Studenti universitari rendono potabile l’acqua con l’energia solare

di Piero del 18 febbraio 2011

E’ successo in Argentina, dove studenti della facoltà di Ingegneria dell’Università di Buenos Aires hanno sviluppato un prototipo per depurare l’acqua che sembra venire incontro alle necessità delle popolazioni che vivono in zone rurali, non coperte da reti di acqua potabile.

Studenti universitari rendono potabile l’acqua con l’energia solare

Un’esigenza sentita anche nella stessa Argentina, che vanta un territorio estremamente disteso e poco densamente popolato, dove l’acqua impura è un problema sanitario sempre irrisolto.

Il sistema sviluppato dagli studenti di Buenos Aires è relativamente poco costoso (si stima circa 1.000 Euro) e non richiede praticamente manutenzione.
Non solo, fornisce un doppio livello di filtrazione che elimina sia i metalli pesanti e le sostanze tossiche (come l’arsenico) che i germi.

Ma come funziona?
In sostanza, l’acqua viene fatta passare attraverso un sistema di tubazioni, dove riceve una doppia distillazione. Prima interagendo con un liquido – scaldato dall’energia solare – in un circuito chiuso che trasmette il calore necessario: qui si riscalda e condensa, liberandosi quindi dei metalli pesanti.
Successivamente, l’acqua passa attraverso dei tubi ricoperti di biossido di titanio, un elemento che produce una reazione catalitica che uccide germi e microorganismi.
Fondamentale nel processo l’aggiunta di un polimero che consente il passaggio della luce ultravioletta in acqua, permettendone l’irradiazione.

Che dire? Bella notizia che ci conferma una volta di più come l’energia solare non permette “solo” di ridurre le emissioni di CO2 rispetto all’energia elettrica proveniente da combustione di combustibili fossili, ma può anche portare a diverse applicazioni utili per risolvere altri problemi.

Fonte: La Nación

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Roberto Stasi aprile 15, 2013 alle 10:54 pm

Complimenti ai ragazzi ricercatori! Io vorrei vedere questo progetto essere spinto assieme alla donazione di sistemi di irrigazione a microgoccie (tubi poco costosi) in modo da permettere la formazione di campi agricoli . Certamente ci vogliono semi e zappe e pale. Tali piccole fattorie potrebbero dare cibo e lavoro ad altri se li si obbliga a far ció prima della donazione di impianti solari.

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