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Senegal: l’ambizioso progetto Grande Muraglia Verde africana

Il 17 giugno scorso si è svolta la “Giornata Mondiale per la lotta alla desertificazione”, uno dei maggiori rischi socio-economici ed ambientali. Proprio per tentare di porre rimedio al problema della desertificazione, numerosi governi africani stanno promuovendo il più grande progetto mai concepito nel continente: 11 rappresentanze governative si sono incontrate a N’Djamena (Ciad) per creare l’Agenzia panafricana per la “Grande muraglia verde”.

Senegal: l’ambizioso progetto Grande Muraglia Verde africana

Essa consiste in una striscia lunga 7000 km e  profonda 15 , di alberi e piante a basso fusto che dovrebbe permettere di bloccare l’avanzata del deserto e che collegherà Dakar (Africa Occidentale) ad Gibuti (Africa Orientale). Uno degli ideatori del progetto è il presidente senegalese Abdoulaye Wade,  che lo definisce “il più grande cantiere dell’umanità della storia contemporanea”.

Ed è proprio il Senegal uno dei più conviti dell’imponente progetto, tanto che il governo senegalese ha emblematicamente scelto la comunità di Widou, nel nord del paese, per promuovere la proposta, essendo uno dei territori più esposti all’avanzata del deserto.

Il progetto muraglia verde africana dovrebbe tagliare in due il Continente Nero

Nel suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, il presidente senegalese, Abdoulaye Wade, ha affermato che l’ONU dovrebbe approvare il progetto che contribuirà a proteggere l’ambiente e aiuterà nella lotta contro il cambiamento climatico. Il presidente ciadiano Idriss Deby Itno, inoltre, ha salutato il progetto  con parole di grande entusiasmo: “la grande muraglia verde è un progetto concepito dagli africani per gli africani e per le future generazioni, oltre ad essere un contributo dell’Africa alla lotta contro il riscaldamento climatico”.

Non tutti, però, sono entusiasti di questa importante iniziativa. I più critici contestano il progetto perché si presenta come una soluzione superficiale e di immagine: quello che si vuole fare, in realtà, ha dichiarato lo scettico direttore senegalese dell’Agenzia Nazionale per la Grande Muraglia Verde, Matar Cissé, non è fare una barriera impenetrabile per il deserto, bensì ricolonizzare alcune parti dello stesso e offrire oasi e risorse ad animali che un tempo lo popolavano e che oggi sono quasi spariti. Ci vorranno però diversi anni, dato lo stato davvero dismesso del suolo, per capire se la Grande Muraglia Verde potrà avere successo.

Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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2 Commenti

  1. E’ almeno dal 2008 che se ne sente parlare e siamo ancora allo stadio di formazione delle strutture burocratiche: Al solito, come per altre opere imponenti (es. TAV e Ponte sulo stretto di Messina) è lecito chiedersi se le enormi risose economiche necessarie non sarebbero meglio utilizzate per una miriade di piccoli interventi di più rapida attuazione, con un sostanziale miglioramento globale.

  2. Mi sembra molto utopistico e comunque un progetto pieno di incognite, oltrechè molto oneroso, i cui benefici (come già si accenna) se ci saranno si vedranno tra molti anni a venire. Dunque non mi entusiasma, sia perchè non si sa se ci saranno risultati sia perchè non si sa chi dovrebbe sobbarcarsi i costi di tale operazione. Ne riparleremo a tempo debito.

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