SANA: il salone del naturale come termometro della green economy in Italia

di Massimiliano del 19 Settembre 2011

Come sta la Green Economy in Italia? La risposta non è facile ma un buon termometro può essere la fiera internazionale del naturale, SANA 2011, che si è tenuta a Bologna dal  9 al 11 settembre scorso e sembra crescere anno dopo anno. La crisi economica è drammatica ma più italiani scelgono consumi naturali, sostenibili, ecologicamente corretti. Più consumo e più imprenditori green, spaziano dal biologico al tessile, come si può vedere anche dai numeri dell’ultima edizione di Sana che ha contato 532 espositori e 25 mila visitatori.

SANA: il salone del naturale come termometro della green economy in Italia

Abbiamo visitato il salone e i numeri trovano conferma nel fermento creativo dell’imprenditoria green italiana. Per i più puristi e per coloro che  “small is beautiful” (titolo di un libro, punto di riferimento della lettura dello sviluppo sostenibile) forse non piace la massiccia presenza dei grandi marchi e brand. Ma anche questo è un segno che il naturale può infilarsi (e cambiare)  negli scaffali della grande distribuzione. Non mancheranno “patacche” ma è sicuramente un buon segno che i prodotti biologici siano distribuiti anche nei grandi centri commerciali e che molti brand aprano filiere interne green.

Insomma, secondo noi questo è il nuovo che avanza e che si è visto anche a SANA. Dove non mancano neanche i piccoli: dall’azienda familiare dell’Appennino bolognese che usa le castagne per i prodotti (fino a poco tempo in via d’estinzione) tradizionali; ai piccoli oleifici siciliani; alle aziende agrituristiche o agli stilisti che usano solo cotone biologico: al 100%. Senza dimenticare il grande spazio conquistato dalla erboristeria e dalla cosmesi al naturale.  E a sostenere questo piccolo grande esercito di piccoli ci hanno pensato le Regioni (alcune) che hanno sostenuto gli imprenditori acquistando gli stand.

Il salone è stata anche l’occasione per mettere in piedi una piattaforma della green economy che sarà di sostegno alla sempre più grande comunità del biologico. Banca dati, insieme alle associazioni del settore, utile per far crescere questo nuovo settore economico.

Che abbraccia e trasforma (in verde) sempre più settori economici: dall’energetico all’alimentare. Una diversità ben rappresentata a Sana che si sta preparando all’Expo di Milano. Con la speranza che la manifestazione sia e diventi propulsore della via italiana alla green economy.

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Sana è stata la vetrina di nuovi prodotti, nuove imprese ma anche il luogo dove fare riflessioni e presentare studi (si vedano le presentazioni embeddate sotto) come le vendite del biologico in Europa: 18 miliardi di euro nel 2008, con un incremento del 10% rispetto al 2007. In questo quadro l’Italia si piazza al quarto posto con due miliardi di euro di prodotti venduti. Lontani dalla Germania (quasi sei miliardi) e più vicini alla Francia ( 2 miliardi e seicento milioni di euro) e alla Gran Bretagna (2 miliardi e 500 milioni). Anche se si analizza la spesa pro capite non ne usciamo bene visto che l’italiano spende in media all’anno 33 euro contro i 132 della Danimarca, i 119 della Svizzera, i 97 dell’Austria ma ci precedono anche Lussemburgo, Svezia, Germania (con 72 euro), Francia e Uk che comunque non  si distinguono visto che la spesa pro capite è di 40 euro. Più degli italiani ma non troppo. E siamo più bio di Olanda, Norvegia, Irlanda e Finlandia.

Aumentano in Italia le vendite bio nella grande distribuzione: dai 312 milioni nel 2006 agli stimati 470 del 2011. Un bel salto avanti. Qualcosa cambia, anche se non è oro tutto quello che luccica, ma sono ancora tanti i passi da fare per un ‘Italia sempre più green.

Le migliori presentazioni fatte al SANA 2011:

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