🐾 A caccia tra i corridoi del potere: i gatti che difendono il Regno Unito dai topi
Nei palazzi vittoriani di Londra i veri guardiani sono felini con incarico ufficiali

C’è chi immagina le istituzioni come luoghi austeri, silenziosi, pieni di scartoffie e discorsi solenni. E poi c’è la realtà britannica: corridoi storici, moquette spesse, muri vittoriani… e un gatto che sbuca dietro una porta con lo sguardo concentrato. Missione? Eliminare i topi.

Nel cuore di 10 Downing Street, residenza ufficiale del Primo Ministro britannico, e negli uffici del Foreign, Commonwealth & Development Office, i gatti non sono semplici mascotte: sono dipendenti non retribuiti con un ruolo preciso. E sì, fanno sul serio.
Sommario
🐱 Larry, il “Chief Mouser” più famoso del mondo
Il più celebre è Larry, in carica dal 2011 come Chief Mouser to the Cabinet Office. Tradotto: ‘Capo Acchiappatopi del Governo’.
Arrivato da un rifugio per animali, Larry è stato assunto dopo che un’invasione di roditori aveva fatto notizia sui media britannici. La sua presenza non è solo folkloristica: i palazzi storici londinesi, con fondamenta antiche e intercapedini nascoste, sono ambienti ideali per i topi. E dove ci sono topi, un gatto è la soluzione più naturale.
Negli anni Larry ha servito diversi primi ministri, diventando una piccola star social con account dedicati e migliaia di fan.
Palmerston e gli altri colleghi felini
Al Foreign Office ha lavorato invece Palmerston, gatto bianco e nero con un curriculum invidiabile. Nato nel 2013, deve il suo nome a Lord Palmerston, storico segretario agli Esteri dell’Ottocento e due volte primo ministro britannico. Ed è stato adottato nel 2016 dal Battersea Cats and Dogs Home dopo un periodo difficile trascorso per strada: era affamato, sottopeso e privo di microchip.
Nella ‘sua’ lettera d’addio, indirizzata a Simon McDonald, allora massimo funzionario del Foreign Office, Palmerston si è presentato come un vero maestro della diplomazia, se non addirittura una spia, confessando di aver finto di dormire mentre ascoltava le conversazioni di tutti i dignitari stranieri. In pensione, dopo un periodo nella nella quiete della campagna inglese, ha assunto un nuovo incarico alle Bermuda come ‘consulente per le relazioni feline’.
In effetti, i gatti istituzionali britannici hanno spesso titoli informali ma riconosciuti. Non ricevono stipendio, ma vitto, alloggio, cure veterinarie e una certa notorietà, spesso hanno una loro pagina social, molto seguita.
Come vengono reclutati?
Niente concorsi pubblici, per fortuna. I gatti vengono generalmente adottati da rifugi, scelti per il loro temperamento vivace e indipendente, ed introdotti gradualmente negli ambienti di lavoro.
Il requisito fondamentale? Istinto predatorio ben sviluppato. Un buon Chief Mouser deve pattugliare, marcare il territorio e scoraggiare i roditori anche solo con la sua presenza.
Spesso è la stampa a spingere per la nomina ufficiale quando la presenza di topi diventa imbarazzante per un edificio così simbolico.
Perché non usare metodi più moderni?
Trappole elettroniche, dissuasori a ultrasuoni, derattizzazioni professionali: esistono eccome. Ma nei palazzi storici inglesi il gatto ha tre vantaggi:
- è ecologico, per cui niente veleni pericolosi per l’ambiente
- è continu, una presenza costante scoraggia nuovi roditori
- è adorabile e qui entra in gioco il marketing
Un gatto che pattuglia Downing Street comunica tradizione, simpatia e un tocco umano al potere politico. In un’epoca di comunicazione digitale, l’immagine di un felino davanti alla celebre porta nera è oro mediatico.
E dopo il servizio?
Quando un gatto prende la meritata pensione viene affidato a un ambiente più tranquillo, spesso in campagna,
dove è seguito da personale che già lo conosce.
È successo proprio a Palmerston, trasferito lontano dal traffico londinese, che però è andato a ritirarsi alle isole Bermuda, per una vita più serena. Larry, invece, continua imperterrito il suo mandato, nonostante qualche critica (i tabloid inglesi adorano misurare il numero di topi catturati!).
Tra tradizione e comunicazione
I gatti istituzionali britannici rappresentano qualcosa di più di una soluzione anti-roditori. Sono parte di una tradizione che risale addirittura al XVI secolo, quando già nei palazzi reali si tenevano felini per proteggere archivi e dispense.
Oggi fanno parte dell’identità pubblica delle istituzioni: tra ironia, storia e pragmatismo. E forse, in un mondo pieno di tecnologia, sapere che a proteggere i documenti governativi c’è ancora un gatto con i baffi in tensione e la coda alta… è rassicurante.
Conclusione
E così, mentre nei palazzi del potere si discutono leggi, trattati e strategie internazionali, c’è qualcuno che vigila in silenzio… con le orecchie dritte e i baffi in tensione.
Niente badge elettronico, niente riunioni su Zoom: solo un istinto antico e quattro zampe leggere sui gradini di una scala vittoriana.
Forse la tecnologia corre veloce, ma quando si tratta di topi nei corridoi del potere, il metodo più efficace resta quello di sempre: un gatto determinato. 🐾
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Ultimo aggiornamento il 18 Febbraio 2026 da Rossella Vignoli
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