Anche la sedia a rotelle è in cartone

di Erika Facciolla del 6 febbraio 2014

In questi anni abbiamo imparato a rivalutare la robustezza e la versatilità del cartone: non solo abbiamo visto una bicicletta in cartone (progettata dai designer israeliani Nimrod Elmish e Izhar Gafni), un ristorante di cartone a Taiwan, un temporary shop di cartone in Corea del Sud, ma abbiamo anche imparato ad apprezzare l’uso del cartone in arredamento, con un mobile in cartone in grado di reggere il peso di 22 persone.

Ebbene, ecco ora in arrivo anche la sedia a rotelle in cartone riciclato che – ricalcando esattamente gli stessi principi ispiratori della bicicletta di cartone – promette di essere economica, riciclabile, super leggera (appena 9 kg) ed affidabile come una sedia a rotelle tradizionale.

Il prototipo realizzato sul progetto di questi strabilianti ‘inventori’, nasce dal desiderio di offrire alle popolazione dei paesi più poveri una soluzione sostenibile e poco costosa che funga da alternativa alle sedie a rotelle convenzionali. Un progetto nato per agevolare  le popolazioni dei paesi in via di sviluppo o dell’Africa, dove le persone affette da gravi patologie o malformazioni a carico del sistema motorio hanno le stesse necessità di qualsiasi altro disabile, anche se le loro condizioni economiche sono infinitamente più precarie.

L’idea di realizzare una sedia a rotelle in cartone è pionieristica sotto molti punti di vista. Innanzitutto sotto il profilo ambientale essendo completamente riciclabile ma affidabile e resistente come una sedia in acciaio (la sedia in cartone regge fino a 180 kg); dal punto di vista economico, invece, realizzarla costerà meno che dieci dollari e durante l’utilizzo non necessiterà di costosi interventi di manutenzione.

La prospettiva paventata è ancora più allettante se pensiamo che in un futuro neanche troppo lontano, qualsiasi oggetto in metallo, legno o plastica sarà potenzialmente riproducibile con materiali riciclati come il cartone. Una possibilità che spalancherebbe le porte alla creazione di fabbriche specializzate, al riciclo sano e virtuoso e all’immissione sul mercato di prodotti equi e solidali.

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