TuttoGreen incontra Francesco Nastasi, country manager di Latitude Solar Italia

di Jonas del 14 maggio 2011

Durante l’ultima edizione di SolarExpo a Verona abbiamo conosciuto, tra le altre persone per noi nuove, Francesco Nastasi, Country Manager Italia di Latitude Solar Italia, azienda svedese che produce moduli fotovoltaici, puntando su qualità del prodotto e della durata delle garanzie.

Ne è nata una chiacchierata molto interessante che ha posto le basi di questa intervista fatta la scorsa settimana, che ci offre anche il fondamentale punto di vista degli operatori di mercato.
Un punto di vista molto completo, che ci aiuta a comprendere il momento che sta vivendo il comparto delle rinnovabili e quali sono gli scenari che si aprono con il Quarto Conto Energia.

Buona lettura a tutti:

1] Innanzitutto, come hai trovato SolarExpo quest’anno?

E’ stata una manifestazione sottotono per via delle incertezze sulle regole del gioco. Ancora una volta riusciamo come Paese a creare incertezze su indirizzi energetici chiari e di lunga durata.
La tipologia dei visitatori era più rivolta alle installazioni residenziali/commerciali ed industriali. I campi a terra feudo di grossi investitori stanno lasciano spazio a realizzazioni più in grazia con il territorio.

2] Parliamo un attimo del nuovo Conto Energia: come è stato recepito dalla filiera del fotovoltaico? Per voi sarà più facile programmare con un contesto normativo più stabile e certo?

Per i produttori europei sicuramente è positivo il 10% di bonus per quelli asiatici è positivo il bonus per lo smaltimento amianto di 5 Eurocent/kWh. Anche gli installatori sono soddisfatti della firma del decreto che ricordo però dovrà essere pubblicato sulla GURI prima di essere cogente.
La programmazione è fondamentale in qualsiasi attività industriale e questa può essere organizzata quando il mercato è chiaro e non distorto da eventi umorali di politici passeggeri peraltro mal consigliati. Il mercato andrà sempre di più verso la riduzione dei costi e quindi anche dei prezzi al cliente finale. E’ un sistema che si muove rigidamente attorno agli incentivi.

3] Il fronte del fotovoltaico si è spaccato su questo tema del Quarto Conto Energia, cosa ne pensi?

Qual è il punto di vista più diffuso nel settore, dall’idea che ti sei fatto?
Il Governo ha da sempre riconosciuto il tavolo di Confindustria come espressione dei settori industriali in Italia per le politiche industriali. A mio avviso tutte le altre associazioni che hanno il diritto di esistere devono essere più compatte e cercare di avere credibilità allargata invece di essere appannaggio di una piccola fetta di mercato. Ritengo che questo schema di conto energia sia comunque un buono strumento nato in un momento particolarmente importante per lo sviluppo definitivo del fotovoltaico in Italia.

4] Come pensi che evolverà la normativa in tema di incentivazione delle rinnovabili ed in particolare dell’energia solare quando anche il Quarto Conto Energia avrà fatto il suo tempo?

Il 2017 sarà l’anno con zero incentivo. La tecnologia sarà matura e i prezzi per realizzare un impianto potranno essere nell’ordine di 2,0/2,5 k€ per kWp quindi accessibili al pubblico.

5] Parliamo un attimo di Latitude Solar: quali sono le caratteristiche della vostra offerta e perché avete un posizionamento particolare?

Rappresentiamo una nicchia di alto mercato. La nostra prerogativa è sicuramente l’aumento di efficienza e delle prestazioni in condizioni di basso irraggiamento delle celle e quindi anche dei moduli. Allo stesso tempo cerchiamo di offrire al nostro pubblico un costo sempre più basso del kilowattora.

6] Come vede la casa madre il mercato italiano rispetto a quello di altri paesi europei dove opera?

Il mercato italiano con i suoi 60 milioni di abitanti è fondamentale per lo sviluppo di una tecnologia soprattutto rivolta al cittadino. In Svezia e in Danimarca dove abbiamo i siti produttivi se parliamo di 10 milioni di abitanti complessivi rischiamo di esagerare. Ma poi vogliamo mettere il nostro sole? L’Italia è il mercato principe!

7] Secondo te come è destinata a cambiare la tecnologia del fotovoltaico? Piccoli impianti o grandi impianti?
Si parla di una legge di Moore per l’energia solare… secondo te manterremo questa dinamica e ci avvicineremo presto alla grid parity?

Piccoli impianti a tetto. Sarà il modo normale di realizzare gli edifici. Non più coperture inattive ed inerti ma coperture attive ed esteticamente attraenti.

8] Quali sono le vostre aspettative in merito al mercato del policristallino nei prossimi mesi?

La tendenza di mercato sembra essere molto incoraggiante sia per l’alta efficienza che per l’affidabilità che questa tecnologia ha fin qui raggiunto. Direi anche che sembra l’unica eleggibile per il futuro sviluppo del fotovoltaico nei prossimi anni anche se potremo assistere all’affermarsi di altre tecnologie che prima però dovranno dimostrare di essere altrettanto affidabili.

9] Che cosa ad oggi rende conveniente investire sui moduli policristallini piuttosto che su altre tecnologie?

L’affidabilità da oltre 50 anni da quando il primo modulo è entrato in servizio. Questa è la miglior garanzia che un investitore possa oggi ottenere.

10] In che modo la vostra azienda si sta muovendo durante questa fase di mercato resa confusa dalle incertezze rispetto al futuro del Conto Energia?

Appoggiamo una strategia governativa di lungo termine che si focalizzi principalmente sulla promozione del fotovoltaico sui tetti residenziali e commerciali. Chiunque sia proprietario di un tetto dovrebbe diventare produttore di elettricità.
Oltre al grande vantaggio di produrre l’energia elettrica laddove venga anche consumata, la diffusione del fotovoltaico rafforza l’idea che la soluzione sostenibile a tutte le continue e pericolose minacce ambientali, esista davvero.
Riteniamo che la tecnologia solare fotovoltaica per il settore domestico e commerciale renda un grande beneficio di natura macro economica al Paese mentre le grandi centrali a terra generino solo benefici per investitori istituzionali e fondi pensione e allo stesso tempo un incremento dei costi per lo sviluppo e il potenziamento delle infrastrutture di rete e di fatto tolgono risorse fondamentali per gli incentivi fotovoltaci ai due settori sopra citati per cui tale tecnologia è perfetta.

Un grazie a Francesco per l’intervista!

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