Saturazione virtuale e reale delle reti di distribuzione dell’energia elettrica in Italia

di Andrea Quaranta del 16 aprile 2012

Arriva un nuovo approfondimento del nostro esperto di dirittto ambientale, Andrea Quaranta del blog del sito Natura Giuridica, che questa volta ci parla di saturazione virtuale e reale delle reti di distribuzione dell’energia elettrica in Italia. Un tema importante per capire dal punto di vista giuridico le condizioni delle nostre “autostrade” energetiche.

Saturazione virtuale e reale delle reti di distribuzione dell’energia elettrica in Italia

“In Italia il settore energetico è uno dei pochi ad essere in grado di reagire alla crisi economica globalizzata, non solo in termini di mantenimento di numero di occupati ma anche di valore di capitalizzazione in borsa (nel caso delle imprese regolate), di tassi di nascita di nuove imprese (soprattutto in settori collegati alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico), di propensione agli investimenti, di sviluppo di progetti pilota e di catalizzazione dell’innovazione e della creazione di un’intera filiera industriale dedicata (vedi anche il mio articolo su Ambiente & Sviluppo, Efficienza energetica e rinnovabili: la visione dell’AEEG, Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas).

Detto altrimenti, il settore energetico (efficienza energetica e sviluppo delle rinnovabili) rappresenta il volano della possibile ripresa della crescita e, se opportunamente programmato, riuscirà a coniugare crescita, visione strategica integrata (comunitaria) e maggiore consapevolezza (che si traduce in maggiore partecipazione e coordinamento), con il risultato finale di autoalimentarsi.

La regolazione del settore energetico, come in più occasioni sottolineato dall’AEEG, deve sicuramente mettere in campo tutti gli strumenti che consentano di migliorare il coordinamento tra le diverse fasi della filiera di ciascun settore, tra settori e tra sistemi nazionali. La regolazione della gestione delle reti di distribuzione dell’energia elettrica rientra a pieno titolo in questo new deal programmatorio/regolatorio.

Nel nostro Paese, scontiamo ancora oggi le conseguenze negative provocate da una rete di distribuzione obsoleta, che perde per strada molta dell’energia elettrica prodotta a partire dalle fonti rinnovabili e proveniente da impianti energetici di medie e grandi dimensioni. Gli elettrodi possono trasportare un certo quantitativo di energia elettrica per unità di tempo, e la capacità produttiva supera tale limite. Ne deriva l’impossibilità per la rete di assorbire tutta l’energia producibile, e di conseguenza molti impianti – spesso eolici – vengono fermati.

E’ un problema insidioso perché, nonostante la fortissima espansione del numero di impianti di piccole dimensioni per l’auto-produzione energetica, è dai grandi impianti che può provenire la svolta energetica nel nostro Paese, e la capacità di rispettare gli obiettivi imposti a livello comunitario riguardo alla quota di produzione energetica da fonti rinnovabili sul totale dell’energia prodotta da ciascun paese.

Un sistema inefficiente comporta una perdita di valore non indifferente, e costituisce di fatto un freno nella strada verso l’affrancamento dall’energia elettrica prodotta dalle fonti fossili, e proveniente da Paesi stranieri. A questo problema se ne aggiunge un altro, forse ancora più insidioso, costituito dalla questione della saturazione virtuale delle reti.

Le modifiche introdotte dall’AEEG sembrano rimediare, almeno in parte, alla pesante e per certi versi incredibile inefficienza del sistema e alla connessa problematica relativa alla saturazione virtuale delle reti. Tutti gli “operatori” della filiera chiedono certezza e sostenibilità, nel lungo periodo, delle regole del gioco. Perché ogni singola categoria interessata dalla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili è giunta alla “saturazione” reale della propria pazienza…

Con la deliberazione del 22 dicembre 2011 – ARG/elt 187/11, l’AEEG ha apportato delle modifiche e delle integrazioni alla sua precedente deliberazione ARG/elt 99/08, in materia di condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione per la revisione degli strumenti al fine di superare il problema della saturazione virtuale delle reti elettriche.

Prima di illustrarne i punti salienti, facciamo qualche passo indietro per capire il contesto di questa deliberazione.

Il problema della saturazione virtuale è strettamente connesso al sistema delle prenotazioni: secondo i dati dell’AEEG, in Italia, al 30 aprile 2011, a fronte di quasi 250.000 preventivi di connessione alle reti di distribuzione e trasmissione accettati, corrispondenti a circa 196 GW di potenza, solo 42 GW sono relativi ad impianti già connessi. Poco più del 21%.

Dei restanti 154 GW, ben 140 GW (attribuiti a 22.000 preventivi) sono relativi ad impianti che non hanno ancora ottenuto l’autorizzazione alla realizzazione ed esercizio ma che comunque continuano ad impegnare capacità sulle reti, generando il problema della saturazione virtuale. La capacità di trasporto disponibile in Italia, dunque, viene impegnata non da impianti realizzati o di certa realizzazione ma da propositi di realizzazione la cui numerosità, tra l’altro, ne rende poco realistica l’effettiva realizzabilità.

Questo fenomeno costituisce una barriera all’ingresso di nuovi operatori che, in alcuni casi, realizzano gli impianti di produzione ma non riescono ad ottenere la connessione in tempi rapidi, e negli ultimi anni ha raggiunto dimensioni preoccupanti, tanto da rischiare di compromettere il corretto sviluppo del settore della produzione degli impianti di energia elettrica.

L’AEEG ha più volte rilevato il fatto che la prenotazione delle reti non è commisurata all’effettiva realizzazione degli impianti, e che la “saturazione virtuale” delle reti anche se la rete è satura solo sulla carta, causa “intasamento sempre virtuale” delle reti stesse. Gli operatori energetici prenotano la connessione alla rete ma tardanoo rinunciano alla realizzazione dell’impianto ed alla conseguente reale occupazione della rete, e rivendono i permessi con sovraprezzo, anche a distanza di anni. Si tratta di una vera e propria speculazione, diventata difficilmente gestibile anche a causa della mancata pianificazione dello sviluppo della rete e della mancata integrazione tra stato e regioni rispetto all’individuazione di macro aree di sviluppo.

Per tentare di risolvere questi problemi, si sono presentate due strade: prevedere che il diritto alla prenotazione della capacità di trasporto sulle linee elettriche si consolidasse soltanto a seguito dell’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione dell’impianto di produzione, oppure definire un corrispettivo a garanzia da presentare al gestore di rete, in aggiunta al versamento da fare per la richiesta del preventivo e per la realizzazione della connessione, e che è correlato alla durata del periodo di prenotazione. quest’ultimo deve essere reso disponibile al gestore di rete con cadenza annuale sotto forma di fideiussione bancaria o di deposito cauzionale.

L’AEEG, con la deliberazione ARG/elt 125/10 ha scelto questa seconda strada: tuttavia il TAR di Milano ha sospeso tale intervento, accogliendo la richiesta di sospendere la presentazione delle garanzie fideiussorie per poter accedere alla procedure per la connessione alla rete di trasmissione.

La solita storia all’italiana. L’AEEG ha deciso di applicare a tutti la misura cautelare disposta dal TAR fino alla decisione di merito sui ricorsi pendenti (ARG/elt 9/11) e quindi di confermare fino al 31 dicembre 2011 la sospensione dell’obbligo di presentare garanzie finanziarie per richieste di connessione in aree e linee critiche (ARG/elt 73/11). Contestualmente, ha avviato un procedimento per rivedere gli strumenti atti a superare il problema della saturazione virtuale delle reti, che deve concludersi entro il 31 dicembre 2011.

Con la deliberazione del 22 dicembre 2011 – ARG/elt 187/11, l’AEEG ha apportato le modifiche necessarie in materia di condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione per la revisione degli strumenti, al fine di superare il problema della saturazione virtuale delle reti elettriche.

L’AEEG interviene sugli articoli 32 e 33, relativi, rispettivamente, al versamento del corrispettivo per la prenotazione della capacità di rete nel caso di connessioni in aree (o su linee) critiche e alla prenotazione della capacità di rete nel caso di merchant lines (le linee private d’interconnessione per importare energia dai Paesi vicini), oltre al caso riguardante gli impianti alimentati da fonti non rinnovabili, e cogenerativi ( che producono forme diverse di energia, per esempio calore oltre ad elettricità) ad alto rendimento da connettere alla Rete di Trasmissione Nazionale. In parole povere, chi prenota spazio sulla rete di distribuzione deve impegnarsi anche economicamente, a garanzia dell’impegno a concretizzare la prenotazione in un impianto energetico effettivamente funzionante.

In relazione al primo punto, si stabilisce:

1. che il richiedente, all’atto dell’accettazione del preventivo, mette a disposizione del gestore di rete un corrispettivo, eventualmente sotto forma di fideiussione bancaria, di importo pari al prodotto tra la potenza ai fini della connessione, e 20,25 €/kW;

2. che la condizione di area critica o di linea critica deve essere verificata in corrispondenza della data di ricevimento, da parte del gestore di rete, della richiesta di connessione corredata da tutte le informazioni richieste;

3. un’eccezione al versamento dei corrispettivi, che si verifica qualora, al momento previsto per il versamento, i lavori di realizzazione dell’impianto di produzione siano già stati ultimati;

4. l’iter da seguire dopo l’effettivo versamento dei corrispettivi, differenziato a seconda che l’impianto di produzione sia stato completato, il richiedente rinunci in tutto o in parte alla sua realizzazione, o l’iniziativa decada per specifici motivi, ivi indicati, o ancora che il richiedente risulti insolvente con riferimento al pagamento del corrispettivo per la connessione;

5. i casi di decadenza del preventivo che possono comportare la mancata restituzione, totale o parziale, del corrispettivo.

La delibera prevede delle modifiche in relazione agli obblighi informativi in capo a Terna e alle imprese distributrici nei confronti dell’Autorità stessa.

All’interno del mio blog ho scritto molte volte dell’inadeguatezza del nostro Legislatore a dettare normative adeguate, integrate, coordinate ed autorevoli in materia di diritto dell’ambiente e dell’energia capaci di far iniziare al nostro Paese un percorso all’insegna delle molteplici sostenibilità (sostenibilità dal punto di vista ambientale, energetico ed economico): finché questa situazione di incertezza, alimentata da un’attività legislativa caotica e contraddittoria, continuerà, sarà un po’ come avere un collo di bottiglia che impedisce la costituzione nel nostro Paese di una filiera energetica che arrechi benefici a tutti, ma proprio a tutti.”

Altri articoli di Andrea Quaranta per TuttoGreen:

 

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment