Un pesce-robot per rilevare sostanze nocive nel mare

di Eryeffe del 27 giugno 2012

A un primo sguardo la sua pinna potrebbe sembrare quella di un pesce vero ma se incappaste in questo ‘strano animale’ non fatevi ingannare: non si tratta di un pesce qualunque, ma di un robot appositamente creato monitorare la salute delle acque dei nostri mari.

Un pesce-robot per rilevare sostanze nocive nel mare

Frutto del progetto europeo ‘Shoal’, il pesce-robot avrà il compito di rilevare il livello di inquinamento dell’acqua, inviando i risultati ai laboratori in tempo reale. La sua missione, dunque, sarà quella di fornire ai ricercatori e biologi marini una quantità di dati sufficiente ad analizzare le condizioni dei mari e dell’ambiente marino in generale.

Il pesce-robot in questione è lungo un metro e mezzo e i suoi sensori di movimento gli permettono di riconoscere ed evitare gli ostacoli per un raggio di un chilometro quadrato e fino a una profondità di 30 metri. Durante la nuotata, la pinna caudale di cui è dotato gli consente di replicare le stesse movenze dei pesci veri, per lo meno fino a quando l’autonomia della sua batteria lo consente (circa 8 ore)!

I sensori chimici impiantati all’interno del guscio di rivestimento permettono di rilevare la presenza di un gran numero di sostanze inquinanti, ma la cosa più sorprendente è che nella maggior parte dei casi il robot è in grado di individuare la causa dell’inquinamento e inviare tutti i dati raccolti direttamente alla centrale operativa in un intervallo di tempo brevissimo.

E non è tutto. I pesci-robot possono cooperare e lavorare anche in gruppo attraverso un sistema di comunicazione che consente lo scambio di tutte le informazioni.

Una tecnologia rispettosa dell’habitat marino che potrebbe dare un aiuto importante alla ricerca scientifica. L’unico neo? Il pesce-robot, per sua fortuna, non abbocca a nessun amo!

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