Smart cities: quali sono e dove?

di Magi del 26 febbraio 2011

Tecnologiche e interconnesse, ma anche sostenibili, confortevoli, attrattive, sicure, in una sola parola “intelligenti”: questo l’identikit ideale delle cosiddette smart cities, come sono state ribattezzate in questi anni, le città sulle quali, in Europa e nel mondo, si scommette per garantire uno sviluppo urbano equilibrato e al passo con la domanda di benessere che proviene dalle sempre più popolose classi medie internazionali.
A volte nascono ex novo, come è il caso di Masdar City, la città a zero emissioni che sta sorgendo a 15 km da Dubai, o la cinese Caofeidian, progettata dall’architetto italiano Pierpaolo Maggiora.

Smart cities: quali sono e dove?

A volte le città intelligenti sono invece il risultato di lungimiranti policy di riqualificazione e risanamento: in Brasile sorge uno dei pionieristici esempi di città intelligente, Curitiba, capitale dello stato del Paranà, che ha il merito di essersi occupata di sostenibilità già a partire dagli anni Settanta.

Foto: le più belle immagini delle Smart Cities nel mondo, esistenti ed in costruzione

Il primo obiettivo da raggiungere per creare una vera città intelligente è una gestione ottimizzata delle risorse energetiche e del trasporto, in modo che le aree urbane diventino il più efficiente possibile, riducendo le emissioni di carbonio, i rifiuti, l’inquinamento e la congestione.
Puntare sulle nuove tecnologie è il passo ulteriore da compiere per migliorare la gestione dei processi urbani e la qualità della vita dei cittadini: questa, infatti pare essere la linea seguita da alcune amministrazioni locali che stanno siglando accordi con grandi imprese del settore per ridisegnare le proprie città.

IBM, ad esempio, sta creando uno Smarter Cities Technology Center a Dublino, in Irlanda, non solo per trasformare Dublino nella prima capitale europea intelligente, ma con l’intenzione di costituire, nel tempo, un punto di riferimento ‘mondiale’, cui siano connessi i sistemi operativi delle città di tutto il mondo.

Anche Amsterdam nel 2009 ha varato un ambizioso progetto, sempre in collaborazione con Ibm e Cisco, con l’obiettivo di creare innovazione e ridurre i costi della bolletta energetica: entro il 2012, saranno installati nelle strade della capitale olandese oltre trecento punti di ricarica per auto elettriche, mentre un generale miglioramento delle infrastrutture private consentirà di produrre e mettere in vendita energia da mini turbine eoliche e pannelli solari.  Nei prossimi cinque anni, inoltre, circa sessantamila abitazioni saranno energeticamente interconnesse grazie all’opera di un grande operatore informatico, che monitorerà in tempo reale il consumo energetico degli edifici privati attraverso una rete intelligente di contatori domestici. Rilanciare l’economia locale e ridurre del 40% le emissioni entro il 2025: ecco gli obiettivi di questo piano, che chiamerà direttamente i cittadini all’azione, compresi titolari di bar e negozi, che saranno infatti coinvolti nella realizzazione della «Climate street», una strada cittadina ad impatto ambientale zero che vedrà la luce nella popolare arteria di Utrechtsestraat.

L’utilizzo delle nuove tecnologie ha favorito un sensibile miglioramento della qualità della vita e del traffico anche a Stoccolma: sempre in collaborazione con Ibm, è stato realizzato un programma di rilevamento degli ingressi in città, che prevede l’addebito dei pedaggi al momento del passaggio dei veicoli attraverso i diciotto punti di controllo durante le ore di punta dei giorni feriali. Uno studio condotto a tre anni dall’entrata in operatività dell’iniziativa, rivela una diminuzione del traffico del 18%, con un conseguente taglio del 12% delle emissioni.

Risparmiare energia attraverso una partnership tra giganti del settore informatico e amministrazione locale: è quanto sta invece realizzando Seattle, che vede nell’utilizzo dei più avanzati programmi tecnologici un inedito strumento di partecipazione locale. Grazie alla partnership con Microsoft, la Seattle City Light ha esteso agli utenti l’utilizzo di Hohm, un’applicazione per tracciare on-line l’utilizzo dell’energia e fornire informazioni personalizzate per il risparmio energetico. La società di illuminazione pubblica ha combinato questo intervento ad una serie di incentivi per l’acquisto di lampade al neon e deduzioni fiscali per il riciclo di vecchi elettrodomestici, mentre ha stipulato un accordo con l’Università di Washington per l’installazione di contatori elettrici intelligenti nel campus universitario.

Foto: alcune immagini di Smart Cities nel mondo, esistenti ed in costruzione

In Italia, Parma ha siglato un accordo con IBM per la creazione di video sportelli installati nelle strade cittadine dove i cittadini possono svolgere a distanza le normali pratiche amministrative.  Migliorare il rapporto fra cittadini ed ente pubblico attraverso le tecnologie dell’informazione, infatti, è considerato uno dei tanti modi possibili per declinare l’ampio concetto di smart city.
Mentre in molti sono convinti che le soluzioni ispirate ad un’etica della sostenibilità siano in conflitto con la crescita economica, questi esempi dimostrano in maniera convincente che non solo non è così, ma, anzi, danno ampia prova del fatto che investire nelle risorse autentiche di una città – le persone e l’ambiente – non può che portare vantaggi sia sul breve che sul lungo periodo.

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VINCENZO DONZELLO ottobre 19, 2012 alle 3:57 pm

Eppure sentendo parlare oggi delle smart cities o l’imprenssione di esserne stato l’ideatore .
Date un occhiata al sito http://vincenzodonzello.vpsite.it/blog.html li troverete la spiegazione perche. ciao vincenzo

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marco marzo 5, 2013 alle 10:53 pm

ti manca solo l’acca, e dopo il creatore diventi Dio.

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