Stanchezza di settembre? Prova la tisana del risveglio con ginseng, eleuterococco e tè verde
Una bevanda per accompagnare il cambio di stagione, quando ci si sente più affaticati e concentrarsi sembra difficile. Come prepararla, quali proprietà hanno gli ingredienti e quando è meglio evitarla.

Settembre porta giornate più corte, temperature in calo e il ritorno alle normali abitudini. In questo periodo può capitare di svegliarsi con meno energia, avvertire una certa sonnolenza durante il giorno o fare più fatica a mantenere la concentrazione.

Una tisana a base di ginseng, eleuterococco e tè verde può offrire un sostegno nei momenti di stanchezza lieve e temporanea. Non è però una cura né può sostituire sonno, alimentazione equilibrata e attività fisica: consideriamola piuttosto un piccolo rituale del mattino per affrontare con più slancio il cambio di stagione.
Sommario
- La tisana di settembre contro stanchezza e cali di concentrazione
- Le proprietà del ginseng
- Le proprietà dell’eleuterococco
- Le proprietà del tè verde
- A cosa serve il miele di acacia
- Quando e come berla
- La tisana funziona davvero contro la stanchezza?
- Controindicazioni e avvertenze
- Controindicazioni e avvertenze
La tisana di settembre contro stanchezza e cali di concentrazione
Il cuore di questa preparazione è l’abbinamento tra due radici tradizionalmente impiegate contro debolezza e affaticamento – ginseng ed eleuterococco – e il tè verde, che contiene naturalmente caffeina.
Il risultato è una bevanda dal gusto erbaceo e leggermente amarognolo, addolcita da una piccola quantità di miele. Proprio per il suo possibile effetto stimolante, è più adatta alla prima parte della giornata che alla sera.
Come si prepara: in un pentolino porta a ebollizione 250 ml d’acqua e aggiungi 5 gr di radice di ginseng + 5 gr di radice di eleuterococco + 1 cucchiaino di oglie di tè verde e lascia sobbollire per 10 minuti. Rimuovi dal fuoco e aggiungi le foglie di tè verde, lasciando in infusione per 5 minuti. Filtra il tutto e dolcifica con il miele di acacia. Bevi quando è ancora caldo, preferibilmente al mattino.
Come e quando assumerlo. Consuma questa tisana una volta al giorno, al mattino, per un massimo di tre settimane. È importante fare una pausa di almeno una settimana prima di riprendere il trattamento per evitare sovradosaggi di adattogeni.
Perché funziona. Questa tisana è particolarmente efficace per combattere la stanchezza fisica e mentale tipica dei cambi di stagione, soprattutto quando associata a un calo di concentrazione e motivazione. È ideale per chi si sente affaticato al risveglio e ha bisogno di un supporto naturale per affrontare la giornata.
Le proprietà del ginseng
Il ginseng asiatico (Panax ginseng) è una radice ricca di sostanze caratteristiche chiamate ginsenosidi. Nella tradizione erboristica viene classificato come adattogeno, termine utilizzato per descrivere le piante impiegate per sostenere l’organismo nei periodi di stress e affaticamento.
L’Agenzia europea per i medicinali ne riconosce l’uso tradizionale per alleviare sintomi di astenia come stanchezza e debolezza. Gli studi disponibili suggeriscono un possibile beneficio sulla stanchezza generale, ma i risultati non sono uniformi e l’effetto, quando presente, appare limitato. Non è quindi corretto considerarlo un energizzante dall’efficacia garantita (Fonte: Ginseng radix or Asian Ginseng Properties, EMA, 2025).
Può essere utile soprattutto nei periodi in cui ci si sente:
- affaticati al risveglio
- meno reattivi mentalmente
- sotto pressione per il ritorno agli impegni
- temporaneamente privi di energia
Il ginseng non sostituisce il riposo e non compensa una carenza di sonno. In alcune persone, inoltre, può provocare insonnia: ecco perché è preferibile assumerlo al mattino.
Le proprietà dell’eleuterococco
L’eleuterococco (Eleutherococcus senticosus), talvolta chiamato impropriamente “ginseng siberiano”, appartiene a una specie diversa dal vero ginseng. La sua radice contiene eleuterosidi ed è tradizionalmente utilizzata nei periodi di debolezza e stanchezza.
Secondo l’EMA, può essere impiegato per il sollievo dei sintomi dell’astenia, come affaticamento e perdita di energia. Si tratta però di un uso basato principalmente sulla lunga tradizione d’impiego: le prove cliniche non permettono di promettere un aumento certo delle prestazioni fisiche o mentali (Fonte: Eleutherococci radix, EMA, 2025).
Nella tisana completa l’azione del ginseng e si presta soprattutto ai periodi in cui il cambio di ritmo fa sentire più stanchi del solito.
Le proprietà del tè verde
Il tè verde (Camellia sinensis) apporta polifenoli, tra cui le catechine, e una quantità variabile di caffeina. È soprattutto quest’ultima a favorire temporaneamente vigilanza e attenzione.
L’effetto può risultare più delicato rispetto a quello di un caffè, ma dipende dalla varietà, dalla quantità utilizzata e dal tempo d’infusione. Chi è sensibile alla caffeina può comunque avvertire nervosismo, palpitazioni o difficoltà ad addormentarsi.
Per questo motivo è consigliabile:
- berlo al mattino o entro il primo pomeriggio
- non associarlo a troppi caffè o bevande energetiche
- ridurne la quantità se si è sensibili alla caffeina
- scegliere tè deteinato se si desidera una preparazione più delicata
Per gli adulti sani, l’EFSA considera generalmente sicura un’assunzione complessiva di caffeina fino a 400 mg al giorno, mentre in gravidanza e allattamento indica un limite di 200 mg giornalieri da tutte le fonti. La quantità presente in una tazza di tè, tuttavia, può variare sensibilmente (Fonte: Caffeine properties, EFSA, 2026)
A cosa serve il miele di acacia
Il miele di acacia ammorbidisce il gusto amarognolo delle radici e del tè verde. Apporta prevalentemente zuccheri semplici e non è l’ingrediente responsabile del possibile effetto stimolante della bevanda.
È sufficiente usarne una piccola quantità e aggiungerlo quando la tisana si è leggermente intiepidita. Può anche essere omesso oppure sostituito con un altro dolcificante.
Quando e come berla
Questa tisana è pensata per un consumo occasionale e per periodi brevi. È preferibile berne una tazza al mattino, evitando di associarla nello stesso momento ad altre bevande molto ricche di caffeina.
Poiché la combinazione riunisce due radici adattogene e il tè verde, non è opportuno stabilire una durata uguale per tutti. Per un impiego continuativo è meglio chiedere consiglio al medico, al farmacista o a un erborista qualificato e seguire le indicazioni dei singoli prodotti.
Interrompete l’assunzione se compaiono insonnia, agitazione, disturbi gastrointestinali, mal di testa o palpitazioni.
La tisana funziona davvero contro la stanchezza?
Può offrire un sostegno temporaneo, soprattutto grazie alla caffeina del tè verde e al tradizionale impiego delle due radici contro debolezza e affaticamento. Non bisogna però aspettarsi un effetto immediato e potente né considerarla una terapia.
Una stanchezza occasionale può dipendere dal cambio di abitudini, dal sonno insufficiente o da un periodo particolarmente impegnativo. Se invece la spossatezza è intensa, dura a lungo o si accompagna ad altri sintomi, è importante cercarne la causa anziché limitarsi a contrastarla con sostanze stimolanti.
Se la stanchezza persiste per alcune settimane, peggiora o si accompagna a fiato corto, capogiri, febbre, perdita di peso, dolore, pallore o umore depresso, è opportuno rivolgersi al medico.
Controindicazioni e avvertenze
La tisana non è adatta a tutti. È prudente evitarla durante la gravidanza e l’allattamento e non proporla a bambini o adolescenti senza il parere del pediatra.
Prima di consumarla è opportuno consultare il medico se si assumono farmaci, in particolare:
- medicinali per la pressione o per il cuore
- anticoagulanti o antiaggreganti
- farmaci per il diabete
- antidepressivi
- immunosoppressori
- medicinali che possono interagire con la caffeina
Il ginseng può interferire con alcuni farmaci e influire sulla glicemia e sulla coagulazione; l’interazione con determinati antipertensivi e antidepressivi non è completamente chiarita. Il tè verde contiene caffeina e, a dosi elevate, può interagire con alcuni medicinali. (Fonte Herb-drug interactions science, NCCH, 2026)
È inoltre consigliabile chiedere un parere professionale in presenza di ipertensione non controllata, disturbi del ritmo cardiaco, diabete, malattie autoimmuni, problemi di coagulazione o insonnia.
Controindicazioni e avvertenze
Non assumere in caso di gravidanza o allattamento. È sconsigliato l’uso nei bambini sotto i 12 anni. Consulta il medico se stai assumendo farmaci per la pressione sanguigna o antidepressivi, poiché gli adattogeni possono interagire con questi farmaci. Rivolgiti a un professionista sanitario se la stanchezza persiste per più di tre settimane.
IL PROMEMORIA: i rimedi naturali NON sostituiscono il medico.
Ultimo aggiornamento il 4 Settembre 2026 da Rossella Vignoli
Iscrivetevi alla newsletter di Tuttogreen.it per rimanere aggiornati sulle ultime novità.



