Tsunami di montagna e ghiacciai in scioglimento minacciano il Bhutan

di Alessia del 19 dicembre 2011

Il Buthan, la terra del Drago Tonante, è un luogo ricco di leggende e miti. Incastonato fra le pendici dell’Himalaya, sta pagando il prezzo del surriscaldamento globale, causa principale dello scioglimento dei ghiacciai. Il Regno del Buthan ospita 2674 laghi ghiacciati e di questi 24 sono considerati a rischio di GLOF, sigla con la quale gli scienziati intendono la rottura delle dighe naturali dei laghi in seguito alle inondazioni provocate dallo scioglimento dei ghiacciai, dei veri e propri tsunami di montagna. Questo fenomeno si è già verificato nel 1994, quando un torrente di fango ha spezzato la vita di molte persone e distrutto interi villaggi.

Tsunami di montagna e ghiacciai in scioglimento minacciano il Bhutan

Nel 2005 il Buthan ha ricevuto il sostegno delle Nazioni Unite per avviare dei progetti di prevenzione ambientale, ma è molto difficile intervenire su zone impervie come quelle dell’Himalaya. Gli stessi abitanti dei villaggi, in collaborazione con militari e volontari, cercano ogni anno di scavare canali alternativi per far defluire le acque, ma con l’arrivo dell’inverno i lavori sono puntualmente interrotti per cui al momento non è stata ancora trovata una soluzione.

E’ difficile prevedere quando avverrà un GLOF, nonostante sia possibile individuare i laghi maggiormente a rischio sulla base delle loro caratteristiche quali volume dell’acqua e capienza del bacino. Raccogliere informazioni climatiche ad alta quota è rischioso per la vita stessa degli scienziati. Attualmente le autorità hanno selezionato delle aree in cui è vietato costruire abitazioni e si sta mettendo a punto un sistema elettronico di allarme per avvisare le popolazioni.

Purtroppo il rischio di tsunami di montagna non è l’unico problema che si dovrà fronteggiare in quanto il surriscaldamento produrrà anche una diminuzione del livello dei corsi d’acqua. L’acqua è un bene altamente prezioso per il Buthan, potrebbe essere considerata come il petrolio per il Kuwait. Coltivazioni nei campi e impianti idroelettrici subiranno una forte battuta d’arresto e l’aspetto più buffo è che questo territorio da anni si batte per il sostegno di una cultura ambientalista, contribuendo con la salvaguardia dei boschi all’assorbimento dell’effetto serra.

Ci sembra tanto una storia già nota: il Paese più povero costretto a pagare per gli errori di chi detiene il potere economico.

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