Scuole galleggianti a pannelli fotovoltaici: la speranza del Bangladesh

di Giuseppe Stilo del 21 dicembre 2013

Francis Bacon diceva: “alla natura si comanda solo ubbidendole”.  Oggi il suo pensiero sta attecchendo in uno dei territori del pianeta più’ martoriati dagli squilibri climatici e geo-fisici: il Bangladesh.

Proprio qui, dove anche la mano dell’uomo ha quasi disintegrato imponenti ecosistemi, causando non pochi disagi alla popolazione, l’associazione no-profit  Shidhulai Swanirvar Sangstha, per iniziativa dell’architetto Mohammed  Rezwan, sta portando avanti dal 2002 un progetto che fa dell’adattamento al territorio il suo principale punto di forza: la realizzazione di scuole galleggianti a pannelli solari, che permettono sia a bambini che ad adulti di recarsi a scuola anche nei numerosi giorni all’anno (circa 4 mesi) in cui le piogge monsoniche rendono impossibili gli spostamenti sulle vie di collegamento ordinarie.

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Volgendo lo sguardo al futuro, questa appare anche una possibile soluzione all’innalzamento delle acque, che, secondo le stime, sommergeranno nel giro di vent’anni circa il 20 % del territorio bengalese.

Le scuole galleggianti sono realizzate con materiali  facilmente reperibili, seguendo i metodi di costruzione del luogo e sono dotate di pannelli fotovoltaici, device portatili connessi a internet e biblioteche.

Del progetto colpisce la vastità dell’offerta formativa, indirizzata non solo ai bambini, ma anche agli adulti, che possono fruire di corsi serali per approfondire temi quanto mai importanti come l’economia e la finanza. Durante i corsi per adulti viene insegnato anche il“solar water farming”, un metodo di coltivazione che mira a creare delle piccole fattorie autosufficienti sull’acqua.

Le lampade ad energia solare, inoltre, possono essere affittate con lo scopo di posticipare la fine delle attività sia lavorative che di studio a causa della mancanza di luce elettrica.

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L’architetto Rezwan è riuscito dunque a mettere in pratica in tutto e per tutto l’idea di adattamento sostenibile, sfruttando ciò che il territorio offre e facendo fronte in toto alle difficoltà climatiche e morfologiche. Ha creato un mix in cui tradizione e innovazione riescono a coesistere, donando speranza ad una popolazione che vuole rinascere tramite la cultura, senza pero’ sfigurare l’ambiente che la ospita.

Il progetto è stato premiato ed encomiato nel 2012 al WISE, World Innovation Summit for Education.

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