Solare in area pubblica, come la Sicilia vuole destinare 300mila mq ad impianti rinnovabili

di Claudio Riccardi del 2 maggio 2012

Dalla Sicilia arriva una bella iniziativa, che potrebbe rappresentare un esempio da seguire per le altre regioni italiane. Ben 300 mila metri quadrati di terreni, oggi in buona parte lasciati incolti, verranno destinati dalle istituzioni di Palermo alla realizzazione di centrali energetiche a tecnologia solare fotovoltaica.

Solare in area pubblica, come la Sicilia vuole destinare 300mila mq ad impianti rinnovabili

Il progetto, ormai in dirittura d’arrivo, è stato messo a punto dall’assessorato regionale all’Economia.

Alla Regione – e ai contribuenti – l’opera costerà solo 35 mila euro: il parco fotovoltaico verrà invece posizionato da un’impresa locale, nominata dopo regolari procedure di concorso. Gli impianti avranno una potenza massima aggregata di 50-60 MWp, raggiungibile anche attraverso più impianti replicabili della potenza minima di 5 MWp per i terreni e di 50kWp per i fabbricati.

I tecnici incaricati hanno eseguito uno studio di prefattibilità su tre terreni pubblici, dove potenzialmente potrebbero sorgere le centrali: a Menfi in contrada Gurra Mortelluzze; a Militello Val di Catania, contrada Ambelia; a Ragusa-Molesine.

La notizia giunge a breve distanza dall’avvio a Caltagirone, in provincia di Catania, di una centrale da 11MWP. Una delle più grandi costruite in Trinacria, in grado di coprire il fabbisogno annuale di elettricità di circa 5.000 famiglie, nel contempo tagliando di 8.900 tonnellate le emissioni di anidride carbonica. Ma c’è anche un risvolto positivo sull’occupazione, l’impianto ha infatti contribuito anche a creare un importante numero di posti di lavoro diretti e indiretti.

C’è poco da aggiungere, questi investimenti sulle fonti di energia pulita meritano ampiamente il pollice alto.

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GDC maggio 2, 2012 alle 4:31 pm

È vero che sono stati abbattuti alcuni uliveti e vigneti in puglia, che considero uno scempio a fronte di ettari ed ettari di terreni incolti da decenni, sapesse quanti ce ne sono in provincia di Lecce. Questi casi però e per fortuna rappresentano la minoranza. D’altro canto però in Italia esiste la proprietà privata e credo che ognuno sia libero, nel rispetto delle leggi, di fare ciò che vuole del proprio terreno.
Tutti saremmo più contenti se si utilizzassero solo i tetti a disposizione, risparmiando terreno, scegliendo quindi una produzione di energia più distribuita, capillare, democratica.
Forse la gente non si rende ancora conto di quanto sia enorme il problema energetico in Italia e dei compromessi che dobbiamo e dovremo affrontare, dovremo diventare più pratici e meno drammatici su queste tecnologie.

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Danilo Pulvirenti maggio 2, 2012 alle 12:24 pm

Non so i dettagli di questo progetto. Ma stiamo attenti a far passare il giusto messaggio. Non voglio, da siciliano, che la Sicilia diventi come la puglia in cui migliaia di alberi sono stati tagliati per il fotovoltaico che serve solo alle multinazionali. Deve essere la Regione la proprietaria dell’Energia e dobbiamo non pagare più a bolletta energetica.

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