Stand Up Paddle a Venezia con Eliana Argine

di Salvo del 28 marzo 2012

Eliana ci ha contattato sulla nostra Fanpage per parlarci della sua attività a Venezia.

Vi riportiamo quanto ci ha scritto, molto interessante per visitare Venezia sotto un’altra ottica.

“Buongiorno,
da un po’ di tempo Vi seguo su FB con molto interesse, e vorrei segnalarVi la mia attività. Sono veneziana e propongo un nuovo modo per fare turismo ecosostenibile a Venezia. Il SUP (Stand Up Paddle) deriva da una antica tradizione hawaiiana ed oggi questo nuovo modo di surfare sta invadendo le spiagge di tutto il mondo.
Io offro SUP tours guidati nei canali di Venezia nei quali divertirsi pagaiando, ma è anche un modo per conoscere più a fondo la nostra cultura millenaria. Le particolari condizioni ambientali della laguna hanno favorito lo sviluppo di un modo di remare, in piedi, che veniva usato per il trasporto di persone e merci, per la caccia e la pesca, ma anche di speciali imbarcazioni a fondo piatto per navigare sui bassi fondali delle barene.

Allo stesso modo, dall’altra parte del mondo, un altro popolo di isolani nelle Hawaii, usava una tecnica molto simile, descritta nei famosi diari del capitano James Cook, pagaiando con un lungo remo, in piedi su tavole di legno. Questa tecnica fu ripresa da un gruppo di surfisti, e poi evoluta fino all’odierno SUP. Da qui il gemellaggio culturale tra le due tradizioni marinare. La tecnica antica diventa sport, e attraverso di esso rivive e continua nel tempo. Lo sport quindi come mezzo per la conservazione di un prezioso bene culturale.

Attenzione, pagaiare nei canali veneziani però è del tutto sconsigliato a chi non conosce bene le regole della navigazione veneziana, e soprattutto nel labirinto di canali… si rischia di girare in tondo senza mai trovare la strada del ritorno!

Grazie per la Vostra attenzione, sono a disposizione per ulteriori informazioni anche su arginelia@gmail.com o via facebook
Un cordiale saluto

Eliana Argine”

Che dire, viene voglia di provarci e acciacchi permettendo ci piacerebbe!

Outbrain

{ 5 comments… read them below or add one }

Katia aprile 2, 2012 alle 7:49 pm

Franco Numero UNO! Credo di essere in fase di incubazione anch’io visto che a Luglio neanche un miracolo avrebbe potuto salvarmi dal bagno in Canal Grande!
Per non parlare di Settembre, quando al bacaro tour ci siamo tuffati o cappottati sotto al ponte di Rialto…ahahah aaaaaaaaaaahhhhhhhh no…noi forse siamo immuni…troppo strani come personaggi, le spirochete hanno paura di noi!!!

Rispondi

Franco Piccioni aprile 2, 2012 alle 4:48 am

Accidenti!!! Leptospirosi fulminante!!!! La malattia di Weil, la febbre dei sette giorni, febbre autunnale o febbre dei porcai. Ma c’è da morire di paura!!! Ed io che sono caduto nel Canale già due volte…. ma allora sono infetto! E non lo sapevo! Ma quindi sono affetto da una forma asintomatica!?
Ma allora bisogna chiudere Venezia! Mettere lo stato d’emergenza! Inibire la città al turismo e vaccinare i locali! Bisognerà fare le gondole coperte, anzi stagne, per evitare che qualche gocciolina d’acqua infetta possa colpire i turisti che, venendo da ogni parte del mondo, possono scatenare una pandemia universale!
Oddio, ora che ricordo, dopo essere caduto, una volta, mi sono anche graffiato tutto uno stinco e sono finito in acqua con la ferita senza potermi ne disinfettare che sciacquare (altrimenti era peggio). Ma quindi, se la leptospirosi si trasmette attraverso le ferite e le mucose, soprattutto in estate quando sono caduto io, tra il taglio e l’acqua entrata in bocca, allora sono già infetto! E quando si manifesteranno i sintomi? E’ già un anno e mezzo che sono caduto, che sia già salvo?
Comunque va avvisata l’OMS, e chiusa Venezia. E poi bisognerà anche eliminare la pesca da fiume. Eh, si, perchè lì l’acqua non è mica salata! Lì, è pieno di topi, e l’acqua è dolce e quindi le spirochete si diffondono a meraviglia. Altro che pesca all’amo od anche la sola pesca amatoriale lungo i fiumi. Bisognerebbe vietarla, bisognerebbe.
Ma perchè nessuno dice nulla? Perchè non ci dicono che Venezia è a rischio leptospirosi? Che i casi di infezione sono in crescente aumento, soprattutto tra i turisti? Certamente sotto c’è la cospirazione d’una qualche multinazionale del farmaco, come hanno fatto con l’influenza aviaria. Dopo 15 anni che l’aviaria uccideva uccelli in tutta Italia e oltre, finalmente sono riusciti a mettere a punto un vaccino che desse un qualche riscontro effettivo nella cura della malattia (che per 15 anni non aveva ammazzato nessuno che non fosse pennuto) ed ecco che …paffete! Nasce la malattia e si rischia la pandemia.
Valà che se io ero il Bistro della salute pubblica, per prima cosa facevo isolare Venezia, poi chiudevo la pesca sui fiumi, e poi visto che c’ero, anche la semplice navigazione fluviale ed ovviamente i bagni nei fiumi o laghi. Altroché tutta stà faciloneria. Qui si rischia grosso. E poi a dire il vero, nei 5 anni di militanza volontaria in Croce Rossa, dato che ho visto un sacco di incidenti di ciclisti sulle strade, abrasi dalla testa ai piedi, con conseguenti infezioni, fratture, ematomi, distorsioni per non parlare di chi finisce sotto ad un auto od un camion mentre sta mezzo nudo su di una bici che ha la fragilità di un grissino, io abolirei il ciclismo come sport stradale. Per tutelare i ciclisti questi devono correre solo in circuiti particolari al di fuori delle strade. Ci fanno i ciclodromi e si gira lì dentro, senza rischio di caduta o morte (a parte l’infarto).
Insomma, dalle passeggiate in bicicletta sulla statale fianco a fianco agli autotreni, al surf in mezzo agli squali, il passo è breve. Quindi il ciclismo, considerato “sport estremo” può essere equiparato al paddling a Venezia, od il kite sulla costa.
Certo che tra crisi economica, crisi politica, crisi sanitaria, crisi lavorativa e chi più ne ha più ne metta, non si sa più a che Santo voltarsi.
Adesso poi non si può più nemmeno godersi una meravigliosa esperienza come quella di scivolare su di una tavola attraverso la storia di secoli, plasmata da una Repubblica millenaria, allora che dobbiamo fare?
Ci costruiremo una campana di vetro e vedremo, attraverso gli schermi asettici e sterili dei nostri PC, le immagini che ci riportano le webcam dal pericolosissimo mondo esterno, pieno di violenza, cattiverie e …….spirochete! San Marco, pensaci Tu!

Rispondi

Katia aprile 1, 2012 alle 8:14 pm

correzione: penso che nella vita di tutti i giorni *la gente metta a repentaglio la propria salute facendo cose ben più stupide!

Rispondi

Katia aprile 1, 2012 alle 8:03 pm

Ciao a tutti,
seguo le iniziative che portano il SUP a Venezia dall’estate del 2010 e posso garantire che da turista, vedere venezia da questa prospettiva non ha uguali.
In questi due anni si sono susseguite le iniziative più disparate, dal Surfin’Venice che ormai porta ogni anno centinaia di simpatizzanti, atleti e campioni a percorrere tutto il Canal Grande, alle giornate tra amici fino a giungere alle visite serali tra pochi intimi e … da Veronese posso dire che se già Venezia è unica al mondo questa realtà te la fa entrare nel cuore, come ti fa entrare nel cuore le persone che con dedizione, passione e professionalità si stanno cimentando nell’organizzazione di queste attività!
Per quanto riguarda la “leptospirosi fulminante” [cit.Enrico], posso assicurare che dopo qualche prova (che è possibile fare al Lido di Venezia con tanto di istruttori), non è poi così frequente la caduta in acqua e poi…boh…penso che nella vita di tutti i giorni metta a repentaglio la propria salute facendo cose ben più stupide!
L’emozione è unica, la professionalità è assicurata e il rischio è minimo…
Katia

Rispondi

Enrico marzo 28, 2012 alle 5:41 pm

Che bellezza… L’ideale per contrarre una leptospirosi fulminante :-S

Rispondi

Leave a Comment

{ 1 trackback }