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Una ricerca su Google “costa” mezzo millilitro di acqua

La curiosa equivalenza fra il costo in termini di acqua necessaria per produrre energia e consumo della stessa per poter effettuare una ricerca sul motore di ricerca Google è stata definita da una ricerca dell’IEEE, Institute of Electrical and Electronics Engineeer, denominata “Where Water meets Watt“, ricerca ripresa anche da un articolo dell’Indipendent.

Una ricerca su Google “costa” mezzo millilitro di acqua

Il concetto base è in realtà quello del Water Footprint, cioè la quantità di acqua potabile consumata direttamente o indirettamente per beni e servizi. Va comunque premesso si tratta solo di un esempio e che Google è una delle aziende più ecofriendly al mondo, con una autoproduzione di energia grazie alle installazioni di fotovoltaico nel campus di Mountain Views che è un esempio mondiale.

Se consideriamo comunque che al giorno sono circa 300 milioni le ricerche su Google si arriva a 150.000 litri di acqua necessari al giorno, tanti o pochi?
La risposta può venire da un dato:  nei paesi industrializzati il consumo medio di acqua potabile è 40 litri procapite, 150.000 litri sono quindi il consumo di circa 4.000 persone, non è quindi enorme ed accettabile per il beneficio informativo che porta 😉

Che ne pensate?

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Un commento

  1. Una nota: io vivo in parte a Cremona e in parte a Milano, quando sono a Cremona uso l’acqua del ruebnitto senza problemi, a Milano e8 cosec calcarea che ogni tanto devo smontare i rubinetti e togliere i sassi… si avete letto bene… I SASSI! Se bevo quell’acqua mi ritrovo con dei calcoli allo stomaco che sono una cosa indecente… Nessun comune pensa a questo problema???

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