Come ti trasformo l’auto a benzina in un’auto ibrida

di Claudio Riccardi del 16 agosto 2012

Tecnologiche, risparmiose, attente all’ambiente, ma ancora non accessibili per tutte le tasche. Parliamo delle auto ibride, quelle tipologie di veicoli che abbinano un motore a combustione (alimentato a benzina o gasolio) a un propulsore di tipo elettrico.

In molti le vorrebbero acquistare, ma oggigiorno per portare a casa un mezzo con simili caratteristiche serve sborsare almeno 15 mila euro, questo il prezzo base calcolato – al netto degli incentivi statali – per la più economica al momento presente sulla scena, la compatta Toyota Yaris HSD.

Per chi vuole spendere di meno, dagli Stati Uniti potrebbe arrivare una soluzione ingegnosa, senza che serva cambiare auto. I ricercatori della Middle Tennessee State University hanno messo a punto un kit di conversione che per poche migliaia di dollari consente di trasformare qualsiasi auto in ibrida. Il sistema propulsivo tradizionale viene integrato da due motori elettrici fissati direttamente sulle ruote libere da trazione.

Come illustrato in un video dal responsabile del progetto, il professore Charles Perry, i particolari mozzi contengono ciascuno un motore elettrico alimentato da un pacco batteria agli ioni di litio fosfato sistemato nel bagagliaio. Un comparto di alimentazione che tuttavia, a causa degli importanti ingombri, sottrae troppo spazio al bagagliaio.

E ora, veniamo alle componenti dinamiche. Attraverso i particolari mozzi, l’azione della spinta elettrica grantisce un surplus a quella del propulsore principale, così la vettura diventa un mezzo a trazione integrale, capace di tagliare consumi ed emissioni fino al 50%, e nel contempo incrementando l’autonomia di marcia.

SPECIALE: Auto ibride 2015, il listino aggiornato

Il sistema – promettono gli ingegneri del Tennessee – potrebbe arrivare sul mercato a un prezzo di 3 mila dollari, ma anche qui non mancano le incognite. Anzitutto, l‘affidabilità del veicolo modificato e gli effetti sul comportamento su strada, tutti da verificare. In secondo luogo, alcuni sostengono che siano necessarie anche delle modifiche al comparto delle sospensioni collegate ai mozzi, per via del maggior carico sull’asse. Bisognerebbe superare lo scoglio dell’omologazione per il mercato europeo, i cui standard al momento non renderebbero possibile l’immissione di questa soluzione sul mercato.

Rimane in ogni caso da apprezzare l’iniziativa del team statunitense, che forse ha suggerito una nuova strada per i produttori d’auto e le aziende del settore energetico. Nel nome del risparmio e del pollice verde.

Leggi anche:

Ecco anche il video di questa innovazione, buona visione a tutti:

Outbrain

{ 2 comments… read them below or add one }

Giuliano D'Ambrosi agosto 16, 2012 alle 11:42 am

Ciao Vulka, mi potresti fornire più notizie sul sistema di propulsione che usa l’acqua ? ti riferisci forse all’idrogeno, oppure è qualcosa di diverso ? Grazie per le info.

Rispondi

Vulka agosto 16, 2012 alle 9:34 am

Bello, ma durerà poco. Stranamente tutte le invenzioni applicate devono sempre indicare l’uso anche minimo di petrolio… chissà perché!
Il metodo per non inquinare c’è già e si basa solo su acqua. In parecchi lo stanno usando anche se ancora “fuorilegge”, e chi fa quelle leggi non si capisce bene che cervello abbia…guardano solo ai soldi e non alla salute e salvaguardia del pianeta. Per quello meritano di avere una prole di malati perenni!!! E li avranno come da loro desideri inconsci!
Il proverbio dice giusto “chi semina raccoglie” ma se semini monnezza che cosa pretendi di raccogliere?

Rispondi

Leave a Comment