Sodis: la bottiglia di PET che disinfetta l’acqua con l’energia solare

di Sara Tagliente del 4 settembre 2011

Per noi è una risorsa scontata ma nel pianeta molte popolazioni soffrono della mancanza d’acqua. Soprattutto acqua pulita, a cui ben 1,2 miliardi di persone non hanno accesso. I numeri sono ancora più terrificanti quando descrivono il numero di bambini che ogni anno muoiono per la diarrea, principale malattia legata alla disidratazione: 2 milioni.

Sodis: la bottiglia di PET che disinfetta l’acqua con l’energia solare

Qualcuno cerca dei sistemi economici e sostenibili per la depurazione dell’acqua: le bottiglie Sodis sono la principale novità in materia. Queste bottiglie sono studiate per esporre l’acqua batterica ai raggi ultravioletti che – si calcola – nel giro di sei ore sarebbero in grado di disinfestare e rendere pura l’acqua.

Lo speciale rivestimento Pet di queste bottiglie permette, infatti, la traspirazione dei raggi al suo interno e dove è stata sperimentata ha ottenuto la riduzione dell’incidenza di diarrea di oltre l’85%. Circa 750 mila persone hanno adottato il sistema Sodis, già molto usato nei paesi in via di sviluppo. Eppure, non basta.

Campagne di marketing sociale, nuove piccole imprese che puntino su questo business, un aumento della conoscenza di questa soluzione brevettata e funzionante e relativo aumento della domanda, è quello che al momento si rende necessario.

Quanto potrebbero fare le bottiglie Sodis in un territorio devastato dalla siccità come il Corno d’Africa? La ‘disinfezione solare’ dell’acqua è uno dei rimedi auspicabili per non sprecare risorse preziose e far accedere al bene dell’acqua tutti, per una regola universale indiscutibile.

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