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Sacchetti di plastica? No grazie!

Ormai la messa al bando è stata decisa ed indietro non si torna: a partire dal 1° Gennaio 2011 l’Italia dirà addio alle buste di plastica della spesa. Avevamo già seguito questo tema in più post come  Sacchetti di plastica: duri a morire! od invitandovi a firmare la la petizione di Legambiente ma ora possiamo dire che ci siamo.

Sacchetti di plastica? No grazie!

Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha infatti escluso categoricamente l’ennesima proroga dell’entrata in vigore del divieto di produrre e commercializzare shopper di plastica non biodegradabili.

Una norma transitoria darà la possibilità a supermercati e negozi di smaltire le scorte accumulate, ma alle aziende produttrici già pronte a presentare ricorso contro tale divieto non resterà che prenderne atto dal momento che hanno avuto a disposizione il tempo necessario per prepararsi al cambiamento.

Di certo non sarà immediato mutare le abitudini profondamente radicate di milioni di consumatori e migliaia di esercizi commerciali: il nostro paese con i suoi circa 24 miliardi di sacchetti all’anno si attesta in Europa come la nazione peggiore nel loro utilizzo.

Eppure niente giustifica questo massiccio impiego. Secondo Legambiente qualsiasi bilancio costi-benefici risulta sfavorevole agli shopper di plastica. Sono infatti prodotti facendo ricorso a quanto di più tossico in circolazione (petrolio, coloranti cancerogeni, additivi metallici) e sono causa di un inquinamento tra i più pericolosi per il pianeta e gli animali, in particolare gli ecosistemi marini.

Il tempo di utilizzo è quantificabile in poche ore, mentre quello di smaltimento va da un minimo di 15 ad un massimo di 1000 anni. Se è vero che i costi per fabbricarli o importarli sono bassi, quelli per raccoglierli, eliminarli o riciclarli sono invece molto elevati.

Ma le novità non sono finite, c’è addirittura chi spinge oltre la messa al bando , come il responsabile del settore rifiuti Legambiente Piemonte e Valle D’Aosta che vorrebbe includere in essa anche i sacchetti compostabili. Secondo il suo punto di vista sarebbe cioè indispensabile che tutti i consumatori, non solo i più responsabili, opponessero un netto rifiuto nei confronti di ogni tipologia di shopper usa e getta, a favore della diffusione di borse di tela quale sistema virtuoso di trasporto delle merci.

E a tal proposito, tra le iniziative promosse in questi mesi dallo stesso Ministero dell’Ambiente e atte a pervenire al definitivo divieto di produzione e commercializzazione delle buste di plastica, ricordiamo proprio la distribuzione capillare sull’intero territorio nazionale di sporte realizzate in materiale riciclato e riciclabile  o in fibre naturali.

Dobbiamo quindi dare atto al Ministro Prestigiacomo di aver mantenuto rigore su questo punto e di non essersi fatta influenzare dalle Lobby, complimenti ed avanti cosi’!

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