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Se ami l’ambiente ami anche la musica classica. Sarà vero?

Nel film d’animazione “Fantasia”, sulle note della Pastorale di Beethoven, scorrono le immagini bucoliche di una natura rigogliosa. Non è un’associazione casuale; spesso alla musica classica, specialmente romantica, si accompagnano idealmente visioni di paesaggio. Un collegamento soltanto astratto?

Se ami l’ambiente ami anche la musica classica. Sarà vero?

E invece no: gli amanti della musica classica risultano essere i più sensibili nei confronti della natura anche nei comportamenti.

E’ quello che risulta da uno studio dell’Ispo, Istituto di ricerca di Milano coordinato dal Prof. Mannheimer. Chi ascolta musica classica sarebbe particolarmente attento ad adottare comportamenti eco-sostenibili, più dei fan di altri genere musicali, come pop, metal e punk. Certo la stragrande maggioranza degli intervistati (70%) dichiara di essere interessato alle tematiche ambientali ma questo si concretizza in un comportamento scrupoloso e realmente attento solo per il 30%.

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Anche come fan: molti infatti non sanno rinunciare alla macchina per raggiungere il luogo del concerto. Eppure l’emissione di CO2 per il trasporto è uno dei fattori più rilevanti a livello di impatto ambientale nella realizzazione di un evento musicale.

Il progetto Edison – Change the Music

Proprio attorno a queste tematiche è nato il progetto Edison – Change The Music, per sviluppare una cultura della sostenibilità anche nell’ambito musicale. Una community di scambio, numerose rassegne e concerti, un osservatorio permanente, sono solo alcune delle iniziative legate al progetto, oltre ad un concorso per band emergenti che offre, ai vincitori, la possibilità di esibirsi prima dei concerti di grandi artisti italiani ed internazionali.

Concerti green, ovviamente. Perché la musica è meglio se accompagnata dall’attenzione e dall’amore per l’ambiente. Classica, pop, metal o punk che sia.

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