Sappiamo quello che c’è nel cibo dei fast food?

di Daniela Spataro del 10 Giugno 2011

Veloce, gustoso, economico: è il fast food ovvero quell’insieme di alimenti distribuiti dalle ben note catene americane ormai diffuse in tutto il mondo.

Sappiamo quello che c’è nel cibo dei fast food?

Grassi e olii idrogenati, conservanti, agenti lievitanti, additivi chimici, antiossidanti, e persino ferro ridotto, compongono il 50% dei tipici piatti che possiamo trovare in questi coloratissimi locali, come le ben note crocchette di pollo: ma sappiamo cosa mangiamo quando scegliamo il nostro menù davanti ai commessi “addestrati” al super-sorriso?

Recenti studi e film-documentari, come “Super size me”, realizzato da Morgan Spurlock e uscito in America nel 2004, hanno infatti dimostrato non solo i danni alla linea, ma soprattutto il rischio cui si va incontro introducendo nell’organismo massicce dosi di questi pseudo-alimenti.

In realtà sono veri e propri intrugli chimici che intossicano letteralmente le nostre cellule!

Sotto accusa, in particolare, alcuni degli ingredienti elencati dalla Organic Autority come il TBHQ, Butilidrochinone Terziario, un potentissimo antiossidante completamente articifiale ricavato dal petrolio. Provate voi stessi. Prendete una porzione di patatine fritte da fast food, lasciatela in un barattolo e ricontrollatela dopo due mesi: sarà inalterata, nessun segno di decomposizione, nè muffe né batteri si sono sognati di attaccarla! può essere normale? Il panino poi,  è studiato per restare pressoché “imbalsamato” per 14 anni senza alterarsi. Quindi nel vostro stomaco cosa succede?

E come se non bastasse la frittura avviene in olii (come quello di colza, già pessimo di suo) trattati con il  dimetilpolisilossano, un agente antischiumogeno a base di silicone: per evitare che l’olio durante la cottura si trasformi in schiuma. Il vostro olio quando friggete si trasforma in schiuma?

Anche i medici americani, dopo aver seguito un campione di soggetti, hanno affermato che “nutrirsi” due volte a settimana al fast food, raddoppia la possibilità di sviluppare l’insulino-resistenza considerata l’anticamera del diabete, e di altre patologie gravi quali cancro e malattie cardiache.

Eppure, nonostante sia razionalmente noto ai più che si tratti di un’alimentazione dannosa, mentre i ragazzini diventano sempre più obesi, i ben noti venditori di cibo spazzatura continuano ad aumentare il fatturato e pubblicizzare i loro prodotti come alimenti “sani ed equilibrati”.

Ma cosa si fa per avversare questa tendenza? E come reagiscono queste multinazionali alle accuse e alle denunce? Introducendo semplicemente nei loro menù delle alternative light, offrendo cioè anche insalate e frutta: peccato solo che anche le insalate siano trattate con conservanti e antiossidanti deleteri e contengano persino più zuccheri e sodio di un panino!

Forse demonizzare questo genere di ristorazione potrà sembrare un eccessivo accanimento: ma voi perché non mettete un po’ di Dimetilpolisilossano o Butilidrochinone Terziario nei vostri cibi?

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gray5 luglio 9, 2012 @ 6:10 pm

Nei fast food non ci può essere nulla di pericoloso perchè
1) ci sono le organizzazioni internazionali che fanno le multe miliardarie(amd e micrsoft ne sanno qualcosa)
2) perchè ci sono i concorrenti i quali come le iene non aspettano altro che fai un errore per annientare te e la tua credibilità.

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Luca maggio 10, 2012 @ 8:18 pm

Certo, SuperSizeMe aveva bisogno di un nome da combattere e non poteva di certo andare alla trattoria sotto casa per farsi del male fisicamente.
Pero’ vorrei farelo stesso esperimento anche in Italia, andando a mangiare ogni giorno in trattoria (una di quelle di paese, sana, rustica) pranzo e cena, prendendo l menu’ completo.. Ecco, dopo un mese sarei nelle stesse condizioni del protagonista del film di cui sopra..

La verita’ dipende da come si guarda alle cose.
Luca

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Massimo marzo 18, 2012 @ 6:58 am

Che non sia un’alimentazione salutare è noto e persino ovvio, tanto che basta leggere le loro tabelle nutrizionali per scoprire che con un menù ti spari in un colpo solo una percentuale sproporzionata della dose media giornaliera di quasi tutto; sono ancora onesti a dirtelo loro stessi, tra parentesi.
Ipotizzare però che costoro distribuiscano cibi tossici con il placet di tutti gli organismi, nazionali ed internazionli, di controllo.. mah.. un pizzico fanatici forse lo siete stati stavolta, e il linguaggio sarcastico e colorito lo dimostra.
Il “panino imbalsamato per 14 anni senza alterarsi” invece è disinformazione pura, un’idiozia – diciamolo – e così ci si gioca la credibilità 😉

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caterina marzo 17, 2012 @ 9:24 pm
marcello la scala giugno 11, 2011 @ 3:07 pm

sono stato sempre contrario, ho fatto sempre delle guerre contro queste catene “disumane”di fast food, tantissimi sono i motivi, uno dei tanti può essere quello che se va male un solo ingrediente di tutta questa roba di massa, avvelenano mezzo mondo

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