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Tra le conseguenze della deforestazione c’è anche la malaria

Tra le varie conseguenze negative comportate dalle deforestazioni, c’è anche la diffusione della malaria. Già nel 2010 uno studio pubblicato nel 2010 dagli scienziati dell’Università del Wisconsin sulla rivista Emerging Infectious Diseases CDC affermava che la deforestazione in Amazzonia è legata a un aumento dell’incidenza della malaria.

Tra le conseguenze della deforestazione c’è anche la malaria

Un nuovo studio spiega anche il motivo della relazione tra deforestazione e diffusione della malaria.

Lo studio si basa su una rappresentazione delle dinamiche di trasmissione della malaria, spiega Gabriele Laporta, epidemiologo dell’Università di San Paolo del Brasile: La dinamica inizia quando un essere umano infetto dalla della malaria che viene morso da una zanzara vettore. Questa zanzara vettore si infetta e può trasmettere il parassita ad un altro essere umano.”

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Laporta e il suo team hanno usato un modello matematico per esaminare due fattori che possono influenzare la trasmissione della malaria nelle aree di foresta: il numero di animali a sangue caldo -uccelli come tucani e quaglie silvestri, e mammiferi come scimmie urlatrici e scoiattoli – e il numero di zanzare non portatrici di malaria.

In presenza di animali a sangue caldo, le zanzare non portatrici competono con quelle portatrici di malaria. In assenza di biodiversità, la zanzara portatrice di malaria prevale, diffondendo la malaria.

Ciò deve dunque spingere a chi si prepone di combattere il fenomeno della malaria a proteggere le biodiversità esistenti in natura.

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Luca Scialò

Nato a Napoli nel 1981 e laureato in Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazione, scrive per TuttoGreen da maggio 2011. Collabora anche per altri portali, come articolista, ghost writer e come copywriter. Ha pubblicato alcuni libri per case editrici online e, per non farsi mancare niente, ha anche un suo blog: Le voci di dentro. Oltre alla scrittura e al cinema, altre sue grandi passioni sono viaggiare, il buon cibo e l’Inter. Quest’ultima, per la città in cui vive, gli ha comportato non pochi problemi. Ma è una "croce" che porta con orgoglio e piacere.

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