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🐴 Stop alla carne di cavallo? La proposta che può vietarla in tutta Italia (e perché è una svolta storica)

Carne di cavallo vietata in Italia? È la domanda che sta accendendo discussioni tra etica, tradizioni regionali e benessere animale. In questi giorni è approdata in Senato una proposta di legge che punta a vietare la macellazione degli equidi destinati all’alimentazione, con l’obiettivo di riconoscerli come animali da affezione e quindi non più inseribili nella filiera alimentare.

🐴 Stop alla carne di cavallo? La proposta che può vietarla in tutta Italia (e perché è una svolta storica)

Se il provvedimento dovesse andare avanti, cambierebbe molto: non solo cosa troveremmo (o non troveremmo) al banco macelleria, ma anche regole, controlli e sanzioni per chi alleva, macella o commercializza carni equine.

Fonte: Sky TG24

Di cosa parla la proposta (in parole semplici)

Il cuore della proposta è questo: cavalli e altri equidi (come asini, muli, pony e bardotti) verrebbero considerati giuridicamente “non destinati alla produzione alimentare” (spesso indicato come “Non Dpa”). Tradotto: l’allevamento finalizzato alla macellazione e la vendita di queste carni diventerebbero attività vietate, con pene specifiche.

Quali animali sarebbero coinvolti

Non si parla solo di cavallo. Il testo include anche altri equidi, proprio perché spesso finiscono nella stessa filiera e perché, per chi sostiene la proposta, meritano lo stesso livello di tutela.

Perché questa proposta divide così tanto

Da un lato c’è chi la vive come un passo culturale: per molte persone il cavallo è un compagno di vita, di sport, di lavoro e di relazione, e l’idea che finisca in macello è inaccettabile.

Dall’altro lato c’è chi richiama tradizioni gastronomiche locali e un pezzo di economia di nicchia: in alcune aree d’Italia la carne equina è ancora presente in ricette tipiche e nella ristorazione tradizionale.

Cosa cambierebbe davvero per consumatori e filiera

Se la proposta diventasse legge, l’effetto più visibile sarebbe la scomparsa della carne equina legale dal mercato italiano. Ma non finisce qui: il provvedimento punta anche a rendere più chiara e tracciabile l’identità degli animali, per evitare zone grigie e spostamenti “opachi”.

Microchip e registrazione: la parte “tecnica”

Un punto centrale riguarda la registrazione degli equidi e l’identificazione tramite microchip, con tempi rapidi dall’entrata in vigore della norma. L’obiettivo è tracciare gli animali e impedire che entrino (o rientrino) nella filiera alimentare.

Sanzioni: cosa rischia chi viola il divieto

La proposta prevede sanzioni penali e pecuniarie per chi alleva equidi con finalità di macellazione e per chi immette le carni in commercio. È prevista anche un’aggravante se la carne viene effettivamente commercializzata.

Il fondo per la riconversione: l’idea “ponte”

Per evitare che il cambiamento ricada tutto su chi lavora nel settore, la proposta introduce anche un fondo dedicato alla riconversione: l’obiettivo è accompagnare gli allevatori verso alternative (ad esempio attività legate a recupero, accoglienza, turismo equestre o altre forme di riconversione agricola e rurale).

E adesso? Cosa succede nei prossimi mesi

Una proposta di legge non diventa legge dall’oggi al domani. Prima serve l’esame in Commissione, poi eventuali modifiche, audizioni, emendamenti e votazioni nei due rami del Parlamento. In questa fase possono cambiare anche dettagli importanti: definizioni, importi delle sanzioni, tempi, modalità di applicazione e gestione del fondo.

Tabella di sintesi (HTML): cosa prevede la proposta di legge

Voce Contenuto (in sintesi)
Obiettivo Vietare la macellazione di equidi per finalità alimentari e considerarli animali da affezione / non destinati alla produzione alimentare (Non Dpa).
Animali coinvolti Cavalli, asini, muli, pony e bardotti.
Divieto principale Stop all’allevamento finalizzato alla macellazione e alla commercializzazione di carni equine.
Sanzioni penali Reclusione da 3 mesi a 3 anni (per chi viola il divieto secondo quanto previsto dal testo).
Sanzioni economiche Multe elevate (fino a 100.000 €) per chi alleva equidi con finalità di macellazione; aggravante se le carni vengono immesse in commercio.
Tracciabilità Obbligo di registrazione e identificazione degli animali tramite microchip entro tempi rapidi dall’entrata in vigore della norma.
Fondo di riconversione Stanziamento dedicato per supportare la riconversione degli allevamenti verso attività alternative.
Iter Esame parlamentare (Commissione e passaggi successivi). Il testo può essere modificato durante il percorso.

Nota: importi, tempi e formulazioni definitive possono variare durante l’iter parlamentare.

Ultimo aggiornamento il 17 Febbraio 2026 da Rossella Vignoli

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