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Un pesce-robot capo branco salva i pesci in pericolo

Non tutti sanno che i pesci sono pigri e tendono a risparmiare energia. Ciò sta contribuendo all’estinzione di molte specie o quanto meno alla loro decimazione, giacché, a causa di ciò può esserci un mancato allontanamento dei banchi di pesce dalle zone contaminate da fuoriuscite di petrolio, oppure il mancato l’aggiramento di dighe che impediscono il regolare percorso migratorio legato alla riproduzione. Pertanto, la loro scarsa dinamicità comporta la morte di molte unità.

Un pesce-robot capo branco salva i pesci in pericolo

Per ovviare a ciò il Consiglio nazionale delle ricerche di Oristano (Iamc-Cnr), in collaborazione con l’Istituto politecnico della New York University (Nyu-Poly), ha progettato un robot capobranco, che funzionerebbe nel seguente modo: il robot nuotando crea una depressione dietro di sé ed una sorta di risucchio, gli altri pesci si inseriscono nella scia seguendo il capofila e risparmiando fatica.

Utilizzando delle tecniche innovative di velocimetria di immagine di particelle digitali, i ricercatori hanno dimostrato come il movimento biomimetico del robot riesca a creare condizioni di turbolenza tali che i pesci tendono a posizionarsi al suo seguito, così da sfruttare un vantaggio idrodinamico e ridurre il proprio costo energetico durante il nuoto.

Ciò comporterà anche utilissimi risvolti nella ricerca. La possibilità di controllare il pesce artificiale, modulandone il movimento e osservando le reazioni degli animali, permette infatti di ricavare utili informazioni sugli schemi collettivi seguiti dagli animali e apre nuovi orizzonti nelle metodologie di conservazione della specie, dal momento che si potrebbe influire sul comportamento dei pesci tramite il loro omologo meccanico.

Tuttavia c’è anche un rischio: che il pesce-robot capobranco finisca nelle mani di qualche spregiudicata multinazionale della pesca, che magari lo utilizzerebbe per guidare il branco direttamente nelle proprie reti.

Come al solito, ogni tecnologia porta con sé grandi opportunità ma anche gravi rischi.

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Luca Scialò

Nato a Napoli nel 1981 e laureato in Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazione, scrive per TuttoGreen da maggio 2011. Collabora anche per altri portali, come articolista, ghost writer e come copywriter. Ha pubblicato alcuni libri per case editrici online e, per non farsi mancare niente, ha anche un suo blog: Le voci di dentro. Oltre alla scrittura e al cinema, altre sue grandi passioni sono viaggiare, il buon cibo e l’Inter. Quest’ultima, per la città in cui vive, gli ha comportato non pochi problemi. Ma è una "croce" che porta con orgoglio e piacere.

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