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Plantagon e agricoltura urbana verticale: in Svezia cominciano i lavori per la serra più grande del mondo

Siamo in Svezia, una delle nazioni maggiormente attive nel settore dell’ecosostenibilità e ancora una volta vogliamo proporvi un interessante progetto realizzato dall’unione delle menti americane e svedesi.

Plantagon e agricoltura urbana verticale: in Svezia cominciano i lavori per la serra più grande del mondo

Sto parlando di Plantagon, la prima serra sferica al mondo che verrà presto realizzata a Linköping. L’obiettivo è ricreare un piccolo mondo verde in mezzo alla città, dimostrando che la vita metropolitana può ben amalgamarsi con la natura.

L’agricoltura urbana esiste da tempi remoti, fin dalle prime migrazioni dei contadini verso i centri abitati, tuttavia con lo sviluppo industriale le coltivazioni hanno dovuto fare i conti con il controllo degli agenti inquinanti che finiscono spesso in modo incontrollato nelle acque dei fiumi.

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E’ questo uno dei motivi che ha spinto gli architetti a pensare ad una serra come ambiente altamente protetto da sostanze nocive, ma nello stesso tempo capace di consentire un maggior controllo anche sui consumi. Disponendo le coltivazioni di frutta e verdura su più piani, non solo si possono ottimizzare gli spazi, ma anche ridurre gli sprechi di acqua e energia.

La struttura si presenterà come un grattacielo sferico alto 40 metri e sarà predisposta secondo un’impalcatura interna ad elica; in tal modo su ogni livello ci sarà la stessa quantità di luce solare, riducendo al minimo l’utilizzo dell’illuminazione artificiale.

Plantagon
Plantagon

In più la serra sorgerà nei pressi del mercato cittadino, consentendo il rifornimento dei banchi dei piccoli venditori a km zero.

Gli ortaggi verranno coltivati nei vasi, i quali saranno predisposti su appositi vassoi dotati di un sistema di irrigazione che si azionerà 3 volte al giorno. Questi vassoi si sposteranno su nastri trasportatori lungo un sistema ad elica regolato in modo tale che quando gli ortaggi saranno pronti, i vassoi saranno giunti alla fine del percorso, nel seminterrato.

La raccolta avverrà mediante macchinari automatici, mentre i vassoi e i vasi saranno disinfestati e pronti per ricevere nuovi semi, ricominciando il ciclo della coltivazione. Anche il riscaldamento sarà improntato al rispetto dell’ambiente poichè verrà predisposto un sistema a biogas prodotto dai rifiuti.

A quanto pare nulla verrà lasciato al caso e siamo certi che questa struttura potrebbe rivoluzionare il concetto di agricoltura urbana, lasciando spazio a nuove prospettiva di crescita per un futuro si spera non troppo lontano.

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Alessia

Nata in Abruzzo nel 1982, si trasferisce a Roma per conseguire una laurea e un master in psicologia, ma dopo una decina d'anni rientra nel suo piccolo paese ai piedi della Majella, fuggendo dalla vita metropolitana. Attualmente coniuga l'attività di psicologa libero professionista con la passione per la scrittura, un hobby coltivato sin dalle scuole superiori. Collabora con la redazione di Tuttogreen dal 2011, cura un blog personale di taglio psicologico e scrive articoli per un mensile locale. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi, riscoprendo le antiche tradizioni d'un tempo.

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Un commento

  1. Ma questo progetto ci riporta agli allevamenti intensivi.ci sono degli spunti interessanti ma l’impressione è di meccanizzata e rendere sterile una attività ch deve essere riempita di rispetto e amore.la vita in ogni sua forma merita la nostra gratitudine.

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