Souvenir mortali: quali souvenir non mettere mai in valigia nei nostri viaggi

di Gian Basilio del 13 ottobre 2011

Le cronache anche di quest’ultima stagione turistica ci raccontano di turisti pizzicati (e denunciati) con le valigie piene di sabbia o addirittura animali; tartarughine in particolare. Ma sono tanti i “souvenir” da non prendere e lasciare a casa (loro).

Souvenir mortali: quali souvenir non mettere mai in valigia nei nostri viaggi

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Ce lo ricordano i soci di Aitr, l’associazione del turismo responsabile che ha stilato una lista di souvenir ad alto rischio ambientale. Riportati nel bel libro “Turismo responsabile. Che cos’è; come si fa” edito da Touring e scritto da Maurizio Davolio e Chiara Meriani.

Se è difficile negare l’ignoranza sul commercio vietato di zanne e pelle di elefante in tanti possono non conoscere la pericolosità di acquistare scialli di shahtoosh che sono ricavati da lana di chiru (o antilope tibetana).

Il prodotto ha qualità superlative: soffice e calda. Ma purtroppo per avere la lana si deve uccidere l’animale. Quindi se la pratica dei locali è giustificabile non lo è l’acquisto da parte dei turisti. Quindi meglio rinunciare agli scialli di shahtoosh.

Vietato anche l’acquisto di pelle di leopardo o tigre; di borsette di coccodrillo o alligatore ma pure stivali, cinture, scarpe, cinturini di orologio in pelle di serpente. Particolarmente vietato è l’acquisto di medicine tradizionali cinesi ottenute con ossa di tigre, leopardo, corna di rinoceronte, bile d’orso e muschio. Scelta responsabile se si tiene alla sopravvivenza di queste specie rare

Denti di tigre: cliccate sull’immagine per vedere gli altri souvenir da evitare

Purtroppo nonostante le leggi sempre più restrittive non manca chi mette in valigia animali vivi, ma è severamente vietato portare via dalle località di villeggiatura: pappagalli, rapaci, scorpioni, gibboni e rettili. Attenzione anche a non comprare e trasportare orchidee, cactus ma pure il caviale e il corallo. E gli oggetti in legno intagliato di specie rare. Facile in questo caso cadere nella tentazione di portarsi a casa una bella statuina e di soddisfare l’impulso ad aiutare l’economia e l’artigianato locale. Per non sbagliare meglio informarsi sulla qualità del legno con cui sono prodotte.

Evitando questi comportamenti oltre a tenere la coscienza pulita si evitano spiacevoli grane giudiziarie se beccati da funzionari di polizia. Insomma il turista è avvisato e quindi mezzo salvato.

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