Sembra una coda di scimmia, ma è un cactus: come coltivare il sorprendente Cleistocactus colademononis

Sembra una lunga coda bianca e pelosa che scende dal vaso, ma sotto quella morbida apparenza si nascondono numerose spine. Il Cleistocactus colademononis, conosciuto come cactus coda di scimmia, è una delle piante grasse più curiose e scenografiche da coltivare in casa, sul balcone o in veranda.

Sembra una coda di scimmia, ma è un cactus: come coltivare il sorprendente Cleistocactus colademononis

Originario delle zone rocciose della Bolivia, questo cactus produce lunghi fusti ricadenti ricoperti da sottili spine bianche, tanto fitte da sembrare una pelliccia. Quando raggiunge la maturità può regalare anche vistosi fiori rossi, creando un contrasto spettacolare con il colore chiaro dei suoi fusti.

Nonostante l’aspetto esotico, è una pianta abbastanza semplice da curare. Ha però bisogno di molta luce, di un terriccio molto drenante e soprattutto di essere protetta dai ristagni d’acqua, il principale pericolo per le sue radici.

Perché viene chiamato cactus coda di scimmia

Il nome comune deriva dalla forma dei suoi fusti: lunghi, cilindrici, flessibili e completamente ricoperti da spine sottili e biancastre. Crescendo, i rami tendono a ricadere verso il basso e ricordano le code pelose di alcune specie di scimmie.

Anche il nome scientifico richiama direttamente questa caratteristica. Il termine colademononis deriva infatti dall’espressione spagnola “cola de mono”, cioè coda di scimmia.

Nei vivai e nei vecchi manuali di giardinaggio si può trovare indicato anche come Hildewintera colademononis, una denominazione botanica ancora molto diffusa. Il nome oggi maggiormente utilizzato è però Cleistocactus colademononis.

Come riconoscere il Cleistocactus colademononis

La caratteristica più evidente è rappresentata dai lunghi fusti ricadenti, che inizialmente crescono verso l’alto e successivamente si piegano sotto il proprio peso. In un esemplare adulto possono superare facilmente il metro di lunghezza, soprattutto quando la pianta viene coltivata in condizioni favorevoli.

I fusti sono di colore verde, ma risultano quasi completamente nascosti dalle numerose spine bianche e sottili. Queste spine possono sembrare morbide al tatto, ma non bisogna lasciarsi ingannare: possono comunque pungere e irritare la pelle.

Durante la stagione calda, la pianta può produrre grandi fiori tubolari di colore rosso o rosso-arancio. I fiori si sviluppano lateralmente lungo i fusti e rendono il cactus ancora più decorativo.

Caratteristica Informazione
Nome comune Cactus coda di scimmia
Nome scientifico Cleistocactus colademononis
Vecchio nome botanico Hildewintera colademononis
Origine Bolivia
Portamento Ricadente
Esposizione Molto luminosa, anche con sole diretto graduale
Annaffiature Moderate in primavera ed estate, quasi sospese in inverno
Fioritura Fiori tubolari rossi nella stagione calda

Dove sistemare il cactus coda di scimmia

La posizione ideale è molto luminosa. La pianta può essere coltivata vicino a una finestra esposta a sud o a ovest, in una veranda oppure all’aperto durante la bella stagione.

Può tollerare anche alcune ore di sole diretto, ma è importante abituarla gradualmente. Un cactus rimasto per mesi in casa potrebbe infatti scottarsi se esposto improvvisamente al sole intenso di mezzogiorno.

Per valorizzare il suo portamento ricadente conviene utilizzare un vaso sospeso, una fioriera rialzata o un contenitore collocato sopra un mobile stabile. In questo modo i fusti potranno svilupparsi liberamente verso il basso senza appoggiarsi sul terreno.

È bene scegliere un punto in cui la pianta non venga urtata frequentemente. I fusti possono essere delicati e le spine, anche se sottili, possono causare piccoli fastidi alla pelle.

Come annaffiarlo senza far marcire le radici

Il cactus coda di scimmia immagazzina acqua nei propri tessuti e sopporta meglio un breve periodo di siccità rispetto a un terreno costantemente umido.

Durante la primavera e l’estate si può annaffiare quando il terriccio è completamente asciutto anche in profondità. Prima di aggiungere altra acqua è quindi consigliabile controllare il substrato inserendo un dito o un bastoncino nel vaso.

L’acqua deve fuoriuscire rapidamente dai fori di drenaggio. Quella rimasta nel sottovaso va eliminata, perché il contatto prolungato con l’umidità può favorire marciumi radicali e fungini.

In autunno le annaffiature vanno progressivamente ridotte. Durante l’inverno, soprattutto se la pianta viene tenuta in un ambiente fresco, può essere sufficiente bagnarla molto raramente.

Il terriccio migliore

Il substrato deve essere leggero, poroso e capace di asciugarsi rapidamente. È possibile utilizzare un terriccio specifico per cactus e piante grasse, migliorandone il drenaggio con materiali minerali.

Una miscela adatta può essere composta da:

  • 50% di terriccio per piante grasse;
  • 25% di pomice o lapillo vulcanico;
  • 25% di perlite, sabbia grossolana o ghiaia fine.

Il vaso deve avere uno o più fori sul fondo. I contenitori in terracotta sono particolarmente indicati perché favoriscono l’evaporazione dell’umidità, anche se richiedono annaffiature leggermente più frequenti rispetto ai vasi in plastica.

Temperature e cure durante l’inverno

Il Cleistocactus colademononis ama il caldo, ma per favorire la fioritura può trarre beneficio da un periodo invernale più fresco e asciutto.

Durante l’inverno conviene sistemarlo in un ambiente molto luminoso e protetto dal gelo. Le temperature troppo basse, soprattutto se associate a un terreno bagnato, possono danneggiare rapidamente le radici e i fusti.

Chi coltiva la pianta all’aperto dovrebbe riportarla al riparo prima dell’arrivo delle prime gelate. In casa è meglio tenerla lontana dai termosifoni e dalle correnti fredde, scegliendo una stanza luminosa e non eccessivamente riscaldata.

Come favorire la fioritura

La comparsa dei fiori dipende dall’età della pianta e dalle condizioni di coltivazione. Un esemplare giovane potrebbe impiegare diversi anni prima di fiorire.

Per aumentare le possibilità di vedere i caratteristici fiori rossi è importante assicurare:

  • molta luce durante tutto l’anno;
  • alcune ore di sole diretto, introducendolo gradualmente;
  • un riposo invernale fresco e asciutto;
  • concimazioni leggere durante la stagione vegetativa;
  • assenza di ristagni d’acqua.

Da aprile a fine estate si può utilizzare un fertilizzante specifico per cactus, diluito maggiormente rispetto alle dosi indicate sulla confezione. È preferibile evitare prodotti troppo ricchi di azoto, che favorirebbero una crescita debole e poco resistente.

Quando rinvasare il cactus coda di scimmia

Il rinvaso non deve essere eseguito ogni anno. In genere è sufficiente intervenire quando le radici hanno riempito il contenitore, quando il terriccio si è compattato oppure quando il vaso è diventato instabile rispetto alla lunghezza dei fusti.

Il periodo migliore è la primavera. Durante l’operazione conviene indossare guanti spessi e avvolgere delicatamente i fusti con più strati di carta o cartone, evitando di stringerli.

Il nuovo vaso dovrebbe essere solo leggermente più grande del precedente. Un contenitore troppo ampio trattiene infatti una maggiore quantità di terriccio umido e aumenta il rischio di marciume.

Come moltiplicarlo per talea

La moltiplicazione per talea è relativamente semplice. Si può tagliare una porzione sana di fusto utilizzando una lama pulita e disinfettata.

La talea non deve essere interrata subito. È necessario lasciarla asciugare in un luogo ombreggiato e ventilato per alcuni giorni, fino alla formazione di una pellicola secca sulla superficie del taglio.

Successivamente può essere inserita in un piccolo vaso con substrato molto drenante. Nei primi giorni è meglio evitare di annaffiare abbondantemente. Il terriccio va mantenuto appena umido solo dopo che il taglio si è completamente cicatrizzato.

I problemi più frequenti

Fusti molli o scuri

È spesso il segnale di un eccesso d’acqua o di un marciume. Bisogna sospendere immediatamente le annaffiature, controllare le radici ed eliminare le parti danneggiate.

Crescita sottile e deformata

La causa più probabile è una quantità insufficiente di luce. La pianta tende ad allungarsi alla ricerca del sole, producendo fusti più deboli e distanziati.

Macchie chiare o marroni

Possono comparire dopo un’esposizione troppo improvvisa al sole intenso. La pianta deve essere abituata gradualmente alla luce diretta, soprattutto dopo l’inverno.

Presenza di piccoli fiocchi bianchi

Potrebbe trattarsi di cocciniglia cotonosa, un parassita che si nasconde facilmente tra le spine. Le infestazioni limitate possono essere rimosse con un cotton fioc leggermente imbevuto di alcol, evitando di bagnare eccessivamente i tessuti.

È una pianta adatta alle case con bambini e animali?

Il principale rischio non è legato alla forma della pianta, ma alle sue numerose spine. Anche quando sembrano soffici e simili a peli, possono penetrare nella pelle e risultare difficili da rimuovere.

È quindi consigliabile collocare il cactus coda di scimmia in posizione rialzata, fuori dalla portata dei bambini piccoli e degli animali domestici. Un vaso sospeso permette sia di proteggere la pianta sia di mostrarne al meglio i lunghi fusti ricadenti.

Una pianta scenografica che richiede poche attenzioni

Il cactus coda di scimmia è perfetto per chi cerca una pianta insolita, decorativa e capace di attirare subito l’attenzione. I lunghi fusti argentati trasformano anche un semplice vaso sospeso in un elemento molto scenografico.

Per mantenerlo sano bastano poche regole: tanta luce, annaffiature distanziate, terriccio drenante e protezione dal gelo. Con il passare degli anni può diventare sempre più spettacolare e, nelle condizioni giuste, regalare una sorprendente fioritura rossa.

Ultimo aggiornamento il 13 Luglio 2026 da Rossella Vignoli

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