caldo per i poveri animali del bioparco

di Erika Facciolla del 15 Agosto 2011

Gli animali che l’uomo ha deciso di tenere in un ambiente inadatto, lontano dal loro habitat naturale, per il suo divertimento avvertono il caldo estivo in maniera ancora più opprimente! Per dare sollievo a questi poveri animali gli addetti al Bioparco di Roma hanno provato ad impostare un piano anti-caldo per affrontare la calura estiva.

Roma: strategie anti-caldo per i poveri animali del bioparco

Come si può pensare di risolvere con una piscina il senso di calura provato dai tre fratelli orsi quindicenni Sandro, Nino e Luca? Certamente passano tutto il loro tempo a nuotare ma se fossero liberi di sguazzare nelle gelide acque dei torrenti, nella fresca estate Abruzzese, questi trucchi non dovrebbero certo essere messi in atto!

I pasti sono per lo più a base di frutta fresca (soprattutto meloni e cocomeri) e pesce prima congelato in grandi secchi ma è un triste palliativo. Questi grandi animali sono abituati a ben altri climi e latitudini e la loro struttura e la folta pelliccia sono inadatti al torrido clima di Roma.

Anche i macachi del Giappone possono contare su una piccola piscina dove si bagnano e fanno tuffi dagli alti tronchi smangiucchiando ghiaccioli alla frutta ma ricordiamoci che sono qui prigionieri per dare spettacolo di sè a persone che già all’uscita dal bioparco se ne saranno dimenticati.

Le due elefantesse asiatiche, Nelly e Sofia possono farsi una doccia rinfrescante organizzata dai guardiani. Che pena vederli a bordo della vasca quando potrebbero starsene nelle pozze a spruzzarsi sereni e muoversi in branco alla ricerca di nuovi pascoli nella immensa e luminosa pianura africana.

Per scimpanzé e lemuri, invece, il personale ha predisposto delle canne di bambù con la cavità ripiena di yogurt e frutta congelata. Un’idea che non risolve il problema di fondo di questi animali, essere costretti a vivere in una gabbia in una grande città.

Tigri, leoni asiatici e licaoni hanno a disposizione nei recinti delle fontane dove possono bere e trovare refrigerio ma vi sembra una soluzione? Sareste contenti di portare i vostri figli a  vedere questo triste spettacolo?

Che domande potranno mai farvi dopo, sulle condizioni in cui hanno visto questi animali? Non sarà certo un bello spettacolo che serberanno negli occhi.

Diciamo basta a questa inutile tradizione ottocentesca di mostrare fiere esotiche a persone che non avevano né i mezzi né la possibilità di viaggiare e vedere il mondo.

Oggi le cose sono cambiate e tutti ormai possono capire che un leone sta bene al caldo ma solo se è disteso a dormire all’ombra del suo baobab preferito nelle savane africane!

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