Uranio in Sardegna: ordinate le prime bonifiche al Poligono di Quirra

di Massimiliano del 6 marzo 2011

Poligono di Quirra: La magistratura indaga, sequestra materiale sospetto, sente testimoni, controlla spazi ed aree del poligono di tiro del Salto di Quirra e i militari sloggiano pecore, pastori e ordinano la bonifica dei terreni. Mai successo, come scrivono i due quotidiani regionali L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna, un intervento di ripristino ambientale in cinquant’anni di esplosioni, guerre (simulate) e battaglie (d’esercitazione)  del pezzo di terra più nascosto e segreto dell’isola: il poligono del Salto di Quirra, costa orientale sud della Sardegna.

Uranio in Sardegna: ordinate le prime bonifiche al Poligono di Quirra

Solo pochi giorni fa i militari con una nota stampa avevano smentito la possibilità di presenza di materiali radioattivi nell’area. E adesso arriva la bonifica. Quando al bunker di fisica dell’Università di  Cagliari si stanno analizzano le casse di materiale fatto sequestrare dai giudici che stanno conducendo l’inchiesta e che sospettano, come denunciano da anni associazioni e parenti di persone morte, una correlazione tra l’uso di materiale radioattivo e il decesso di numerose persone per tumori e altre malattie.

Da oggi via i pastori che avevano ottenuto il permesso di pascolare in quelle terre, dove si sono riscontrati numerosi casi di animali nati con forti malformazioni, che adesso saranno sottoposte a pulizia (sotto il controllo degli esperti della magistratura).  Operazioni di routine per un poligono dove sono stati fatti esplodere migliaia e migliaia di proiettili in cinquant’anni di sperimentazioni continue. Ma in tanti si chiedono: come mai ora. E, infatti, i dipendenti civili, chiedono conto delle analisi che si stanno svolgendo per controllare lo stato ecologico e radioattivo della zona. Forti preoccupazioni ma pure per la paura  per il posto di lavoro.

Lavoro o salute? In questa storia emergono le contraddizioni tra chi lavora nel poligono e non vuole perdere lo stipendio e chi vuole eliminare ogni dubbio sui livelli di inquinamento delle terre. Posizioni diverse perché pur con tutte le preoccupazioni sulla salute non si vuol perdere il lavoro che in Sardegna, e soprattutto in questa zona, è merce rara. Molto rara.

In ogni caso l’indagine ha portato ad un primo risultato: l’inizio di un’operazione di bonifica che doveva essere prassi normale in una zona utilizzata a scopi militari. Seppure con buone probabilità verrà negata la correlazione tra tumori ed esercitazioni militari (ed uso di materiale radioattivo) non si può di certo non curare una terra su cui da tempo grava una servitù militare.

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Ugo giugno 8, 2011 alle 4:41 pm

La verità inizia a venire a galla: nesuna traccia di uranio impoverito sui bersagli impiegati nelle esercitazioni! …difficilmente sarà possibile trovarne nel territorio, infatti finora nessun rilievo ne ha dimostrato la presenza. In ogni caso vorrei far notare che il tasso di mortalità della zona di Quirra è al di sotto della media nazionale, Perdasdefogu poi è una zona caratterizzata dalla longevità della popolazione tanto da inserirla nel progetto GENOS, …e dalle indagini non è ancora risultato nulla che non sia attività addestrativa e di tiro proprie di un poligono militare. Senza uranio viene poi a decadere la questione legata alla sindrome legata ai balcani. Il territorio è senza dubbio inquinato, da metalli pesanti, che in particolar modo si riversano nella baia di Quirra (dove ci sono gli allevamenti) dove sfocia il fiume che arriva dalle miniere di Baccu Locci, …”causa ed effetto”: io ragiono per nesso di causalità. In ogni caso non è prevista ancora nessuna bonifica.

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