Tutti vegetariani nel 2050?

di Alessandra Mambri del 28 Settembre 2012

Tutti vegetariani entro il 2050. Questa è la conclusione a cui sono giunti il professor Malik Falkenmark ed i colleghi dello Stockholm International Water Institute dopo un lungo studio. Il rapporto, anticipato dal quotidiano inglese Guardian, sostiene che le riserve globali di cibo diminuiscono costantemente mentre la popolazione mondiale non fa che aumentare.

Tutti vegetariani nel 2050?

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L’offerta di cibo nel mondo diminuisce a fronte di una domanda che cresce vertiginosamente. Così entro i prossimi 40 anni dovremo diventare per forza tutti vegetariani, per nutrire la popolazione dell’intero pianeta, che intanto sarà aumentata fino a circa 9 miliardi di persone, e quindi per evitare carestie. La proposta più saggia e anche la più logica è quella di rinunciare alle bistecche favorendo l’assunzione di frutta e verdura.

Già attualmente, a quota 7 miliardi, le risorse naturali mondiali, soprattutto in termini di acqua dolce, sono messe a dura prova. Tutti sanno che l’allevamento di bestiame richiede moltissima acqua e terreno, in quantità notevolmente superiori rispetto alla coltivazione di prodotti vegetali.

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Pertanto, se mangiassimo meno animali, non dovremmo allevarne in così alto numero e risparmieremmo acqua. Inoltre avremmo a disposizione più terra per altri usi agricoli. «Non ci sarà abbastanza acqua per produrre il cibo necessario ai due miliardi dipersone in più che ci saranno nel 2050 – scrive Malik Falkenmark – soprattutto se si manterranno i trend attuali, che vedono il mondo avvicinarsi a una dieta di tipo occidentale con il 20% delle proteine assunte derivanti dagli animali».

L’unico scenario sostenibile, afferma il documento, vede un consumo di carne corrispondente al massimo al 5% del cibo totale, e l’introduzione di un sistema di commercio del cibo che faccia in modo che i paesi che hanno un surplus d’acqua, riescano ad aiutare quelli che affrontano episodi di siccità.

Il rapporto degli scienziati esorta gli uomini a modificare le loro abitudini alimentari per scongiurare guerre per il cibo e l’acqua, oggi un bene scarso e prezioso a cui non tutti hanno accesso diretto e libero, e poter nutrire le generazioni future: è un nostro dovere adoperarci per salvare il pianeta!

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