Bio-carburanti: nuovi studi per utilizzare le alghe

di Eryeffe del 9 maggio 2012

Già da tempo studiosi, biologi e scienziati di tutto il mondo si sono messi al lavoro per sondare le reali possibilità derivanti dalle alghe nella produzione di biocarburante. La necessità, come è noto, nasce dalla grande crisi energetica che caratterizza la nostra epoca e dal bisogno sempre crescente di trovare delle fonti energetiche ‘pulite’, in grado di sostituire definitivamente quelle fossili.

Bio-carburanti: nuovi studi per utilizzare le alghe

Vi avevamo già parlato del tema in quest’articolo: Biocarburanti dalle alghe: nuovi studi in Italia sulla Laminaria Digitata

Se fino a poco tempo fa le alghe non  erano considerate una fonte sufficientemente economica alternativa al petrolio, anche una recente scoperta del BioArchitecture Lab di Berkeley sembra poter ribaltare questa tesi. I ricercatori inglesi avrebbero riprodotto in laboratorio un microbo speciale, capace di estrarre dalle piante del mare gli zuccheri e trasformarli in una sorgente green da cui ricavarne carburanti e composti chimici ‘puliti’.

Gli zuccheri presenti nelle alghe, in particolare quelle brune, sono l’alginato, il mannitolo e il glucano. Il 60% circa della biomassa secca delle alghe è composta da carboidrati fermentabili che per metà sonoimprigionati in un singolo carboidrato, l’alginato.

Questa componente è anche la più difficile da digerire dai comuni microbi, ecco perché finora non è stato possibile sfruttare pienamente la produzione di etanolodalle alghe. Ma i ricercatori del BioArchitecture Lab  sono riusciti a dare vita ad un percorso metabolico in grado di degradare l’alginato e renderlo più digeribile a questi speciali microbi.

Grazie a questa scoperta si potrebbe finalmente disporre di una piattaforma adeguata alla produzione di bioetanolo direttamente dalle alghe: una prospettiva che fino a qualche mese fa sembrava pura fantascienza ma che adesso apre un orizzonte di sviluppo concreto e rivoluzionario.

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