Una legge di Moore anche per l’energia solare?

di Magi del 30 aprile 2011

Come noto, il sole è una fonte praticamente inesauribile e gratuita di energia. Il sole colpisce ogni metro quadrato del nostro pianeta con più di 1.360 watt di potenza, ma la metà di questa energia è assorbita dall’atmosfera o riflessa verso lo spazio. In media, quindi, la superficie terrestre è raggiunta da 700 watt di potenza per metro quadrato: in totale, la potenza dell’irradiazione solare sull’intero pianeta sprigiona 89 petawatt di energia (pari ad un quadrilione di watts!). Per provare a raffigurarci questa immensa quantità di energia, possiamo dire che, in 14 secondi e mezzo, il sole fornisce più energia alla Terra di quanto l’umanità ne riesca a consumare in un solo giorno, mentre in 88 minuti, il sole fornisce tanta energia quanta quella consumata complessivamente in un anno intero.

Una legge di Moore anche per l’energia solare?

Non c’è da meravigliarsi, quindi, che scienziati e imprenditori stiano investendo in tecnologie per l’energia solare per provare a catturarne almeno una parte consistente. Ma, fino ad ora, nonostante l’enorme disponibilità, i sistemi di cattura si sono rivelati costosi e, tutto sommato, inefficienti, rispetto alla grande quantità disponibile.

Ma qualcosa sta cambiando. Negli ultimi 30 anni, infatti, i ricercatori hanno osservato che i costi di cattura dell’energia solare sono diminuiti in modo esponenziale. Ecco perché c’è chi ha parlato della possibilità di applicare la cosiddetta “legge di Moore“, formulata per un’applicazione in ambito informatico, nel campo, invece, dell’energia solare. La legge di Moore, in sintesi, afferma che il numero di processori che costituiscono un chip, e di conseguenza la loro prestazione, raddoppia ogni 18 mesi. In pratica, la quantità di potenza acquistabile con un dollaro raddoppia ogni 18 mesi, e questo nell’ottica di una crescita costante. Se si riuscisse ad ottenere una dinamica simile nel campo della tecnologia solare, allora potremmo finalmente avere l’equivalente solare, ad esempio, di un iPhone, cioè una tecnologia di massa, incredibilmente a buon mercato, molto più efficace rispetto alle tecnologie centralizzate.

Il National Renewable Energy Laboratory del Dipartimento dell’Energia degli USA ha monitorato l’andamento dei prezzi dei moduli fotovoltaici a partire dal 1980: al netto dei costi di installazione, è stato registrato un ribasso notevole del costo delle componenti per watt, sceso dai 22 dollari del 1980 ai 3 dollari di oggi, con una tendenza alla riduzione dei costi del 7% circa all’anno.

Quali sono i segreti di questo cambiamento? Prima di tutto, i produttori di celle solari stanno imparando, come i produttori di chip per computer, come ridurre il costo per fabbricare il materiale per il fotovoltaico. In secondo luogo, l’efficienza delle celle solari è in continuo miglioramento.

La prospettiva per il futuro è decisamente rosea: se il 7% di diminuzione annua dei costi si dovesse mantenere costante, o se addirittura venisse superata, di qui ai prossimi 20 anni il costo per watt delle celle fotovoltaiche sarà poco più di $ 0,50. Anche se c’è chi punta a raggiungere questo traguardo con notevole anticipo, già nel 2016.

Se il costo dei moduli fotovoltaici corrisponde circa alla metà del costo totale di un impianto, il resto del costo è dovuto alle spese di installazione: fortunatamente, però, anche i costi di installazione sono in diminuzione, con un ritmo quasi pari a quello del costo dei moduli.

Di questo passo, è altamente probabile che entro il 2020 avvenga il sorpasso a favore dell’energia solare (vedi grafico sopra) e che nel 2030 l’energia solare costi la metà dell’energia elettrica di oggi: ovviamente, l’obiettivo è puntare a prezzi sempre più favorevoli e concorrenziali, per passare definitivamente all’uso delle fonti di energia alternativa.

Una fonte di energia verde a metà prezzo, quindi: sogno o realtà?
Di certo, una buona notizia per il mondo.

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Ganimede Dignan settembre 20, 2012 alle 12:03 pm

Prendete anche in considerazioni i costi, non solo in termini economici ma anche ambientali di cosa costa produrre pannelli fotovoltaici… sono fatti per lo più di silicio, si estraee dalla terra con processi industriali non certo indolore che emettono notevole quantità di CO2… e l’acqua consumata?
Non dico che non sia una riposta, ma una informazione conscente dovrebbe avvertire anche di questo.

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Piero Iannelli giugno 26, 2011 alle 4:45 pm

E delle mail “CLIMATEGATE”?

1″- Gli aumenti delle temperature medie globali sono statisticamente “IRRILEVANTI”, dal 1995, così come afferma uno dei padri della climatica-bufala Phil Jones preso in castagna dal CLIMATEGATE. I DATI ERANO CONTRAFFATTI! Basta cercare “CLIMAGATE” per sincerarsene.
“Il dottor Phil Jones (IPCC)ammette: Nessun riscaldamento Globale dal 1995..”
A^I dati di vitale importanza per sostenere il ‘grafico della mazza da hockey’ sono andati PERSI !
B^ Non c’è stato alcun riscaldamento globale a partire dal 1995
C^ Periodi di riscaldamento globale sono già accaduti in passato – ma non a causa dell’uomo .
http://www.dailymail.co.uk/news/article-1250872/Climategate-U-turn-Astonishment-scientist-centre-global-warming-email-row-admits-data-organised.html?ITO=1490

Almeno tre gravi problemi.
Il primo è che gli scienziati della Cru, o almeno la maggior parte di essi, lavorava costantemente perché sulle riviste accademiche ufficiali venissero pubblicati soltanto gli studi favorevoli alla teoria Agw (Anthropogenic global warming), che stabilisce la responsabilità diretta dell’uomo nei cambiamenti climatici..
In altre email, gli “scienziati” della Cru (sarà forse il caso di iniziare a utilizzare le virgolette), si scambiano consigli su come “taroccare” alcuni dati grezzi che contraddicono il graduale aumento delle temperature terrestri. Si ammette esplicitamente l’utilizzo di «trucchi» statistici per «nascondere il declino» delle temperature…
Il ..deliberato occultamento di dati scientifici che potrebbero falsificare la teoria di fondo dell’Anthropogenic global warming. «I due MMs – si legge in una mail di Phil Jones – stanno inseguendo i dati delle stazioni Cru da anni. Se scoprissero che ora esiste un Freedom of Information Act anche nel Regno Unito, credo che cancellerei tutti i file piuttosto che darli a qualcuno». I due MMs non sono caramelle, ma Ross Mckittrick e Steve McIntyre, due degli esponenti di punta dei climatologi scettici. E ancora: Phil Jones, evidentemente pressato dai vertici amministrativi della Cru che lo spingono a rendere pubblici i dati per evitare polemiche e cattiva pubblicità, perde la pazienza e invita i suoi collaboratori a sbarazzarsi di tutte le email in cui questi dati sono stati allegati…
http://www.pieroiannelli.com/?p=1367

Normalmente ci viene ripetuto fino alla noia:
(..nella comunità scientifica c’è un esteso consenso sulle cause del riscaldamento globale)

…Secondo questo principio.. se un miliardo di mosche mangiano “cacca”..
La “cacca” è buona?
Nello specifico: Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato.” Albert Einstein
Ma comunque non sono pochi : RISCALDAMENTO GLOBALE, 650 SCIENZIATI “DISSIDENTI”

Fra cui quattro nomi a caso:
1”-Ivar Giaever, Nobel per la Fisica:”Sono scettico.. il Risc. globale è una nuova RELIGIONE”
2”-Kiminori Itoh, membro dell’IPCC : “La diffusione delle paure del Risc. Globale costituisce il più spudorato scandalo della storia… Quando le persone sapranno la verità, si sentiranno turlupinate dalla scienza e dagli scienziati”.
3”-Stanley B. Goldenberg, del NOAA: “E’ una menzogna colossale quella diffusa dai media che fa apparire una sparuta minoranza gli scienziati che non si sono accodati sull’origine antropogenica del Riscaldamento Globale”
4”- EX scienziato della NASA dimostra che non esiste l´effetto serra antropico! Lo scienziato fisico matematico con applicazioni climatologhe Ferenc Miskolczi ha lavorato per anni alla NASA, fino al 2007 quando ha lasciato il suo datore di lavoro perché ha visto che le equazioni a base della teoria dell´effetto serra erano errate. ecc.ecc.
http://www.pieroiannelli.com/?p=628

Tutti interessati alle foreste?:
Non di meno leggo che: Federparchi ed i parchi rappresentano per LEGAMBIENTE e per i suoi dirigenti la più grande fonte di guadagno (anche P.E.R.S.O.N.A.L.E ) dei prossimi decenni. CENTINAIA DI MILIONI DI EURO ! La parola magica è C.A.R.B.O.N – C.R.E.D.I.T
http://youstrong.wordpress.com/

SESSANTA MILIARDI DI DOLLARI al “WWF“! Lo leggo dal Telegraph nessuno ne parla?: ..emersa però un’agenda nascosta circa la preservazione di questa parte di foresta amazzonica, che consiste nel permettere al WWF ed ai suoi partners di condividere la vendita di crediti di emissione di anidride carbonica per un valore di 60 MILIARDI DI DOLLARI,..
Il WWF, che già guadagna 400 miliardi di Sterline annualmente, ..
http://www.pieroiannelli.com/?p=904

Cordialmente.

Piero Iannelli

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Piero Iannelli giugno 26, 2011 alle 4:45 pm

Fortunatamente queste “RICERCHE” di pseudo-ambientalisti vengono sbuggiardate quotidianamente.

24 – giugno – 2011 IPCC e Greenpeace, Delingpole al veleno
Insomma, non è proprio una gran figura quella che ci fa il Sancta Sanctorum della scienza del clima “pizzicato” per l’ennesima volta a fare largo uso di letteratura non scientifica per compilare i propri report e a prediligere quanto suggerito da queste discutibili fonti per la comunicazione mediatica…
L’industria del riscaldamento globale di origine antropogenica è una bufala, una truffa di dimensioni epiche, alimentata dalla più grande epidemia mondiale di isteria di massa, fomentata da politici che muoiono dalla voglia di trovare una scusa per imporci più tasse e più regolamentazione mentre si fanno vedere ”alle prese con” una questione di massima urgenza, nutrita dalle menzogne stridule e dalla propaganda strappalacrime di attivisti che non possiedono alcuna comprensione del mondo reale ..
http://www.pieroiannelli.com/?p=1357

Sfortunatamente però non vengono minimamente citate, forse perchè il carosello di questa eco-giostra si finanzia alla grande Certo le somme in ballo son ben differenti ..

“Jo NOva ha stimato che l’ammontare speso dalle agenzie governative, dalle fondazioni caritatevoli orientate a sinistra e da grossi uomini d’affare per promuovere il GW sia circa 3500 volte maggiore dell’ammontare speso finanziando lo scetticismo climatico.” http://blogs.telegraph.co.uk/news/jamesdelingpole/100093577/the-science-is-settled-us-liberals-really-are-the-dumbest-creatures-on-the-planet/

I soldini dell’AGW .?
I fondi che l’amministrazione americana destina al mainstream scientifico, oltre 2 miliardi di dollari all’anno.http://www.pieroiannelli.com/?p=1110

Ma le ridicole figure di questi eco-burocrati si stanno accumulando:
IPCC dopo la BUFALA dell’Himalaia che aveva come base “scientifica” un documento del WWF
http://www.pieroiannelli.com/?p=1360

Bella anche la BUFALA delle foresta amazzonica basata su nessuna evidenza scientifica, ma sempre sulla propaganda del WWF
http://www.pieroiannelli.com/?p=904

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