Un festival della carne di cane? Una terribile iniziativa coreana

di Elle del 22 Febbraio 2012

Il confronto con altre culture, soprattutto sotto il profilo alimentare, può portare alla luce le contraddizioni insite nel comune modo di rapportarsi agli altri animali. È per questo allora che crea scalpore un Festival della carne di cane come quello proposto a Seoul, in Corea del Sud, dove per tre giorni i migliori amici dell’uomo sono serviti alla brace.

Un festival della carne di cane? Una terribile iniziativa coreana

La boshintang (zuppa di cane) è in effetti considerata una pietanza prelibata in questi Paesi mentre l’idea di ritrovarsi “fido” nel piatto suscita orrore alla maggior parte degli occidentali. L’usanza di mangiare cani (e gatti) in Paesi asiatici con la Corea del Sud è supportata anche dalla convinzione relativa ai benefici per la salute che tale “alimento” apporterebbe determinando anche un incremento sulle prestazioni.

Ma perché ci scandalizziamo così apertamente di fronte al cane servito in tavola dai coreani quando ogni giorno si consumano stragi silenziose di conigli, polli, maiali, cavalli e mucche per soddisfare le nostre necessità nutritive?

Se ci fermassimo a riflettere su punti di vista diversi dal nostro forse comprenderemmo che non si è poi meno colpevoli di chi adopera il cane come fonte alimentare. Il fedele amico dell’uomo non merita di subire questo destino quanto le altre specie animali (dotate anch’esse della capacità di soffrire).

Se ti interessano altri punti di vista sul veganesimo e il vegetarianesimo, leggi qui:

 

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fs marzo 31, 2012 @ 2:07 pm

Le piante non “soffrono”. Non diciamo stupidaggini. Non c’è alcuna relazione possibile di tipo comparativo tra la sofferenza di una pianta di ortica e quella di un’animale cosciente e con un sistema neuro-cognitivo sviluppato. Uccidere i cani è reato ed è vietato dalla legge italiana mangiarli. E se non ci fosse una legge positiva, basterebbe la legge morale a vietare ciò che non dovrebbe essere fatto in Occidente nel XXI secolo, e nemmeno altrove in questo sciagurato e disgustoso mondo decaduto e in mano al capitalismo senza scrupoli. Continuare a difendere queste pratiche barbariche è un suicidio.

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Ernesto de Matteis febbraio 22, 2012 @ 5:37 pm

E’ dimostrato che anche le piante hanno capacità di soffrire.
Che si fa, si vive d’acqua?
Certe illazioni a motivare scelte non le capisco proprio.
Basta dire a me non piace, a me non va.
Ma per favore neinte finti moralismi.
A me la carne non piace particolarmente, non mangerei quella di cane, ma quando mi spiegherete perchè è giusto estirpare una carota dalla terra o strappare un pomodoro ad una pianta, allora vi darò ragione.
Pace e bene…

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