Ambiente

Tsunami di montagna e ghiacciai in scioglimento minacciano il Bhutan

Il Buthan, la terra del Drago Tonante, è un luogo ricco di leggende e miti. Incastonato fra le pendici dell’Himalaya, sta pagando il prezzo del surriscaldamento globale, causa principale dello scioglimento dei ghiacciai. Il Regno del Buthan ospita 2674 laghi ghiacciati e di questi 24 sono considerati a rischio di GLOF, sigla con la quale gli scienziati intendono la rottura delle dighe naturali dei laghi in seguito alle inondazioni provocate dallo scioglimento dei ghiacciai, dei veri e propri tsunami di montagna. Questo fenomeno si è già verificato nel 1994, quando un torrente di fango ha spezzato la vita di molte persone e distrutto interi villaggi.

Tsunami di montagna e ghiacciai in scioglimento minacciano il Bhutan

Nel 2005 il Buthan ha ricevuto il sostegno delle Nazioni Unite per avviare dei progetti di prevenzione ambientale, ma è molto difficile intervenire su zone impervie come quelle dell’Himalaya. Gli stessi abitanti dei villaggi, in collaborazione con militari e volontari, cercano ogni anno di scavare canali alternativi per far defluire le acque, ma con l’arrivo dell’inverno i lavori sono puntualmente interrotti per cui al momento non è stata ancora trovata una soluzione.

E’ difficile prevedere quando avverrà un GLOF, nonostante sia possibile individuare i laghi maggiormente a rischio sulla base delle loro caratteristiche quali volume dell’acqua e capienza del bacino. Raccogliere informazioni climatiche ad alta quota è rischioso per la vita stessa degli scienziati. Attualmente le autorità hanno selezionato delle aree in cui è vietato costruire abitazioni e si sta mettendo a punto un sistema elettronico di allarme per avvisare le popolazioni.

Purtroppo il rischio di tsunami di montagna non è l’unico problema che si dovrà fronteggiare in quanto il surriscaldamento produrrà anche una diminuzione del livello dei corsi d’acqua. L’acqua è un bene altamente prezioso per il Buthan, potrebbe essere considerata come il petrolio per il Kuwait. Coltivazioni nei campi e impianti idroelettrici subiranno una forte battuta d’arresto e l’aspetto più buffo è che questo territorio da anni si batte per il sostegno di una cultura ambientalista, contribuendo con la salvaguardia dei boschi all’assorbimento dell’effetto serra.

Ci sembra tanto una storia già nota: il Paese più povero costretto a pagare per gli errori di chi detiene il potere economico.

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Alessia

Nata in Abruzzo nel 1982, si trasferisce a Roma per conseguire una laurea e un master in psicologia, ma dopo una decina d'anni rientra nel suo piccolo paese ai piedi della Majella, fuggendo dalla vita metropolitana. Attualmente coniuga l'attività di psicologa libero professionista con la passione per la scrittura, un hobby coltivato sin dalle scuole superiori. Collabora con la redazione di Tuttogreen dal 2011, cura un blog personale di taglio psicologico e scrive articoli per un mensile locale. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi, riscoprendo le antiche tradizioni d'un tempo.

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