Giorni della Merla: cosa sono, da dove viene la tradizione e perché (oggi) non sono sempre i giorni più freddi
Dal camino della merla al clima che cambia: perché fine gennaio “sembra” gelida, ma i dati raccontano altro
Ci sono tre date che, in Italia, suonano come un piccolo rito collettivo: 29, 30 e 31 gennaio. I Giorni della Merla sono tradizionalmente considerati i più freddi dell’anno. E ogni volta scatta la stessa domanda: “Quest’anno com’è andata? Ci ha preso?”

La risposta breve è: a volte sì, a volte no. La risposta interessante, invece, è un viaggio che parte da una leggenda (con fuliggine inclusa), passa dalla meteorologia delle inversioni termiche e arriva fino ai dati sul riscaldamento globale: gennaio non è più quello di una volta, e il motivo non è solo una sensazione.
Sommario
Prima di tutto: gennaio sta cambiando (e non è un’impressione)
Negli ultimi decenni l’Italia si è scaldata in modo netto. Le analisi istituzionali indicano un aumento medio di circa 0,42° per decennio nel periodo 1981–2024 (quindi quasi mezzo grado ogni 10 anni).
Questo trend non significa che non farà più freddo: significa che la distribuzione delle temperature si sposta verso l’alto. E che aumentano le probabilità di avere mesi invernali miti, ondate di caldo fuori stagione e record.
E su scala più ampia, l’Europa è tra le aree che si stanno riscaldando più rapidamente: gli indicatori europei mostrano un’accelerazione importante nel riscaldamento del continente.
Il pattern degli ultimi 50 anni, in pratica è questo: gennaio resta un mese molto variabile (può regalarci gelo e neve come pioggia e massime primaverili), ma le temperature di fondo si stanno alzando. E questo cambia anche il modo in cui percepiamo i ‘giorni più freddi’.
Cosa sono i Giorni della Merla (e quando cadono)
Per la tradizione popolare, i Giorni della Merla sono gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30, 31) e sarebbero i più freddi dell’anno. In alcune zone, però, esistono varianti locali, ad esempio con uno slittamento al 1° febbraio.
La credenza più diffusa dice anche che:
- se i Giorni della Merla sono molto freddi, allora l’inverno ha dato tutto e la primavera arriverà prima
- se i Giorni della Merla sono miti, ecco che l’inverno potrebbe durare più a lungo
È una forma di meteo popolare a lungo termine, ma non ha valenza scientifica, pur restando affascinante. Con delle assonanze con l’americano ‘giorno della marmotta’.
Da dove viene la tradizione: la leggenda del camino (e della fuliggine)
La versione più famosa racconta di una merla (un tempo bianca) che, per ripararsi dal gelo di fine gennaio, si rifugia con i piccoli in un comignolo.
Dopo tre giorni, esce salva ma annerita dalla fuliggine: da qui il perché ‘i merli sono neri’. In alcune varianti, gennaio (personificato) si vendica allungando il freddo proprio negli ultimi giorni del mese.
Queste storie cambiano da regione a regione, ma conservano due elementi chiave:
- la soglia del passaggio: fine gennaio, l’inverno è a metà strada
- un segnale da osservare: tre giorni come campione per intuire il resto della stagione
Ma davvero sono (statisticamente) i giorni più freddi dell’anno?
Qui entra in gioco la differenza tra:
- tradizione data dalla narrazione e dalla memoria collettiva
- climatologia ragiona su medie e su lunghi periodi
In molte aree italiane, soprattutto in Pianura Padana e nelle valli interne, tra fine gennaio e inizio febbraio possono verificarsi condizioni favorevoli al freddo:
- inversioni termiche, cioè aria fredda intrappolata al suolo con alta pressione e cielo sereno
- nebbie persistenti che impediscono al suolo di scaldarsi
- irruzioni di aria continentale che arriva da est/nord-est che, quando arrivano, e possono essere intense
Quindi sì: è plausibile che in diverse annate proprio quei giorni risultino pungenti. Ma plausibile non significa sempre vero.
Perché ci sembra che “un tempo” fossero più freddi?
Perché la memoria climatica è selettiva e quindi ricordiamo meglio l’anno della grande neve, ed il gelo storico, oppure quella volta dell’acqua ghiacciata nella fontana. E dimentichiamo gli anni normali o miti.
In più, oggi, abbiamo un fattore nuovo: il riscaldamento di fondo. Un mese di gennaio può ancora fare paura (eccome), ma nel lungo periodo aumenta la probabilità che:
- i picchi freddi siano più brevi
- le fasi miti siano più frequenti
- alcuni record (soprattutto di caldo) cadano più spesso
A livello globale, per esempio, Copernicus/C3S ha registrato gennaio 2025 come il gennaio più caldo nella serie (dati ERA5), e gennaio 2024 come un altro gennaio eccezionalmente caldo: segnali coerenti con il trend recente.
Quindi: cosa vuol dire oggi parlare di Giorni della Merla?
Vuol dire due cose insieme, ed è proprio questo il bello, cioè una tradizione che tiene viva l’osservazione della natura
Anche se non è un modello scientifico, ci ricorda che il clima si legge (e si racconta) da sempre.
Un promemoria del cambiamento in corso
Se ogni anno ci chiediamo se ha fatto davvero freddo, stiamo anche misurando, e senza accorgercene, quanto stia cambiando la normalità.
Curiosità finale: il test della merla funziona?
Se lo prendiamo come gioco: sì, è divertente. Se lo prendiamo come previsione, sappiate che non può funzionare davvero. Ma c’è un modo smart per usarlo: trasformarlo in un rito consapevole. Ogni 29-31 gennaio, provate a fare questo test semplice:
- guardate le temperature reali della zona
- confrontatele con le medie storiche locali (dall’ARPA o altri servizi meteo regionali)
- annotate: freddo intenso, freddo normale oppure mite
In 3 minuti avrete fatto divulgazione climatica… senza nemmeno chiamarla così!
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Ultimo aggiornamento il 19 Gennaio 2026 da Rossella Vignoli
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