SkyCycle, Londra pensa ad una via ‘aerea’ sicura solo per le bici

di Claudia Raganà del 12 ottobre 2012

Londra è una città all’avanguardia su ogni fronte, avamposto europeo del futuro.
Il numero di persone che si sposta pedalando per raggiungere il posto di lavoro è ancora sconosciuto, non esistendo un “registro di ciclisti”, ma ciò che è certo è che rappresenta il 50% del pendolarismo e basta trovarsi al mattino sul ponte di Southwark, che attraversa il Tamigi, per vedere un esercito di due ruote che tenta di raggiungere (incolume) il proprio ufficio.

Gli incidenti sono, purtroppo, all’ordine del giorno e da molti anni la comunità di ciclisti avanza richieste di miglioramento della sicurezza stradale e di incremento delle piste ciclabili, oramai troppo affollate e poco sicure.

Il Sindaco di Londra, Boris Johnson, grande utilizzatore della bici, sembra aver preso con serietà l’impegno di garantire più spazi ciclabili e più sicurezza, mostrando interesse per un progetto davvero avveniristico, lo SkyCycle.

Il padre putativo del progetto è l’architetto Sam Martins, che ha cercato di immaginare un ambiente di ciclabili sopraelevate, che attraversino la città, mettendo in sicurezza i ciclisti, nonché al riparo dalle intemperie, e collegando le principali stazioni ferroviarie e della Metro. Lo SkyCycle, infatti, si presenterebbe come un tunnel completamente di vetro, con una struttura elicoidale rossa che lo incastona al suo interno.

Molte delle ciclabili aree saranno create convertendo tratti di ferrovia urbana in disuso, sulla falsa riga di quanto avvenuto per la High Line di New York; ma invece di trasformare i vecchi binari in un giardino sopra la città, Martins creerà dei tragitti accessibili alle sole bici. Di qui, dunque, il coinvolgimento della Network Rail per lo studio del progetto e l’individuazione di potenziali siti di percorrenza e di collegamento.

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Utilizzare lo SkyCycle consentirebbe ai pendolari di bypassare l’utilizzo (totale o parziale) dei mezzi pubblici, abbreviando dunque i tempi di spostamento, senza rimanere imbottigliati nel traffico e senza mettere a rischio la propria incolumità. Il passaggio non sarà gratuito, ma avrà un costo per tratta pari a £1; il che renderebbe la ciclabile sopraelevata comunque più conveniente rispetto al costo di una corsa sui mezzi pubblici, tre volte più cara.

Non tutte le piste ciclabili saranno frutto del “riciclo” di vecchi percorsi ferroviari, anzi molte vie dovranno essere progettate ex novo, per consentire il collegamento tra le principali stazioni.

Le stesse vie ferroviarie dovranno essere completamente ristrutturate per consentire il passaggio in sicurezza delle bici.

Il progetto è davvero ambizioso e richiederà almeno 2 anni per la realizzazione e diverse decine di milioni di sterline, ma il risultato potrebbe cambiare il panorama della città e risolvere numerosi problemi di traffico e sicurezza stradale, che oggi Londra si trova ad affrontare quotidianamente. Dulcis in fundo, potrebbe essere un bell’esempio da esportare in altre città.

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