Terre da scavo, ovvero come un geologo riutilizza la terra che viene dai cantieri

di Erika Facciolla del 21 gennaio 2012

Per chi dubita ancora che il rispetto per l’ambiente possa favorire l’ economia d’impresa, ecco una notizia destinata a dissipare ogni perplessità. Arriva da Padova ed è frutto della geniale intuizione di Alessandro Valmachino, geologo trentanovenne che ha pensato di mettere “on line” la terra di riporto scartata dai cantieri.

Terre da scavo, ovvero come un geologo riutilizza la terra che viene dai cantieri

Eh già! Perché ogni volta che le ruspe entrano in azione per preparare un terreno alla costruzione di qualsiasi opera edile, sono centinaia e centinaia le tonnellate di terra estratte che finiscono in discarica, con costi di smaltimento salati e, soprattutto, uno spreco di risorse ambientali insensato.

La terra estratta, infatti, diventa inesorabilmente ‘materiale di scarto’ e finisce in aree recintate e isolate, sottratta ad ogni possibile utilizzo alternativo. Ma non tutti sanno che quella stessa terra potrebbe essere ‘riciclata’ in svariate modalità, con notevole risparmio economico per le imprese ed enormi vantaggi ambientali e sociali.

Lo ha capito prima di tutti proprio Valmachino, che sul sito Terredascavo.it, ha messo in piedi una verea e propria bacheca dia nnunci per lo scambio di roccia, sabbia, argilla e terra con relativa destinazione e provenienza. «In questo modo – spiega il geologo – chi solitamente va a comprare la terra presso una cava perché non sa dove trovarla, può prenderla gratuitamente da chi non sa dove metterla prima ancora che arrivi in discarica». Con lo scambio, infatti, l’unico costo è quello relativo al trasporto del materiale che però viene diviso a metà tra le aziende.

Un successo tutto italiano che a distanza di un anno dall’esordio ha già conseguito un importante riconoscimento per la sostenibilità ambientale, conferito dall’Arci di Padova nell’ambito del concorso ‘Impatto zero’.

E c’è di più: oltre ad evitare la creazione di quegli orribili e innaturali cumuli di terra che caratterizzano cantieri e discariche, l’idea potrebbe tornare utile per limitare il dissesto ambientale provocato da frane, terremoti o alluvioni. L’appello è per tutti i comuni italiani colpiti da queste calamità che grazie alle terre recuperate potrebbero consolidare strade, argini e vallate praticamente a costo zero.

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: Alessandro ci ha contattato tenendo a precisare quanto segue:

  • “Terredascavo è una pratica del tutto gratuita e priva di scopi di lucro e finalizzata solo a sensibilizzare tecnici ed imprese nel non sprecare risorse naturali che possono essere recuperate”.

 

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