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Scandali italiani: Pitelli, La Spezia, la più grande discarica di scorie tossiche d’Europa

Un filo nero unisce l’Italia: è quello dell’incuria, dell’abuso sistematico e della mancanza di legalità e rispetto dell’ambiente, un cancro che metastatizza da Terzigno a Milano, dove è stato scoperchiato lo scandalo dell’ex cava Geregnano, arrivando perfino a due passi dalle bellezze naturalistiche che tutto il mondo ci invidia e che sono patrimonio dell’Umanità, come le Cinque Terre.

Scandali italiani: Pitelli, La Spezia, la più grande discarica di scorie tossiche d’Europa

Qui, nel bel mezzo di uno dei più bei golfi del mondo, per la precisione a Pitelli, esiste quella che con ogni probabilità è la discarica di scorie tossiche più grande d’Europa, 180 ettari di terreno con sottoterra rifiuti tossici di ogni genere: i locali la conoscono come la “collina dei veleni” e non poteva esserci definizione più azzeccata.

Pitelli dal 1996 è area sottoposta a sequestro dalla Magistratura ed il processo sul traffico di rifiuti tossici per i quali vennero indagati i vertici delle società inquisite non è stato ancora archiviato. Ci volle un procuratore venuto da un’altra regione, il Piemonte, che, seguendo un’altra pista su un traffico illecito di rifiuti ad Asti, si imbatté quasi per caso nella collina di Pitelli: ben presto finì per scoprire il ruolo che questa ricopriva nella rete dei monnezzari italiani ed europei e scoperchiò quella colossale cappa di omertà che dagli anni settanta copriva lo scandalo dell’avvelenamento del sottosuolo a due passi dalle Cinque Terre.

Un avvelenamento reso possibile dalla connivenza di un’intera città e di tutte le forze politiche influenti sul territorio. Uno scandalo reso possibile da patti e gruppi di pressione in gradi di condizionare istituzioni e responsabili del territorio.

Pitelli è dal 1998 area inserita tra i siti di interesse nazionale da bonificare, ma nell’ultimo decennio più che mettere in sicurezza l’area più a rischio non si è fatto. Nel sottosuolo si trova ancora di tutto, idrocarburi, metalli pesanti e rifiuti tossici di ogni tipo.

Lo scorso mese di Ottobre il magistrato che ora si occupa del caso, Maurizio Capotosti, ha cominciato la sua requisitoria. Quattordici anni dopo il sequestro della discarica tossica in Europa Occidentale.

Ce lo meritiamo? A volte mi capita di pensare di si.

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