Utrecht, la migliore università del mondo è anche green

di Claudio Riccardi del 23 ottobre 2013

Secondo l’Indice 2013 della Commissione UE vanta il primato di area più competitiva d’Europa. Parliamo di Utrecht, città di 320 mila abitanti situata nel cuore dei Paesi Bassi. Un tranquillo centro che si distingue per  la qualità della formazione. L’università collabora a stretto contatto con aziende che eccellono nel settore delle Scienze della vita, ICT, sostenibilità.  Su 95mila alunni iscritti 12 hanno conquistato il Nobel, 12 il premio Spinoza e nel 2013 il Breakthrough Prize: il premio per la medicina istituito da Zuckerberg (Facebook), Brin (Google) e Milner.

Il vincitore di questo nuovo riconoscimento è Hans Clevers, olandese, direttore dell’Hubrecht Institute, nell’orbita dell’Università di Utrecht e del connesso Parco delle Scienze dove operano 60 aziende, tra cui  – per fare qualche nome – Danone, Genmab, TNO, Deltares.

Pare che l’Università di Utrecht sia collaborativa e flessibile,  aperta verso l’esterno, non legata esclusivamente a obiettivi accademici. E poi tanta meritocrazia, il mantra supremo: promozioni e fondi addizionali per la ricerca vengono assegnati dopo concorsi e valutazioni condotte in rigorosa trasparenza. E quando un giovane scienziato è riuscito a guadagnarsi una borsa di studio gli viene concessa totale indipendenza, cosa che accade a diversi livelli della carriera. I migliori non subiscono l’azione di freno di vecchi insegnanti, ma possono crescere in autonomia. Questo approccio ci rende competitivi in Europa.

E DALLA VICINA DELFT: arrivano le turbine eoliche senza pale

Utrecht è un’eccellenza d’Europa, però compete a fatica con gli atenei statunitensi. Ciò a causa di una tara, l’organizzazione gerarchica, e dunque obsoleta, oltre alla distribuzione di ruoli permanenti, che comunque garantiscono stabilità soprattutto in questa contingenza poco favorevole per il mondo occidentale.

Utrecht ha un bel centro storico e numerose infrastrutture per studenti, fattori che esercitano sicura attrattiva. É una città dove 4 persone su 10 si muovono su due ruote (e non a caso compare terza in una graduatoria mondiale delle città più “amiche” delle bici) solo il 19% ricorre all’auto, una città sostenibile e attenta alle risorse che offre il territorio.

Canali, vialetti e casupole medioevali le danno un sapore fiabesco, sospeso nel tempo: tutto ruota intorno al tempo scandito dal carillon del duomo.

Basta, però, frugare dietro a tanto riserbo e rimuovere certa patina calvinista, e si scova il segreto del successo: scuola, ricerca, efficienza, progettualità. E armonia con l’ambiente.

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