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Ruanda, i gorilla di montagna non sono più a rischio

Più forti del bracconaggio, della guerra civile e delle intrusioni dei turisti. I gorilla del Virunga (Ruanda) ospitati nel Parco Nazionale dei Vulcani sembrano godere di buona salute. Anche quest’anno, infatti, la popolazione dei primati è cresciuta sfiorando ormai il numero di 500 esemplari viventi (2/3 della popolazione totale dell’intera specie).

Il governo ruandese è riuscito nell’intento di proteggere i gorilla dal pericolo dell’estinzione, una scelta motivata anche dal business turistico che gravita intorno all’area e che ogni anno attira migliaia di turisti che accorrono da tutto il mondo per passare un’ora in compagnia degli animali (per la modica cifra di circa 600 euro a testa).

Ma il merito è anche della comunità locale che nel corso degli anni ha smesso di cacciare i primati per esibirli come trofei e ha riscoperto una vera e propria ‘venerazione’ per questa specie, tanto da celebrare ogni anno le nuove nascite con un rito che assomiglia a quello ‘battesimale’.

Ma sul lato opposto del confine la guerra civile continua a minacciare gravemente la vita di tutti gli animali, con pallottole vaganti e scariche di mitra che si aggiungono a quelle dei cacciatori illegali. Dal maggio scorso, infatti, la sponda congolese del Virunga è stata chiusa per l’uccisione di tre guardie forestali che ha determinato la sospensione del servizio di pattugliamento congiunto dell’area.

Da allora, si sono perse le tracce di sei famiglie di gorilla che si spera siano riusciti a sconfinare in terre più sicure. Auguriamoci che sia davvero così.

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Published by
Erika Facciolla

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