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Svizzera: caccia al gatto, in un mare di polemiche

Se avete prenotato una vacanza in Svizzera con il vostro micio guardatelo a vista e non concedetegli nessuna libertà. Ne va della sua incolumità. Perché nel paese alpino dei cantoni è legale sparare ai gatti randagi. Lo ha deciso il governo federale elvetico, però poi rimanda ai singoli Cantoni la scelta, che ha giustificato il tiro a segno libero sui felini più amati dall’uomo, consacrato divinità dagli antichi egizi, con i danni ambientali causati dai gatti selvaggi o inselvatichiti.

Svizzera: caccia al gatto, in un mare di polemiche

I gatti senza casa (umana) e senza padrone sono sempre di più e fanno strage di uccelli, rettili, piccoli leprotti e conigli. Per di più incrociandosi con quelli selvatici minano, tramite malattie, la sopravvivenza della specie domestica. Queste le motivazioni scientifiche dei difensori della caccia libera al gatto “errante” o “randagio” che spopolano nei blog elvetici ma pure italiani.

Il problema però, dicono gli animalisti, è che spesso le fucilate non uccidono l’animale che ferito muore poi tra atroci sofferenze. Per di più come si riconosce un “randagio”? Facile confondersi e tra le vittime è facile contare innocui gattini domestici, che magari non stanno troppo simpatici al vicino di casa. Più che una lotta al randagismo quindi,  si prospetta una strage degli innocenti.

Gli animalisti, quelli più intransigenti sono contrari e basta, propongono misure alternative come la sterilizzazione ma dal Governo fanno sapere che la misura  è troppo difficile e pericolosa. Insomma, come sempre è una questione di soldi, ma non solo visto che in tanti altri paesi europei non solo è vietato sparare sui gatti, ma è giustamente punito anche il maltrattamento degli animali. C’è chi si è beccato una multa salata per un calcio ad un felino. E anche in questi paesi esiste, come in Svizzera, il problema causa del male: l’abbandono dei gatti da parte dei loro padroni.  E’ l’uomo all’origine del randagismo dei gatti.

Delusi gli animalisti svizzeri, i militanti di SOS-Chats, che hanno presentato una petizione respinta dalle autorità elvetiche. Una lotta con poco sostegno politico ma la battaglia continua. E nel sito dell’associazione non mancano foto di gatti soli che vengono “acchiappati” per essere sterilizzati. Pratica più gattofila rispetto al secco sparo di un cecchino che in città, ma non solo, può sbagliare obiettivo e colpire pure un innocente cittadino.  Argomenti che non hanno scosso i governanti elvetici che preferiscono le fucilate a piani razionali di lotta al randagismo.

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