Auto elettriche: sono le auto del futuro, si o no?

di Manlio del 4 novembre 2010

Quest’anno è stato probabilmente il punto di svolta per l’auto elettrica: complice anche il lancio in grande stile dell’auto tutta elettrica Nissan Leaf e l’IPO di Tesla Motors dopo un trionfale roadshow, la questione della reale possibilità della diffusione di massa delle auto elettriche si è imposta all’attenzione generale.

Come spesso capita, due scuole di pensiero si sono formate attorno a questo tema: semplificando, da una parte gli entusiasti, dall’altra gli scettici.

Gli entusiasti dell’auto elettrica si fanno forti di una serie di argomenti, spesso recenti, per suffragare la propria opinione, quali:

  • tutte le case automobilistiche sembrano avere la loro strategia sul tema auto elettrica (non solo Nissan/Renault, ma anche Ford, che lancerà la Focus elettrica l’anno prossimo, BMW con la sua Mini E, GM, Mitsubishi, Peugeot ed altri…)
  • l’auto elettrica si presta per buona parte dell’utilizzo attuale e frequente (tipicamente tragitto casa/lavoro) dell’auto. Si pensi che anche il popolo più motorizzato della terra, gli americani, nel 70% dei casi percorrono meno di 40 miglia al giorno.
  • gli incentivi statali a pubblico e produttori finiranno per favorire in modo decisivo l’auto elettrica. Pur nell’incertezza economica attuale, la longa manus pubblica dovrebbe essere un fattore importante.
  • spiegazione adattivista: spesso sono gli utenti che si adattano al mezzo ed alle sue caratteristiche. Basti pensare come per esempio gli sms, Google, Twitter han cambiato il linguaggio e il modo di comunicare.

Per gli scettici, invece, i temi destinati a fare la differenza sono i soliti:

  • ci sono limiti intrinseci delle batterie in termini di durata nel tempo e durata/tempi di ricarica, che la tecnologia probabilmente non risolverà in un futuro.
  • non esiste una strategia di smaltimento delle batterie, che sono inquinanti e parecchio.
  • il costo, ancora ben superiore a una vettura a benzina.
  • dato che l’auto elettrica non si presta per ogni tipo di utilizzo (es. pensiamo ad una vacanza in un luogo non affollatissimo senza colonnine di ricarica), cosicchè i consumatori saranno costretti ad avere due macchine, quella elettrica per il consumo “urbano” e quella a combustibile per gli altri usi, con ulteriore appesantimento del budget.

Chi ha ragione?
Come dicevano gli antichi, in medio stat virtus.
Se da un lato, le ragioni addotte dagli entusntiasti fanno pensare che la diffusione di massa dell’auto elettrica è possibile ed anzi probabile in un futuro prossimo, non è certo possibile ipotizzare sostituzione massiva parco auto nemmeno nel medio periodo e non è nemmeno possibile pensare che le auto elettriche siano l’unica risposta in tema di mobilità sostenibile.

Probabile invece che l’auto elettrica sia un’utile risposta nel mix di policy da adottare per rendere sostenibile il nostro stile di vita e che una risposta più immediata ed accessibile venga dalle auto ibride, più accessibili e versatili per il momento.
L’auto elettrica si posizionerà inizialmente come la classica “seconda auto” o la macchina da città, fintanto che la tecnologia non troverà le risposte ai problemi delle batterie.

Una cosa è certa: cominceremo a vederle davvero sulle strade (e prima di quanto non ci immaginiamo).

[Photo by: http://www.nissan-global.com/]

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Joffa novembre 4, 2010 alle 2:10 pm

Date un’occhiata qua: http://WWW.WHEELKITS.IT
se gli elettrociclisti sono una realtà, perchè non dovrebbero esserlo anche le auto elettriche ?
Le batterie al LiFePO4 sono sicure e poco inquinanti e coi consorzi di recupero già si ha l’obbligo del riciclaggio.
Non c’è nulla da “credere”, basta guardare…

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