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Ecoturismo in Indonesia: mete suggerite e consigli di viaggio

Un itinerario sostenibile tra foreste pluviali, isole remote e comunità locali, con scelte sostenibili

L’Indonesia è un arcipelago sterminato, con migliaia di isole, ecosistemi diversissimi e culture che cambiano da una costa all’altra. Proprio questa ricchezza rende il Paese perfetto per un viaggio orientato all’ecoturismo, a patto di prepararsi con attenzione: alcune aree sono fragili, altre sono molto visitate, e l’equilibrio tra accoglienza e tutela va rispettato con scelte concrete. Un approccio sostenibile non significa rinunciare al comfort o al divertimento, ma preferire ritmi più lenti, operatori seri, attività a basso impatto e un contatto reale con chi vive sul territorio.

Ecoturismo in Indonesia: mete suggerite e consigli di viaggio

Che cosa rende “eco” un viaggio in Indonesia

L’ecoturismo non è una semplice etichetta: è un modo di viaggiare basato su responsabilità, rispetto degli ecosistemi e benefici per le comunità locali. In Indonesia questo approccio è particolarmente importante perché molte attrazioni naturali – barriere coralline, foreste tropicali, vulcani, mangrovie – sono sensibili al sovraffollamento, ai rifiuti e a comportamenti poco attenti.

Un viaggio davvero sostenibile tende a privilegiare strutture che riducono i consumi (acqua, energia, plastica), che impiegano personale locale e che reinvestono una parte delle entrate in progetti del territorio. Anche le attività contano: trekking guidati con gruppi piccoli, snorkeling con regole chiare, visite faunistiche senza contatto o alimentazione degli animali, trasporti organizzati per limitare sprechi e tratte inutili. In altre parole, si cerca un’esperienza più consapevole e meno “mordi e fuggi”.

Borneo indonesiano: foresta, fiumi e tutela degli oranghi

Il Borneo (Kalimantan) è una delle mete simbolo per chi vuole vedere la foresta pluviale e avvicinarsi a progetti di conservazione. Qui l’elemento centrale è il rapporto tra turismo e protezione della biodiversità. Una delle aree più note è il Parco Nazionale di Tanjung Puting, spesso esplorato risalendo i fiumi su piccole imbarcazioni tradizionali. L’esperienza può essere memorabile: avvistamenti di fauna, notti nel verde, silenzio totale interrotto solo dai suoni della giungla.

Per un taglio davvero “eco” conviene scegliere guide che rispettano le distanze dagli animali, evitare operatori che promettono interazioni ravvicinate e informarsi su come vengono gestiti i rifiuti a bordo e a terra. Un buon segnale è la trasparenza: itinerari chiari, regole di comportamento, contributi destinati a progetti locali e attenzione alla sicurezza senza spettacolarizzare la natura. Qui la parola chiave è osservazione, non intrattenimento.

Raja Ampat: mare intatto, homestay e connessione consapevole

Raja Ampat, in Papua Occidentale, è tra le aree marine più ricche al mondo in termini di biodiversità. Scogliere, lagune, banchi di pesci, coralli: un paradiso che però richiede disciplina, perché anche un piccolo errore (camminare sui coralli, toccare la fauna, ancorare dove non si deve) può danneggiare un ecosistema delicatissimo.

Molti viaggiatori scelgono formule in homestay gestite da famiglie locali: sistemazioni semplici ma autentiche, spesso con cucina casalinga e ritmi lenti. È un modello interessante perché distribuisce i benefici economici sul territorio e favorisce un contatto diretto con la comunità. Prima di partire è utile informarsi sui permessi o contributi di accesso alle aree protette e su eventuali regole locali per immersioni e snorkeling.

Dal punto di vista pratico, Raja Ampat è remota e l’organizzazione fa la differenza: spostamenti, barche, contanti disponibili, scorte essenziali. Anche la connettività va pianificata con realismo: non serve essere sempre online, ma avere un minimo di accesso può aiutare per logistica e sicurezza. In questo contesto torna utile valutare una eSIM per Indonesia, così da gestire meglio dati e copertura senza dipendere ogni volta da negozi fisici o cambi di SIM durante gli spostamenti tra isole.

Flores e Komodo: oltre il “drago”, tra villaggi e paesaggi vulcanici

L’area di Komodo è famosa per i varani, ma l’ecoturismo qui dovrebbe andare oltre la foto “da checklist”. Flores offre paesaggi vulcanici, baie spettacolari e villaggi dove la tradizione è ancora viva. Un itinerario sostenibile può includere trekking con guide locali, visite in piccoli centri artigianali, soste in strutture che lavorano con filiere del territorio.

Per Komodo e dintorni, la scelta dell’operatore è cruciale: barche con gestione corretta dei rifiuti, briefing seri sul comportamento con la fauna, niente esche o pratiche invasive, gruppi contenuti. Anche il ritmo conta: meglio poche tappe fatte bene, con tempo per capire luoghi e persone, invece di accumulare soste rapide. Se si cammina su sentieri panoramici o si visita un villaggio, l’obiettivo diventa la relazione – ascolto, rispetto, acquisti consapevoli – e non la velocità.

Scelte pratiche per un viaggio davvero sostenibile

Per trasformare l’intenzione in comportamenti concreti, conviene preparare una piccola “strategia” di viaggio: ridurre gli sprechi, premiare chi lavora bene, proteggere natura e cultura locali. Alcune azioni sono semplici, altre richiedono un po’ di pianificazione, ma tutte sommate cambiano l’impatto complessivo.

  • Preferire strutture con pratiche verificabili di risparmio idrico, gestione rifiuti e riduzione plastica (non solo slogan).
  • Scegliere guide e operatori locali con gruppi piccoli e regole chiare su fauna e aree protette.
  • Portare borraccia e piccoli accessori riutilizzabili per limitare l’usa e getta, soprattutto nelle isole.
  • Rispettare distanze e divieti con gli animali: niente contatto, niente cibo, niente inseguimenti per “lo scatto perfetto”.
  • In mare, evitare di toccare coralli e fondali, usare attrezzatura con attenzione e seguire le indicazioni dei ranger.
  • Pianificare spostamenti con logica “slow”: meno tratte interne, più permanenza nei luoghi, così si riducono emissioni e stress logistico.
  • Avere contanti e scorte essenziali nelle zone remote, per non creare pressioni inutili sui piccoli negozi locali.
  • Vestirsi e comportarsi in modo rispettoso nei villaggi e nei luoghi sacri: la cultura fa parte dell’ecosistema.
  • Comprare artigianato e servizi del posto, evitando souvenir prodotti in massa che non lasciano valore sul territorio.
  • Gestire i rifiuti con disciplina: se manca un sistema efficiente di raccolta, ancora di più conta ciò che si porta e ciò che si lascia.

L’Indonesia ripaga chi viaggia con attenzione: l’ecoturismo qui può diventare un modo concreto per vedere luoghi straordinari e, allo stesso tempo, contribuire a mantenerli vivi e accessibili anche per chi verrà dopo.

Ultimo aggiornamento il 19 Gennaio 2026 da Rossella Vignoli

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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