Overtourism: 8 posti in Italia via dalla folla dei turisti

Dalle città d’arte vivibili alle coste selvagge passando per borghi sospesi tra le montagne: 8 mete italiane alternative per viaggiare con più calma, scoprendo paesaggi, cultura e sapori lontano dagli itinerari più congestionati

Venezia, Firenze, Roma, le Cinque Terre e la Costiera Amalfitana restano luoghi straordinari, ma nei periodi di punta visitarli può significare file, prezzi elevati e spazi sovraffollati. Nel 2025, Roma, Venezia, Firenze, Verona e Napoli hanno concentrato complessivamente oltre 72 milioni di presenze turistiche, confermando quanto i flussi tendano ad accumularsi sempre nelle stesse destinazioni.

Overtourism: 8 posti in Italia via dalla folla dei turisti

La risposta non è smettere di viaggiare, ma distribuire meglio partenze e presenze, scegliendo località meno esposte al turismo di massa e possibilmente viaggiando fuori dall’alta stagione. È il principio dell’undertourism: cercare luoghi meno conosciuti e visitarli lentamente, sostenendo economie locali senza riprodurre altrove gli stessi problemi dell’overtourism.

Queste 8 destinazioni italiane non sono necessariamente deserte, soprattutto nei fine settimana estivi. Sono però alternative interessanti ai grandi poli turistici e offrono abbastanza cose da vedere e da fare per costruire un vero viaggio, non una semplice deviazione.

8 luoghi da visitare con calma in Italia senza overtourism estivo

Abbiamo selezionato 8 luoghi in Italia che vale la pena visitare quest’estate senza essere immersi in una folla di turisti.

1. Cividale del Friuli e le Valli del Natisone

Cividale del Friuli è una piccola città capace di offrire in pochi chilometri storia, paesaggio e sapori. Affacciata sul fiume Natisone, fu uno dei principali centri longobardi in Italia e conserva testimonianze di grande valore, tra cui il Tempietto longobardo e il complesso episcopale inserito nel sito UNESCO dedicato ai Longobardi.

Il punto più fotografato è il Ponte del Diavolo, sospeso sulla gola verde del Natisone. Basta però uscire dal centro per entrare nelle Valli del Natisone, un territorio di boschi, torrenti, piccoli paesi e tradizioni legate alla cultura slava.

Qui si possono organizzare escursioni, percorsi ciclabili e soste nelle aziende agricole.
Cividale è inoltre circondata dai Colli Orientali del Friuli, zona di produzione di vini come Friulano, Picolit, Schioppettino e Verduzzo. È quindi una buona base per alternare visite culturali, cammini nella natura e degustazioni, senza le concentrazioni turistiche di Venezia o delle località più celebri dell’Adriatico.

Cosa vedere e fare: da non perdere il centro storico, il Museo archeologico nazionale, il Ponte del Diavolo e il Tempietto longobardo. Con un giorno in più si possono esplorare le Valli del Natisone, raggiungere piccoli borghi come San Pietro al Natisone e programmare una visita nelle cantine dei Colli Orientali.

Periodo consigliato: primavera e inizio autunno, quando i sentieri sono piacevoli e le vigne cambiano colore.

2. Mantova e Sabbioneta, il Rinascimento senza la folla

Mantova possiede uno dei patrimoni artistici più importanti dell’Italia settentrionale, ma viene spesso trascurata da chi corre direttamente verso Milano, Verona o Venezia. Il risultato è una città d’arte che, salvo eventi e fine settimana particolari, si visita con ritmi più rilassati.

Palazzo Ducale, il Castello di San Giorgio, la Camera degli Sposi di Mantegna e Palazzo Te giustificano da soli un viaggio. A questi si aggiungono la Rotonda di San Lorenzo, Piazza delle Erbe, il Teatro Scientifico del Bibiena e il profilo della città riflesso nei laghi formati dal Mincio.

Mantova può essere abbinata a Sabbioneta, città ideale rinascimentale racchiusa nelle mura e parte dello stesso sito UNESCO. Chi preferisce una vacanza attiva può percorrere la ciclabile del Mincio, un itinerario pianeggiante di quasi 50 km che collega Mantova a Peschiera del Garda.

Cosa vedere e fare: dedicate almeno due giorni alla città: uno per Palazzo Ducale e il centro storico, l’altro per Palazzo Te e una navigazione sui laghi. Il terzo giorno può essere riservato a Sabbioneta o a un tratto della ciclabile del Mincio.

Periodo consigliato: aprile, maggio, settembre e ottobre. In piena estate il caldo della pianura può essere intenso.

3. Comacchio e il Delta del Po, tra canali e fenicotteri

Comacchio viene talvolta definita una piccola Venezia, ma possiede una personalità tutta sua. Il centro è attraversato da canali e ponti, tra cui il celebre Trepponti, mentre appena fuori dall’abitato cominciano le Valli di Comacchio, una delle zone umide più importanti d’Europa.

Questa è una destinazione ideale per chi cerca una vacanza lenta: si può pedalare sugli argini, navigare tra i canali, osservare fenicotteri e altri uccelli acquatici oppure visitare gli antichi casoni da pesca. Le Valli si estendono per oltre 11.000 ettari e possono essere esplorate a piedi, in bicicletta o in barca.

Il soggiorno può comprendere anche i lidi ferraresi, l’abbazia di Pomposa e una giornata a Ferrara. A tavola, il prodotto simbolo è l’anguilla, preparata secondo ricette che raccontano il rapporto secolare tra gli abitanti e l’ambiente lagunare.

Cosa vedere e fare: nel centro storico meritano una visita il Trepponti, Palazzo Bellini e la Manifattura dei Marinati. Per osservare il paesaggio naturale conviene partire da Stazione Foce, dove iniziano itinerari in barca e percorsi per il birdwatching.

Periodo consigliato: primavera e autunno. In queste stagioni il clima è più mite e l’osservazione dell’avifauna particolarmente interessante.

4. Borgotaro e l’Alta Val Taro, l’Appennino da assaporare lentamente

Borgo Val di Taro, spesso chiamato Borgotaro, si trova sull’Appennino parmense, in una valle verde attraversata da sentieri, torrenti e piccoli centri storici. È una delle mete alternative ai luoghi colpiti dall’overtourism grazie alla combinazione di natura, cultura locale ed enogastronomia.

Il prodotto più famoso è il fungo porcino di Borgotaro, legato profondamente all’identità del territorio. Non è però necessario arrivare durante le manifestazioni autunnali: la valle permette di camminare nei boschi, pedalare su strade secondarie, raggiungere castelli e scoprire paesi come Compiano, inserito in un paesaggio appenninico ancora rurale.

Rispetto alle vallate alpine più celebri, l’Alta Val Taro propone un turismo meno costruito intorno alle grandi attrazioni e più legato all’incontro con il territorio. Proprio per questo richiede un approccio lento: qualche passeggiata, un pranzo in trattoria e il tempo per fermarsi nei piccoli centri.

Cosa vedere e fare: visitate il centro di Borgotaro, il castello e il borgo di Compiano, quindi scegliete uno dei sentieri che attraversano i boschi appenninici. In autunno è possibile partecipare a escursioni e attività dedicate ai funghi, sempre rispettando permessi e regolamenti locali.

Periodo consigliato: tarda primavera per il verde e settembre-ottobre per i sapori del bosco. Durante gli eventi più noti conviene prenotare.

5. Castelmezzano e Pietrapertosa, due borghi tra le rocce

Le Dolomiti Lucane appaiono all’improvviso come una muraglia di guglie e pinnacoli nel cuore della Basilicata. Tra queste rocce sorgono Castelmezzano e Pietrapertosa, due borghi che sembrano incastrati nella montagna e che possono diventare la base per una vacanza attiva.

I due paesi sono collegati da sentieri e dal celebre Volo dell’Angelo, una zipline sospesa sopra gole e boschi. L’esperienza più interessante, però, non consiste soltanto nell’attrazione adrenalinica: vicoli, scalinate, punti panoramici e percorsi tra le rocce permettono di vivere un paesaggio molto diverso dalle immagini più note del Sud Italia.

Chi dispone di più giorni può esplorare il Parco regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, oppure il Parco nazionale dell’Appennino lucano, visitare Accettura e proseguire verso altri borghi dell’entroterra.

Cosa vedere e fare: oltre ai centri storici, si possono percorrere il sentiero delle Sette Pietre e gli itinerari panoramici del parco. Il Volo dell’Angelo è stagionale e va verificato e prenotato prima della partenza.

Periodo consigliato: maggio, giugno, settembre e ottobre. In agosto i borghi possono essere più frequentati e le ore centrali molto calde.

6. Maratea, il Tirreno lucano tra spiagge nere e arte sacra

Chi cerca un’alternativa alla Costiera Amalfitana può guardare più a sud, verso l’unico tratto di Basilicata affacciato sul Tirreno. Maratea unisce un centro storico ricco di chiese a una costa frastagliata fatta di calette, grotte, pareti rocciose e spiagge scure.

Sopra la città domina il Cristo Redentore del monte San Biagio, mentre lungo la costa si trovano luoghi come Cala Jannita, nota per la sabbia nera, e la Grotta delle Meraviglie. Il territorio comunale è molto esteso e comprende diverse frazioni, perciò permette di alternare mare, passeggiate e visite culturali senza restare concentrati in un unico punto.

Maratea è stata indicata anche dalla stampa di viaggio straniera tra le alternative alle coste italiane più congestionate. Ciò non significa che sia vuota in agosto: per trovare maggiore tranquillità è preferibile arrivare a giugno, settembre o all’inizio di ottobre.

Cosa vedere e fare: salite al monte San Biagio, visitate il centro storico e dedicate almeno una giornata alla costa, scegliendo calette e spiagge diverse. Le escursioni in barca permettono di raggiungere grotte e tratti difficilmente accessibili da terra.

Periodo consigliato: giugno e settembre, quando il mare è piacevole e la pressione turistica inferiore rispetto ad agosto.

7. Sulcis-Iglesiente, la Sardegna delle miniere e delle isole

Il sud-ovest della Sardegna è una delle aree più varie dell’isola. In pochi giorni si passa dalle scogliere di Masua alle miniere dismesse, dai siti archeologici nuragici e fenici alle isole di Sant’Antioco e San Pietro.

L’immagine simbolo dell’Iglesiente è Porto Flavia, l’opera mineraria costruita nella falesia davanti al faraglione Pan di Zucchero. Ma il viaggio può comprendere anche Iglesias, le antiche miniere, la Grotta di San Giovanni a Domusnovas, le spiagge di Porto Paglia e Portopaglietto e la roccaforte genovese di Carloforte, caratterizzato da tradizioni tunisine e liguri.

È una Sardegna adatta anche alle mezze stagioni. Le distanze richiedono un minimo di organizzazione, ma permettono di distribuire i visitatori su un territorio ampio, scegliendo ogni giorno tra archeologia, cammini, mare e cultura mineraria.

Cosa vedere e fare: create un itinerario di almeno 4-5 giorni tra Iglesias, Nebida, Masua, Sant’Antioco, Calasetta e Carloforte sull’Isola di San Pietro. Aggiungete una visita guidata a un sito minerario e un trekking costiero, evitando di limitare la vacanza alle sole spiagge.

Periodo consigliato: aprile-giugno e settembre-ottobre. Fuori dall’estate il clima è adatto alle escursioni e molte località risultano più tranquille.

8. Punta Aderci e Costa dei Trabocchi, l’Abruzzo tra mare e bicicletta

La costa abruzzese offre un’alternativa ai litorali più urbanizzati dell’Adriatico. La Riserva naturale di Punta Aderci, vicino a Vasto, protegge spiagge, falesie, pinete e percorsi panoramici, mentre più a nord la Costa dei Trabocchi è caratterizzata dalle tradizionali macchine da pesca in legno sospese sul mare.

Una parte importante dell’esperienza è la Via Verde, il percorso ciclopedonale realizzato sul vecchio tracciato ferroviario costiero. Permette di muoversi tra spiagge, piccoli porti e trabocchi riducendo l’uso dell’automobile e fermandosi nei paesi dell’entroterra. Punta Aderci viene descritta dal portale ufficiale del turismo italiano come un tratto costiero di notevole interesse naturalistico, con spiagge intervallate da ciottoli, falesie, pinete e sentieri.

Nei fine settimana di luglio e agosto alcune spiagge possono affollarsi. Il modo migliore per vivere la zona è distribuire il soggiorno su più tappe, pedalare nelle ore meno calde e visitare anche Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto.

Cosa vedere e fare: percorrete un tratto della Via Verde in bicicletta, visitate l’abbazia di San Giovanni in Venere e dedicate una giornata alla Riserva di Punta Aderci. Per mangiare su un trabocco è normalmente necessaria la prenotazione.

Periodo consigliato: maggio, giugno e settembre. In queste settimane si può combinare il mare con bicicletta ed escursioni.

In breve: le 8 destinazioni italiane alternative

Destinazione Regione Perché andarci Esperienze principali
Cividale del Friuli e Valli del Natisone Friuli-Venezia Giulia Arte longobarda, natura e cultura di confine Ponte del Diavolo, Tempietto longobardo, trekking e cantine
Mantova e Sabbioneta Lombardia Capolavori rinascimentali senza il caos di Firenze Palazzo Ducale, Palazzo Te, laghi, ciclabile del Mincio
Comacchio e Delta del Po Emilia-Romagna Canali, lagune, fenicotteri e turismo lento Birdwatching, bicicletta, escursioni in barca e casoni da pesca
Borgotaro e Alta Val Taro Emilia-Romagna Boschi appenninici, piccoli borghi e gastronomia Escursioni, castelli, funghi e percorsi naturalistici
Castelmezzano e Pietrapertosa Basilicata Borghi di roccia nel cuore delle Dolomiti Lucane Sentieri, Volo dell’Angelo e panorami montani
Maratea Basilicata Una costa spettacolare alternativa a Capri e Amalfi Calette, spiagge nere, grotte e centro storico
Sulcis-Iglesiente Sardegna Mare, miniere, archeologia e isole nel sud-ovest sardo Porto Flavia, Sant’Antioco, Carloforte, trekking costieri
Punta Aderci e Costa dei Trabocchi Abruzzo Mare, riserve naturali e mobilità in bicicletta Spiagge, Via Verde, trabocchi e borghi dell’entroterra

Come scegliere una meta davvero lontana dall’overtourism

Spostarsi in un luogo meno noto non basta, da solo, a rendere sostenibile un viaggio. Una località tranquilla può diventare congestionata durante una festa, un ponte o un fine settimana di agosto. Prima di prenotare è quindi utile controllare il calendario degli eventi, scegliere strutture gestite localmente e fermarsi almeno due o tre notti.

È meglio evitare la logica del “posto segreto da fotografare e lasciare subito”. Le destinazioni meno conosciute traggono maggior beneficio da soggiorni più lunghi, visite guidate, acquisti nei piccoli negozi e pasti nei ristoranti del territorio.

Anche il periodo fa la differenza. Visitare Maratea a settembre, Mantova in primavera o il Sulcis in ottobre significa trovare temperature spesso più favorevoli e ridurre la pressione nei momenti più delicati.

Viaggiare lontano dalla folla senza portarla altrove

L’undertourism non dovrebbe trasformarsi nella ricerca compulsiva di luoghi ancora “incontaminati” da esporre sui social. La vera alternativa all’overtourism consiste nel cambiare ritmo: usare i mezzi pubblici quando disponibili, non invadere sentieri e spiagge fragili, rispettare i residenti e distribuire la spesa sul territorio.

L’Italia possiede migliaia di piccoli centri, parchi, vallate e coste che non hanno bisogno di imitare Venezia o la Costiera Amalfitana per essere interessanti. Cividale, Mantova, Comacchio, Borgotaro, le Dolomiti Lucane, Maratea, il Sulcis e la Costa dei Trabocchi dimostrano che uscire dalle rotte più battute non significa rinunciare alla bellezza. Significa, spesso, concedersi il tempo di osservarla meglio.

Ultimo aggiornamento il 22 Luglio 2026 da Rossella Vignoli

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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