Una sedia a dondolo “energetica”

di Viola Carmilla del 13 maggio 2012

Si chiama rocking chair ed è l’ultima incarnazione di un oggetto d’arredo intramontabile, la tradizionale sedia a dondolo. Di tradizionale, però, la rocking chair ha solo il piacevole movimento oscillatorio. Oltre a essere innovativa nel design, infatti, questa versione della sedia a dondolo si caratterizza per la sua capacità di produrre energia elettrica, sfruttando proprio l’energia cinetica generata dal suo stesso dondolio.

Una sedia a dondolo “energetica”

Petr Novague, il suo ideatore, fondatore dell’omonimo studio Novague di Praga dove il prototipo è stato realizzato, voleva realizzare un oggetto nuovo e unico, che andasse oltre il “semplice” concetto di sostenibilità ambientale. Aveva in mente un oggetto che non solo doveva consumare poca energia o nessuna, ma ne doveva addirittura produrre, come sottoprodotto del suo utilizzo.

Come spesso accade, le migliori innovazioni affondano le radici nel passato. Così, dalla fusione di due idee antiche come la macchina a vapore e la sedia a dondolo, è nato un oggetto nuovo: la sedia “energetica”. Sotto il piano di seduta della rocking chair è stato infatti installato un dispositivo a vapore che sfrutta il movimento della sedia, mettendo in funzione un motore cinetico capace di alimentare una luce a led posta all’estremità dello schienale. Come dire: dondolando mi produco la luce necessaria a leggere il libro che tengo in mano… In alternativa, l’energia può essere utilizzata per ricaricare un piccolo dispositivo elettronico quale ad esempio un telefono cellulare.

Il meccanismo deve ancora essere perfezionato e l’energia prodotta dalla sedia è relativamente poca, ma la rocking chair resta una novità significativa soprattutto per l’intuizione su cui si basa: l’idea cioè che l’atto stesso di rilassarsi, se supportato da tecnologie adeguate, possa produrre energia.

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